Il Castello di Novara

- cosiddetto Visconteo-Sforzesco -

Ricostruzione della facciata proposta dall'ing. Bronzini nel libro del prof. Morandi sul Castello di Novara (1912)

Vista aerea da Nord verso Sud

Angolo Nord Est Angolo Nord Ovest

Angolo Sud Ovest

Angolo Sud Est Tratto di cortina muraria romano-medievale ed ex struttura carceraria principale

Il Castello di Novara viene comunemente definito Visconteo-Sforzesco, indicando così la sua datazione al XIV - XV secolo. In realtà, la sua storia è vecchia di almeno 2000 anni e addirittura alcune voci parlano di tracce celtiche in quella stessa area. Il Castello infatti origina da una particolare struttura della cinta muraria della città di epoca romana (I secolo d.C.), occupandone esattamente l'angolo di sud-ovest. La particolarità della struttura è data dall'essere un avancorpo, forse un quadrilatero, di circa 60 metri di lato, sporgente per una trentina di metri, come fosse un "dente", rispetto al tracciato rettilineo della parte meridionale della cinta muraria.

Questa struttura romana, realizzata con ciottoli di fiume e grandi mattoni rettangolari ("sesquipedali") sopravvive tuttora, parzialmente interrata sotto il cortile centrale e rappresenta la base da cui evolverà nel corso del medioevo il Castello. Un'evidente testimonianza di ciò è il tratto di muro che per circa trent'anni è stato mantenuto puntellato nel lato ovest del cortile: su un muro di base di epoca romana si innalza una nuratura in mattoni che conserva due ordini di merlature di diverso tipo, chiara testimonianza di diverse fasi evolutive medievali.

Non abbiamo notizie precise sul Castello fino al XIII secolo. Di sicuro, si viene a trovare in quel settore della città che fra il V ed il VI secolo subisce una rifortificazione, mentre le sue costruzioni tuttora esistenti cominciano a datare dal XII secolo. La gran parte degli edifici interni è del XIII - XIV secolo, mentre l'intervento Sforzesco porta alla realizzazione di una possente fortificazione quadrilatera esterna tutta intorno all'antico Castello, con torri d'angolo e circondata da un imponente fossato. L'evoluzione bellica e l'inizio della costruzione di una cinta bastionata cittadina a partire dal secolo successivo vedono il Castello perdere gradualmente d'importanza, relagato via via a sede di comando, caserma e, infine, dagli inizi del 1800 a carcere, utilizzo che è mantenuto fino agli anni 1970.

Non esiste quindi altro luogo, se non il sito del Castello, in grado di testimoniare con continuità oltre 2000 anni di vita della città di Novara.

Negli anni 1970, con la costruzione del (super)carcere, viene dismesso l'uso del Castello quale luogo di detenzione. Infatti, gli accordi fra il Demanio ed il Comune prevedono la cessione dell'area destinata al nuovo carcere di massima sicurezza, in cambio del sito del Castello. Una conseguenza di questa situazione è un primo intervento di indagine in funzione del suo recupero, che è realizzato intorno al 1980, approvato e condotto dalle Soprintendenze ai Beni Archeologici e Monumentali del Piemonte. Le indagini confermano l'estrema importanza del sito. Vengono rimossi la gran parte degli edifici e le strutture murarie realizzati dopo il 1800 per l'uso carcerario ed è proprio in questa fase che viene espressamente recuperato, data la sua importanza, quel muro poi mantenuto puntellato già citato in precedenza. Nel 1981 anche il Gruppo Grotte del CAI di Novara ottiene il permesso di poter esplorare e rilevare dettagliatamente una serie di ambienti sotterranei. Nell'ambito di questa campagna di indagini, viene ufficializzato un progetto di recupero e di valorizzazione storico-monumentale del Castello (vedi disegno arch. Arduino). Purtroppo questa iniziativa non ha seguito, il monumento rimane in uno stato di abbandono e il passaggio di proprietà dal Demanio al Comune non avviene.

