Gli appunti di Marino Bertolino

  ederasas.ederasas@tin.it

 


7 gennaio 2006
CORECOM

I tribunali per chi ha problemi con il telefono si chiamano CORECOM. Dopo un difficile avvio iniziano a dare i primi frutti. In ogni Regione esiste un CORECOM autorizzato per dirimere le controversie tra utenti e gestori di telefonia su bollette e cellulari. Per il Piemonte il CORECOM ha sede nella Regione in via Alfieri 15 - 10021 Torino - tel. 011-5757131. Chiedere il loro intervento non costa nulla. 

Marino Bertolino


14 gennaio 2006
Olimpiadi Invernali 2006

L'impresa olimpica e' gestita da due Enti ben distinti: il Toroc che rappresenta il Comitato per la preparazione e realizzazione delle Olimpiadi e l'Agenzia Torino 2006 incaricata della costruzione delle infrastrutture per i giochi invernali. A partire dalla fase progettuale del 1998/99 ad oggi il Bilancio degli stanziamenti e' aumentato in modo esagerato. Il Bilancio finale non e' ancora stato presentato ma sotto i riflettori si sono alternati colpi di scena su passivi e ammanchi, con valzer di poltrone e personaggi che prima hanno fatto le valigie ma poi sono rimasti al loro posto con stipendio d'oro. Se la Finanziaria 2006 ha tagliato dei fondi a favore delle Olimpiadi a giugno 2005 il Governo aveva sborsato 130 milioni di euro per risanare in parte il "buco" del Toroc che oggi piange miseria. Basta guardare la voce "compensi" del Comitato Direttivo dove stabilirono compensi per i vertici del Toroc tra 1 milione e 500 mila euro l'anno. Fu anche stabilita l'assegnazione di un premio da 1 milione di euro a favore dei dirigenti del Toroc per la buona riuscita delle Olimpiadi. Se si analizzano invece le voci di "spesa", stando ai preventivi dei costi, non mancano interventi a dir poco discutibili. Per la torcia olimpica. targata Pininfarina, si prevede un costo di circa 2 milioni di euro. Vino e spumante non possono mancare sulle tavole degli atleti e allora via con 2 milioni e 700 mila euro di spesa, per non parlare della birra il cui costo si aggira intorno ai 76 mila euro, del tonno 126 mila euro, dei formaggi circa 1 milione di euro, del pane 756 mila euro, dei salumi e prosciutti 882 mila euro, dei cioccolatini 63 mila euro e dei gelati 76 mila euro. Non si bada a spese neppure per la cartellonistica con 10 milioni di euro, per i computer oltre 11 milioni di euro, internet 5 milioni, cancelleria 791 mila, carta tipografica 1 milione e 668 mila euro e i metal detector 3 milioni di euro. Anche il settore dei trasporti si difende bene, a partire dai 25 milioni di euro stanziati per bus e camion, mentre il comparto dell'autonoleggio si porta via 8 milioni di euro a fronte dei 10 milioni del trasporto aereo. Conclusione: se esistessero le Olimpiadi delle "SPESE FACILI" il Toroc le vincerebbe alla grande.

Marino Bertolino

18 gennaio 2006
Olimpiadi Invernali 2006 (fonte Torino cronaca)

La città di Torino, in quanto socio fondatore del Toroc, si e' impegnata a ripianare eventuali sforamenti di qualunque entità essi siano.  E' così alla fine e' stato il Comune  a salvare le Olimpiadi Invernali 2006. La lunga telenovela del Bilancio di previsione di Torino 2006 e' finita.  Le Olimpiadi, secondo le previsioni, si chiuderanno con un passivo di 41 milioni di euro che sarà ripianato dal Comune tramite la vendita di  circa 200 alloggi del villaggio olimpico di Torino.  Ma la novità e' che la Città di Torino si e' impegnata a coprire qualunque buco, anche se maggiore di quello previsto. In questo caso ad aiutare il Comune si e' già resa disponibile la Regione usando soldi  pubblici che forse potevano essere investiti a favore dei cittadini piemontesi.  E nonostante i problemi finanziari del Toroc, la Presidente Bresso e' convinta che le Olimpiadi sono per Torino e il Piemonte un momento storico. Peccato però che alla fine a pagare sia sempre pantalone. Cioé la gente comune.


Marino Bertolino


19 gennaio 2006
Cani e canili (fonte Il duemila)

A proposito di cani e canili la Legge del 1991 ha permesso agli enti locali di delegare il randagismo ai privati, e canili ne sono sorti in tanti Comuni. Chi partecipa alla gara di appalto sovente lo fa solo con la speranza di fare un "affare" per incamerare soldi. Si tratta di cifre allettanti che spingono molti finti "amanti dei cani" a praticare ribassi che poi non possono assicurare cibo e igiene agli animali, ma servono per vincere la gara d'appalto. Per i canili si cercano zone isolate, lontane dagli occhi e orecchie indiscrete, dove anche i veterinari delle ASL fanno fatica a fare i controlli. Così nessuno potrà vedere i cani costretti a vivere dietro le sbarre in piccoli spazi in mezzo a parassiti, denutriti e sovente picchiati. L'importante e' che i cani siano tanti e vivi, così il profitto aumenta. Per fortuna non tutti ragionano in questo modo perché esistono canili pensati e tenuti bene, non come galere ma luoghi di transito verso i futuri padroni.

