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Novara, li 10/11/1998
prot. 24/98

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il 13 marzo 1997 (venti mesi fa) ASTREA ha "adottato" Casa Bossi, stimolata dalla preoccupazione che lo stanziamento di un miliardo di lire deliberato dalla Regione Piemonte a favore della conservazione dello stabile evaporasse negli alambicchi delle distillazioni burocratiche come già avvenuto per un precedente stanziamento.

Nel corso di questi venti mesi ASTREA ha seguito le vicende e le incredibili vischiosità operative che, finalmente, hanno portato al progetto definitivo di restauro della copertura (almeno quella!!) di Casa Bossi un anno dopo: il 6 aprile 1998.

Il tanto laborioso e dilazionato parto tecnico è poi risultato – quanto alla relazione – copiato di sana pianta come scoperto e documentato da ASTREA.

ASTREA, in data 21 settembre scorso, ha chiesto al Sindaco (che per altro si ritiene certamente inconsapevole del fatto) di avere chiarimenti sulla inusitata procedura di appropriazione, da parte di Ente Pubblico (Servizio Progettazione Fabbricati del Comune di Novara), di un'opera di attività professionistica privata, sia delle possibili conseguenze economiche a favore degli autori del plagio in termini di compenso aggiuntivo alla normale retribuzione del rapporto di lavoro subordinato.

A distanza di cinquanta giorni non è giunta risposta alcuna, nonostante il rilievo dato anche dagli organi di informazione cittadini.

Per la prima volta il Sindaco ci priva della testimonianza della sua sollecitudine e trasparenza, e ciò alimenta il dubbio di avergli involontariamente destato l'attenzione su qualcosa di ancor più sbalorditivo del pur rilevante fatto rimarcato.

Ma ancora più serie, quanto alla cura ed attenzione per il patrimonio della Città – e Casa Bossi ne è parte certamente molto importante –, sono le situazioni seguenti:

sono comparse transenne in via Pier Lombardo perché il tetto incomincia a rilasciare coppi ed altro materiale in caduta sulla strada;

la fotografia scattata il 3 novembre 1998 mostra lo stato di uno – tra gli altri – dei punti ammalorati della copertura ed il conseguente degrado sottostante, esaltato anche dalle piogge recenti;

non si hanno notizie dell'appalto dei lavori e, quindi, tantomeno di una possibile data di inizio lavori.

Siamo ad un anno e mezzo dalla data di stanziamento del fondo da parte della Regione: si chiedono al Sindaco argomenti convincenti per spiegare i venti mesi trascorsi e quelli che dovranno (?) ancora trascorrere per un provvedimento d'urgenza per evitare il crollo del tetto.

Per tale richiesta, in una situazione che si drammatizza, ASTREA, rimasta priva di esiti la precedente sollecitazione, ha chiesto ed avuto la solidarietà dell'Ordine degli Architetti, altrettanto sensibile alla sorte del monumento per le stimolazioni tecniche e professionali oltre che per senso civico dei componenti che vedono l'opera dell'Antonelli sempre più avviata pericolosamente al degrado estremo: il CROLLO.

Il Sindaco non potrà ignorare anche questo appello; d'altro canto la risposta è dovuta ai sensi della L.241, Capo 1, art.2 c.3.

 

Il Presidente
Terenzio Giustetto

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