Progetto dell'arch. Medardo Arduino del 1981 presentato ufficialmente dalla Giunta Pagani

Dopo anni di disinteresse, con conseguente ed evidente degrado del Castello, la prima amministrazione comunale del sindaco Massimo Giordano ha il lampo di genio - e lo diciamo senza alcuna ironia - di risolvere un problema apparentemente al di là delle umane capacità e su cui la cittadinanza si è di quando in quando interrogata: il recupero del Castello.

L'amministrazione comunale ottiene quindi inizialmente dal Demanio l'affitto del Castello per un lungo periodo e per una cifra simbolica, proprio con la finalità di recuperarlo ad un uso funzionale. Iniziano di conseguenza gli attuali lavori definiti di "restauro e risanamento", mentre solo verso la fine del 2008 avviene l'effettivo trasferimento di proprietà.

Primo passo ed idea senza dubbio vincente é la realizzazione di un ponte pedonale in legno attraverso il lato sud del fossato. Questa soluzione, volta a permettere l'attraversamento del Castello dall'allea di S. Luca a piazza Martiri, offre sia la possibilità di conoscere il monumento, che un "passeggio" cittadino in più. Si può obiettare sul tipo di realizzazione, ma non ci compete alcun giudizio di ordine estetico e pertanto ci asteniamo dal farlo; va comunque detto che la struttura realizzata non altera il monumento e potrebbe all'occorrenza essere rimossa, permettendo di ripristinare la situazione precedente.

Ponte pedonale in legno sul fossato sud

Proprio a questo punto nasce la situazione che ci vede coinvolti. Infatti con l'accordo di programma fra l'Amministrazione Comunale e la Regione Piemonte del 22 novembre 2004 cominciano ad evidenziarsi alcuni aspetti che porteranno anche a polemiche ed importanti denunce pubbliche. Sostanzialmente il Castello diviene l'oggetto dell'accordo, che è "finalizzato alla realizzazione di un polo museale-espositivo di eccellenza per il territorio regionale". Singoli cittadini e associazioni locali si pronunciano pubblicamente contro il progetto di recupero conseguente il suddetto accordo di programma. Le loro valutazioni sono fondamentalmente riconducibili ad una mancanza di valorizzazione storica del Castello ed ai previsti edifici di nuova realizzazione (una torre posta sull'ingresso di piazza Martiri e una nuova manica all'interno del cortile, lato ovest) che manometterebbero il bene monumentale.

Modello del Castello post-recupero

Modello del Castello post-recupero

Anche ASTREA riceve analoghe segnalazioni da parte di cittadini che ritengono ci sia carenza di adeguate indagini storiche, archeologiche ed architettoniche nel progetto di recupero. Si evidenzia, infatti, che il progetto sarebbe stato approvato dalle Soprintendenze Regionali senza che queste indagini siano state preliminarmente ed esaurientemente eseguite. A tale proposito, ci viene richiesto di intervenire. Per nostra procedura, prima di agire ci informiamo quanto più possibile, e solo dopo aver acquisito elementi, a nostro avviso, oggettivamente rilevanti, eventualmente interveniamo. In questo caso, mossi anche da varie notizie riportate da organi di informazione locale inerenti i lavori sul Castello, riteniamo opportuno chiedere alcuni chiarimenti agli Uffici di tutela. Ciò viene fatto con una lettera inviata il 19 febbraio 2007 al Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, che per conoscenza inviamo anche al Sindaco ed al Presidente della fondazione Castello Visconteo-Sforzesco di Novara.

Il cartello di cantiere ed il particolare dei costi

Castello di Novara - Cartello di cantiere

Castello di Novara - Cartello di cantiere e importo lavori

Parte degli scavi archeologici:

il muro puntellato citato nel testo

Castello di Novara - Scavi archeologici 1

Castello di Novara - Scavi archeologici 2

 

ASTREA non desidera entrare nel merito delle polemiche che sono sorte da questo punto in poi e vuole però fornire la lettura di tutta la documentazione che ci viene consegnata o che riusciamo a raccogliere sul tema del "restauro e risanamento" del Castello.

