la rampa di collegamento pedonale tra via Verga e viale Dante

03/08/2000
Questa pagina si sarebbe potuta intitolare "opere incompiute". Abbiamo preferito darle il nome indicato nella delibera di Giunta che ne ha deciso la costruzione. Certo non vorremmo essere facili profeti di sventura, ma se la barriera mancante fosse causa di danni a qualche malcapitato pedone o ciclista, di chi sarebbe la colpa ? Ed in tal caso chi pagherebbe tali danni ?
Inoltre, visto l'esito della ricollocazione dello stendardo del Salvatore ove i Cittadini novaresi hanno pagato due volte in quanto finora non sarebbero state  individuate colpe, siamo interessati a conoscere se la mancanza della barriera di protezione ha un responsabile (progettista, collaudatore etc). E se saranno individuate delle responsabilità - e crediamo che non possa essere altrimenti - la barriera mancante sarà posata a cura ed onere del/dei responsabili ?
Aggiungiamo un invito a verificare se le barriere esistenti siano conformi alle norme di sicurezza in quanto vi sarebbero delle perplessità anche su di esse.
Prima di ottenere questa risposta gradiremmo però che venisse al più presto installata una idonea protezione temporanea, in attesa di risolvere in via definitiva il pericolo semplicemente con la posa di una barriera identica alle altre esistenti.


In data 02/08/2000 ASTREA informa il Sindaco - che siamo certi non era personalmente a conoscenza del pericolo che gli  viene segnalato -, siamo in attesa di una risposta che tempestivamente sarà pubblicata su questa pagina.


La risposta alla lettera di ASTREA del 22/08/2000 porta la data del 22/08/2000 e la firma del dirigente ing. Marcello Monfrinoli e dell'assessore Bosio. Essa è una chiara dimostrazione di come possano accadere le disgrazie a seguito della esecuzione di opere pubbliche. Nel nostro caso, da circa 50 anni ci comunicano gli scriventi, esisteva una barriera architettonica non superabile dai disabili i quali quindi erano costretti ad un lungo giro per raggiungere via Verga da Viale Dante ( o viceversa). Tale ostacolo è stato eliminato mediante la realizzazione di tre rampe, due su via Verga ed una verso viale Dante collocata in modo da non interferire con la pista ciclopedonale. Per edificare tali rampe è stato eseguito uno studio preliminare che si è concretizzato in un progetto ....... che prevedeva le barriere anticaduta solo in corrispondenza delle suddette rampe. Purtroppo però il progettista ha dimenticato di considerare che prima della realizzazione delle rampe la barriera era irraggiungibile se non in modo alpinistico; nessun disabile o bambino poteva salirci. Ora invece, grazie alle comode rampe, chiunque può agevolmente salire su una piattaforma dalla quale poi facilmente cadere; si veda a tal proposito la fotografia posta all'inizio di questa pagina. 
Cosa manca dunque (oltre al buon senso)? Semplice, ci si è dimenticati di installare una barriera sulla zona di copertura del canale confinante con via Verga. Questo avremmo gradito leggere nella risposta alla nostra lettera, ma evidentemente gli scriventi non sono stati in grado di cogliere lo spirito del nostro intervento. Comunque, prima di inviare il loro scritto, hanno saggiamente provveduto, come da noi richiesto, a far posare una barriera provvisoria atta ad impedire cadute accidentali

Ci rimane da conoscere quanto più sopra scritto, ovvero se la mancanza della barriera di protezione ha un responsabile (progettista, collaudatore etc). E se saranno individuate delle responsabilità - e crediamo che non possa essere altrimenti - la barriera mancante sarà posata a cura ed onere del/dei responsabili ?


E dopo la posa delle barriere provvisorie, in sordina e probabilmente con un certo senso di vergogna, i responsabili provvedono a far installare la barriera mancante che, senza l'intervento di ASTREA o di qualche eventuale Cittadino amante della propria città, molto probabilmente sarebbe stata installata - come accade in questi casi - solo dopo un incidente. Siamo dunque lieti di aver potuto evitare un fatto tragico, svolgendo il nostro compito statutario che non è solo di critica verso i pubblici apparati, bensì anche e soprattutto di aiuto per i Cittadini.

 

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