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Novara, li 10.06.1997 prot. 24/97

Egr. Sig. Sindaco
Avv. G. Correnti
Comune di Novara
Via Rosselli, 1 - NOVARA

e p.c. Egr. Sig. Difensore Civico
Marina Perovich

 

OGGETTO: Casa Bossi

Mancano 180 giorni all’incasso di un miliardo. Venticinque settimane lavorative, tolte due di vacanza, per non perdere un miliardo alle casse comunali. Si ricorda che ASTREA si è proposta per adottare "Casa Bossi", per la gestione di quella somma che la Regione Piemonte ha stanziato, appunto, a favore di "Casa Bossi".
Le condizioni per ottenere l’elargizione è che si compiano alcuni atti amministrativi che la burocrazia impone, e che vengano compiuti entro l’esercizio in corso, e comunque entro il 1997. Se ciò non avverrà, si perderà tutto.

Abbiamo sentito dire, durante la passata Amministrazione Municipale, che un miliardo è poco per quanto si deve fare sul fabbricato. Considerato lo stato di abbandono cui è stato lasciato precipitare il palazzo, ne siamo convinti anche noi; ma per arrestare il procedere della rovina ci pare che basterebbe evitare che entri altra acqua nell’edificio, che le finestre e le imposte siano chiuse agli uccelli che nidificano o svolazzano all’interno, i topi siano esclusi dall’ambiente, la sporcizia eliminata, le radici delle erbe rampicanti siano tolte tra i laterizi, e per tutto ciò un miliardo dovrebbe bastare.

Saranno i nostri (purtroppo per loro) eredi a trovare una soluzione possibile, se rimarranno abbastanza novaresi ad amare questa città e, magari, acquistare dei BOC emessi per recuperare il palazzo.

Dalla passata Giunta era nata un’idea grandiosa !? E’ stato indetto un concorso internazionale allo scopo di trovare un mecenate disposto a versare una ventina di miliardi. Incuriositi vorremmo sapere a che punto si trova l’iniziativa, quali sono i termini del concorso, e quanto è stato realizzato finora. E ciò in forza della Legge 214/90: chiediamo le necessarie informazioni per quella doverosa "trasparenza" di cui tratta la Legge.

Vogliamo ancora ricordare che il miliardo di cui parliamo non viene tolto dalle tasche dei Cittadini novaresi, ma da quelle dei Piemontesi, ai quali siamo riconoscenti, e rifiutare tale atto di solidarietà oltre che autolesionistico è anche scortese.

 

Il Presidente
Terenzio Giustetto

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