I writers di Novara ed il Regolamento sui murales

 

 

A volte vengono aggredite pareti di edifici con solo danno estetico (e costi di ripristino)

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A volte invece sono rovinate opere d'arte o, come la seguente, pregne di significato. Solo chi detesta l'amicizia fra i popoli - o non la comprende - può infatti apporre la propria sigla su questo bassorilievo.

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Ma non tutti i writers sono dei puri vandali. Fra di loro vi è una minoranza che possiamo definire artisti. Tutti i novaresi si ricorderanno senz'altro dei primi murales apparsi in viale Verdi.

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Alcuni writers hanno la fortuna di avere genitori permissivi che permettono loro di dipingere sui muri di casa.

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I writers più seri hanno delle doti indiscutibili, ecco un valido esempio di ciò che sanno fare.

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Esiste un regolamento che pretenderebbe di risolvere ogni problema ma che invece ha solo reso praticamente impossibile a quella parte di writers che opera con intenti artistici di operare al di fuori della clandestinità.


Nel mese di gennaio 2002 il fenomeno writers ha avuto grande attenzione e risalto a seguito di una serie di atti vandalici e di deturpamenti nel centro storico ed in particolare sulla parete del duomo dell'Antonelli.
E' noto che i writers sono dei giovani, a volte non ancora maggiorenni, e pertanto abbiamo chiesto un commento ad una studentessa dell'ultimo anno del liceo artistico di Novara, che ha avuto modo di conoscere ASTREA partecipando al  nostro concorso per il decennale dalla fondazione. Poiché gli elaborati sono stati presentati in forma rigorosamente anonima presso un notaio, possiamo usufruire del suo valido contributo, senza che ciò possa in alcun modo influenzare il giudizio della commissione giudicante.
Ci fa piacere di poter contare sul contributo anche dei più giovani fra i Cittadini di Novara in quanto una delle caratteristiche di ASTREA é di non essere vincolata né da sudditanze politiche/partitiche, né tantomeno da ideologie in genere, e pertanto anche l'età non ci crea alcun pregiudizio; anzi, contiamo, ed abbiamo delle precise iniziative in corso, di poter avere sempre più collaborazione da parte dei giovani Cittadini; saremmo molto onorarti di poterli avere anche fra i componenti il Consiglio Direttivo.
Ecco quindi l'intervento di Elena Ronzio, studentessa frequentante il quinto anno del Liceo Artistico Sperimentale:


Siamo nei primi giorni di marzo 2002. La presenza sul sito di ASTREA di queste pagine dedicate al problema dei writer(s), fa sì che un giovane studente universitario novarese si dimostri interessato a contattarci, inviandoci una @mail. Pubblichiamo questa mail anonima in quanto abbiamo ovviamente risposto allo scrivente, organizzando un incontro con il vicepresidente Camaschella durante il quale il giovane si é rivelato. Egli non é uno di quelli definibili come imbrattatori, bensì un vero artista, uno di quei giovani che a nostro avviso - e lo abbiamo affermato più sopra - meriterebbe più attenzione da parte della nostra comunità. Il regolamento sui murales é assolutamente inadatto; obbligare un artista a sottostare a tanta burocrazia non fa altro che creare disagio ed alimentare la voglia di trasgressione. Durante l'incontro Camaschella ha proposto al nostro interlocutore di aiutarlo ad organizzare anche a Novara una manifestazione simile a quella di Cameri . Visto l'interesse del ragazzo, la proposta é stata sottoposta al Consiglio Direttivo di ASTREA che l'ha approvata con entusiasmo; é stato deliberato di proporre al Comune di Novara di organizzare una manifestazione aventi le seguenti caratteristiche:
- convocare a Novara dei writers di valore
- collocare in centro città, sotto il porticato del teatro Coccia (lato piazza Martiri) dei pannelli mobili sui quali gli artisti possano liberamente sfogare le proprie doti. Il porticato é in posizione centrale ma con modesto passaggio e quindi la sua occupazione sarebbe assolutamente indolore e gli artisti potrebbero operare in tranquillità ed anche in caso di pioggia.
- invitare personalità alla manifestazione, ma soprattutto i Cittadini novaresi
Il messaggio che si vuole esprimere é differenziare gli artisti dagli imbrattatori. I primi vanno aiutati ad esprimere la propria arte, mentre i secondi - magari senza l'uso di taglie - vanno perseguiti per quello che sono, ovvero per esecutori di atti vandalici.
Abbiamo sottoposto la suddetta proposta all'assessore alle politiche giovanili del Comune di Novara, che si é dichiarato molto interessato. Non possiamo che essere lieti di tale risposta.
L'interesse dell'assessore si é esteso al suo collega all'istruzione che ha fatto propria la nostra idea (in altri termini ne ha tratto spunto senza citare ASTREA .... sic !). Ma alla nostra associazione non interessa il merito dell'idea quanto invece che venga attuata; noi non abbiamo ambizioni politiche ed interesse a porci in mostra, bensì la sincera volontà di essere utili per la nostra Città e per i suoi Cittadini.
Il nostro programma prevedeva il coinvolgimento della popolazione novarese, mediante una campagna capillare che avrebbe dovuto raggiungere tutti, proprio tutti .... anche i "ragazzi del cavalcavia di San Martino", quelli che molti ritengono essere collegati con gli imbrattatori che hanno rovinato i muri del Duomo e di gran parte di Novara. Era nostra intenzione coinvolgerli attivamente nella iniziativa secondo il noto principio che non importa se le mie idee sono opposte alle tue, importa che tu ed io le si possa sempre esprimere liberamente.
Vediamo dunque come si é svolta la manifestazione, mediante il nostro usuale metodo delle immagini commentate.


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