Marino Bertolino


21 gennaio 2006
Ostaggi di quattro rapinatori

A Torino a fine aprile 2004 zio e nipote sono stati ostaggio di quattro rapinatori rumeni. Imbavagliati, picchiati, bastonati, seviziati con il ferro da stiro rovente, minacciati di morte per una collezione di monete che i banditi volevano portare via dalla loro abitazione. Zio e nipote prigionieri per ore nella loro casa in zona Santa Rita. Per quel violento episodio vennero arrestati due rumeni che furono condannati nell'aprile dello scorso anno. Ebbene, uno di loro nei prossimi giorni uscirà di galera e verrà rispedito in Patria nonostante abbia una condanna da scontare. Il motivo? Non possiede il permesso di soggiorno e pertanto dovrà essere espulso. Il rischio però e' che possa rientrare in Italia come clandestino e rifare le stesse cose che faceva prima. Tutto questo lascia l'amaro in bocca e mette in risalto le Leggi vergognose del nostro Paese. E per concludere il quadro della criminalità torinese basta ricordare che e' stato arrestato un pusher straniero che spacciava droga davanti al Palazzo di Giustizia. Un episodio che non necessita di ulteriore commento.

Marino Bertolino


15 febbraio 2006
Prestiti

A causa del persistere delle difficoltà economiche legate all'euro e dei segnali di ripresa poco incoraggianti, gli italiani durante il 2005 hanno dovuto tirare la cinghia come mai nel passato. Ma, quando ciò non e' bastato, sono dovuti ricorrere a forti indebitamenti, anche per acquistare beni di prima necessità. Una volta si acquistava a rate con le cambiali o si accendeva un mutuo per spese importanti, come l'acquisto dell'auto o la prima casa. Oggi, invece si tende a diluire nel tempo tante spese pagando poco per volta perfino i beni superflui o addirittura le vacanze. E' un fenomeno diffuso. quello di comprare senza pagare subito, ma il pericolo e' quello di non riuscire a far fronte ai molti debiti accumulati. Sembra che le società finanziarie abbiano aumentato i loro prestiti di oltre il 23% nell'anno 2005, un risultato che si commenta da solo. Per quello che riguarda l'euro e' ormai chiaro che la moneta europea ha impoverito i ceti medi e favorito i ceti alti che posseggono immobili o altri beni durevoli. Forse alla fine e' davvero vero che si stava meglio quando si stava peggio?

Marino Bertolino


6 aprile 2006
Cosa vuoi fare da grande

Caro ragazzo cosa vuoi fare da grande? Il commerciante. Ma sei pazzo? Perche'? Perche' il commercio e' in profonda crisi e i centri commerciali sono in continuo aumento anche nelle ex fabbriche dismesse. E' vero, le fabbriche sono chiuse e gli artigiani sono quasi spariti o sostituiti dalle cooporative. Ma allora dove trovo un lavoro? Puoi fare il dipendente pubblico. Dove? Puoi fare il becchino nel cimitero che raccoglie i resti del piccolo commercio. Il becchino? Si, perche' le chiusure dei negozi sono in aumento. Ma io voglio fare il commerciante! Lascia stare, fai il becchino, un lavoro sicuro che non soffre la crisi. Ma poi cosa dico ai miei amici? La verita'. Cioe'? Che fai il becchino in un cimitero speciale dedicato ai negozi strangolati dalla grande distribuzione e dalle troppe spese di gestione. Forse hai ragione! Con l'aria che tira e' meglio fare il becchino e assistere i funerali del piccolo commercio. Bravo! Finalmente hai capito la lezione. Quale lezione? Quella dove invece di salvare il malato, cioe' il piccolo commercio, si e' fatto di tutto per salvare le solite poltrone. Ma perche' tutto questo? Una bella domanda che merita una giusta risposta, che pero' non arrivera'.

Marino Bertolino


6 giugno 2006
Sopravvivere

Qualche giorno fa ho avuto l'occasione di parlare con una signora vedova che percepisce 600 euro al mese di pensione di reversibilità del marito scomparso da poco tempo. Non avendo altre entrate la signora con quella pensione e' stata costretta a cambiare alloggio in affitto per ridurre le spese,ma nonostante i sacrifici, fa fatica a tirare avanti a arrivare a fine mese. La poveretta ha rinunciato all'auto, al telefono fisso, ai viaggi, ai vestiti eleganti e anche ai generi alimentari di marca. Più di tanto non può più fare e se in casa si rompe qualcosa deve aspettare la tredicesima di Natale. Sono sicuro che in giro ci sono molte persone nelle stesse condizioni, ma di loro nessuno si preoccupa. Si danno stipendi d'oro a politici e funzionari pubblici, si organizzano feste e banchetti senza badare alle spese, si pagano consulenti e professionisti in modo esagerato, quasi come i calciatori, attori e cantanti, ma nessuno fa nulla per le persone che campano con una pensione da fame e che hanno il diritto di arrivare a una certa età senza dover chiedere l'elemosina. Una vergogna che non trova giustificazione in un Paese che si definisce fra le otto potenze socialmente avanzate. Marino Bertolino Chivasso TO