La democrazia non si genera dalle leggi approvate dal Parlamento se non è già nella testa del cittadino, che quelle leggi deve chiedere e controllare che siano correttamente applicate"

di Alberto Iodice

Liceo Classico Statale "Carlo Alberto" Novara

vincitore primo premio concorso per il Decennale di ASTREA

 

Il dibattito sulla democrazia e' uno dei temi su cui ruota la riflessione del mondo occidentale sin dai tempi di Platone sino a giungere al terzo Millennio che stiamo vivendo con tante contraddizioni e nello stesso tempo con altrettante aspettative. E' evidente che soprattutto nella democrazia moderna, dove l'individualismo rende il cittadino sempre più chiuso in se stesso, c' è il rischio di subire passivamente le leggi e non partecipare attivamente al controllo delle stesse e della loro applicazione. La parola, apparentemente semplice, ma nella pratica la più difficile nella interpretazione reale, ' 'democrazia' ,, si traduce come governo del popolo oppure come governo della maggioranza.
Perché questo possa avvenire e non si limiti soltanto a una semplice dichiarazione d' intenti, perché cioè vi possa essere una democrazia compiuta, è necessario che si ponga il problema di come "controllare" chi comanda, per permettere la pacifica e laboriosa ma corretta convivenza di uomini portatori di idee ed ideali che possono essere anche diversi o contrastanti.
Non esistendo un metodo infallibile, in proposito, ogni cittadino non solo ha diritto ma direi ha il dovere di essere partecipe attivamente, e non solo subendo, ai dettami della legge che poi si concretizzano in operatività.
Deve inoltre contribuire all' iter, in una fase propositiva interpretando le esigenze della comunità e poi in una successiva di controllo, di ogni legge di carattere generale. Tutto ciò ovviamente presuppone la presa di coscienza del proprio ruolo, la consapevolezza dell' importanza della partecipazione non solo delegata, per altro inevitabile vista la nostra organizzazione parlamentare, ma anche diretta.
In effetti il prezzo della libertà presuppone anche una vigilanza che non deve solo riguardare 1'aspetto di denuncia ma anche presupporre un ruolo propositivo nell' interesse della comunità tutta.
L' importanza della scuola in proposito è palese come luogo di crescita e dove la coscienza civica di ognuno di noi si dovrebbe rafforzare con un approfondimento particolare.
La comunicazione e l'educazione sono infatti elementi strategici per costruire un senso civico, una responsabilità e una responsabilizzazione che giustamente richiediamo a chi ci governa ma che in primis dobbiamo vivere e sentire noi cittadini sin dalla giovane età: il ruolo della famiglia è indubbiamente anch'esso importante e determinante.
Questo processo non ha perso la propria attualità anche se trova le sue basi filosofico-storiche gia in Cicerone per il quale "res publica" significava "res populi". pertanto, per servire il bene pubblico bisogna che il cittadino sia vigile e disposto ad impegnarsi, per frenare anche coloro che operano essenzialmente o prevalentemente per il loro tornaconto: oltre alla presenza di buone leggi è necessaria la "virtù"' civile del cittadino medesimo per "tenere le mani sopra la libertà" come ci ricorda Cattaneo citando Machiavelli.
La virtù civile è presupposto perché il cittadino possa vivere con dignità; infatti, non si può vivere con dignità in una comunità in cui le leggi non siano rispettate ed ognuno di noi deve fare qualcosa, ogni giorno, per servire la libertà comune. Svolgere la propria professione con coscienza, senza trarre illeciti né approfittare del bisogno e della debolezza altrui, vivere su una base di rispetto reciproco(che deve partire gia dal nucleo familiare), assolvere i propri doveri civici e spingere chi ha la responsabilità decisionale ad affrontare i problemi nell' interesse comune, sono tutte esemplificazioni del senso civico da sviluppare.
E' proprio partendo da queste situazioni che si cimentano quei valori dai quali scaturisce 1'esigenza e la richiesta di norme regolatrici del vivere civile e, una volta deliberate, la loro applicabilità e il loro controllo.
Tutto ciò é importante perché, come gia accennato, uno dei pericoli maggiori in una società avanzata (e pertanto complessa) come la nostra può essere quello di andare incontro ad una situazione di indifferenza e di apatia, contraria a una crescita di una comunità democratica che necessita invece sempre più di partecipazione, scambio e condivisione di responsabilità a partire dal legislatore sino al più semplice cittadino.

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