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Da anni si discute e si ipotizza in merito alla costruzione di un centro commerciale nella zona compresa fra il torrente Agogna, la via per Biandrate, il cavalcavia di san Martino e la ferrovia sottostante. Forze economiche e politiche si sono scontrate verbalmente e non solo; i due quartieri interessati dalle ricadute di traffico e di modifiche alla viabilità hanno espresso più volte pareri anche contrastanti. I giornali hanno dato la giusta eco a tutta la questione.

Ed ASTREA ? La nostra associazione non ha interessi economici ne tantomeno politici da difendere od offendere e pertanto si è limitata a fare il proprio dovere, ovvero attingere quante più informazioni possibili per eventualmente intervenire in caso di mancanza di chiarezza o meglio di trasparenza. Fra i tanti documenti uno è sembrato importante e decisamente controcorrente e soprattutto mai citato da nessuna parte in gioco: il Piano di stralcio per l'assetto idrogeologico redatto dalla Autorità di bacino del fiume Po. Esso sembrerebbe rendere impossibile la edificazione del suddetto centro commerciale; forse neanche un pollaio potrebbe essere costruito. Diciamo sembra poiché risulta alquanto incredibile che nessuno se ne sia curato ed ancor di più che l'Ufficio Tecnico Comunale non abbia sollevato il problema. Comunque non avendo alcuna presunzione di essere più esperti di altri ne tantomeno dei tecnico comunali, abbiamo ritenuto opportuno chiedere informazioni al Sindaco con una lettera datata 9/9/99.

Novara, 09 settembre 1999
prot. 24/99

al Sig. Sindaco di Novara
avv. Giovanni Correnti

epc
al Presidente della Provincia di Novara
al Sig. Difensore Civico
agli organi di informazione cittadini
LORO SEDI

 

OGGETTO: delucidazioni in merito alla "Adozione del Piano Particolareggiato Esecutivo relativo all'area sita tra la ferrovia Milano-Torino, il cavalcaferrovia di San Martino, la strada per Biandrate e l'asse di connessione interquartieri Ovest con il Parco dell'Agogna con contestuale variante parziale al P.R.G. (delibera Consiglio Comunale n°121 del 26/06/98)

 

    Egr. Sig. Sindaco,

    l'Autorità di bacino del fiume Po ha recentemente reso pubblico il progetto di Piano di stralcio per l'assetto idrogeologico che interessa l'area definita dalla delibera riportata in oggetto.

    Per tale progetto di Piano l'area identificata in oggetto risulta compresa nelle tre fasce di classificazione A, B, C che, per essa, sono coincidenti. Ci è stato altresì riferito (salvo informazioni imprecise) che le osservazioni e le proposte di rettifica, presentabili nel termine previsto di pubblica esibizione, possono riguardare esclusivamente una più definita identificazione dei luoghi con riguardo al loro oggettivo rilievo e non le classificazioni dei luoghi nelle fasce.

Per la fascia A (definita "di deflusso di piena") il Piano esclude ogni possibilità di edificazione.
Per la fascia B (definita "di esondazione") sono vietati tanto "gli interventi che comportino una riduzione ... della capacità di invaso", come ogni alterazione del terreno dietro gli argini e persino i depositi di qualsiasi materiale a cielo aperto.
Per la fascia C (definita "di inondazione per piena catastrofica") "Il Piano persegue l'obiettivo di integrare il livello di sicurezza alle popolazioni, mediante la predisposizione prioritaria da parte degli Enti competenti ai sensi della Legge 24/02/92 n°225 e quindi da parte delle Regioni o delle Province di programmi di previsione e prevenzione, tenuto conto delle ipotesi di rischio derivanti dalle indicazioni del presente Piano".

    Alla luce di quanto sopra richiamato, tenuto conto che il Piano dell'Autorità di bacino del fiume Po viene pubblicato ad un anno di distanza dalla delibera i oggetto, si chiede quali atti siano stati o saranno posti in essere per conciliare le posizioni apparentemente non coesistibili del Piano esecutivo in oggetto rispetto al progetto di Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico presentato dall'Autorità di bacino.

 

    In attesa di cortese risposta, per la quale fin da ora  ringraziamo, porgiamo distinti saluti.

 

 

il Presidente
Terenzio Giustetto

 

Alle nostre domande e perplessità risponde in data 22/09 l'assessore Mario Agnesina con la seguente lettera. E' forse ASTREA è stata ancora una volta di stimolo per la pubblica amministrazione. Lo si evincerebbe dal fatto che la Giunta comunale nella prima riunione successiva alla nostra del 9 settembre, ovvero in data 15 settembre affronta il problema decidendo di chiedere un parere legale ad un esperto.

 

 Restiamo dunque in attesa di conoscere il parere dell'avvocato Scaparone nonché le conclusioni che trarrà la Giunta Comunale di Novara.

 

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