In tal modo, esprimiamo uno dei nostri compiti statutari, ovvero fornire trasparenza agli atti pubblici, rendendoli disponibili a chiunque.

I sotto citati documenti sono consultabili o cliccando sulla pallina posta sul fianco della data (accesso diretto al documento) o, negli altri casi, previa richiesta da inviare a: astrea@msoft.it .

19/02/07 

I lettera di ASTREA "Lavori di restauro e risanamento del Castello di Novara"

23/02/07 

La Stampa intervista la Presidente della Fondazione per il Castello

25/02/07 

La Stampa intervista il Sindaco Avv. Massimo Giordano

05/03/07 

Dal notiziario del Comune di Novara 01/2007

03/04/07 

ASTREA incontra il prof. Paolo Zermani per essere informata e discutere del progetto; formalizzazione della richiesta di avere una copia completa del progetto.

18/05/07 

Convegno dal titolo "Il futuro della città antica - Il progetto del Castello di Novara come esperienza di restauro"

23/05/07 

ASTREA riceve il DVD contenente l'intero progetto completo di disegni e di relazioni, che viene messo a disposizione per la consultazione di chiunque lo desideri

02/06/07 

Lettera al Corriere di Novara del prof. Franco Ferrario

06/06/07 

La sezione locale di "Italia Nostra" produce un documento intitolato "Interventi al castello Visconteo-Sforzesco"

23/06/07
Precisazione dell'Ufficio Stampa del Comune di Novara dal titolo "Astrea, il castello e il suo restauro"
25/06/07 

L'associazione "Utopia" organizza un incontro sul tema del restauro del Castello

28/06/07 

Lettera al Corriere di Novara di Giuseppe Venturino

29/06/07 

II lettera di ASTREA "Progetto di recupero del Castello di Novara - Torre di nuova edificazione, lato piazza dei Martiri"

29/06/07 
Comunicato stampa e telegramma del prof. Giancarlo Andenna e di 10 docenti
10/07/07

Documento sottoscritto da 37 architetti a favore del progetto di restauro

12/07/07

Risposta del Sindaco Avv. Massimo Giordano alla lettera di ASTREA del 29/06/07

17/07/07

ASTREA ringrazia per la risposta

gennaio 08

La sezione locale di "Italia Nostra" produce un documento intitolato "Un castello da salvare"

01/10/08

III lettera di ASTREA "Lavori di restauro e risanamento del Castello di Novara"

16/10/08

La sezione locale di "Italia Nostra" invita al censimento F.A.I. "Brutture che macchiano la nostra bella Italia"

15/12/08

Lettera "estemporanea" della Fondazione del Castello di Novara

16/12/08
IV lettera di ASTREA "Progetto di recupero del Castello di Novara - Accessibiltà ai portatori di handicap alla nuova Torre"
16/12/08
Risposta della Regione Piemonte - Direzione Cultura, Turismo e Sport alla lettera di ASTREA del 01/10/08
04/02/09
V lettera di ASTREA "Restauro e risanamento del Castello di Novara"
09/02/09
La sezione locale di "Italia Nostra" produce un documento intitolato"Anche la nuova Torre del Castello di Novara fra le brutture nazionali da cancellare"
11/03/09
Risposta del Comune di Novara alla lettera di ASTREA del 16/12/08
21/04/09
VI lettera di ASTREA "Lavori di restauro e risanamento del Castello di Novara"
23/03/10
Risposta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Richiesta chiarinenti
22/04/10
VII lettera di ASTREA "Lavori di restauro e risanamento del Castello di Novara"
15/11/10

Tesi di Laurea - "Il recupero del Castello di Novara - Dal restauro e risanamento al danno da depauperamento" di Eleonora Scoppa (pubblicata su Sua autorizzazione)

 

NB: con il colore verde sono indicate le lettere inviate da ASTREA, in rosso le eventuali risposte ricevute, mentre in nero qualunque altra documentazione inerente l'argomento.

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