Premessa

 

La Giunta Comunale, riunita in adunanza il giorno 6 dicembre 2000, premesso che l’Assessorato all’Edilizia Pubblica del Comune di Novara ha come obiettivo la formulazione di uno studio generale sullo stabile di Novara sito all’angolo fra il Baluardo Q. Sella e la via Pier Lombardo conosciuto col nome di Casa Bossi, mirante ad individuare un insieme coordinato di interventi per il miglioramento delle condizioni dello stesso, in accordo con gli strumenti urbanistici e nel rispetto dei valori storico-artistici presenti, decide con Sua deliberazione n°941 di approvare per tali motivazioni l’incarico per la redazione del piano di approccio interdisciplinare a Casa Bossi.

Il 15 febbraio 2001 viene sottoscritto l’affidamento di tale incarico, più in dettaglio precisato nello specifico disciplinare, già approvato contestualmente alla predetta deliberazione G.C. n°941 del 6/12/2000.

Il presente lavoro ha quindi per oggetto l’edificio di Novara ubicato all’angolo fra il baluardo Quintino Sella e la via Pier Lombardo, normalmente identificato e conosciuto con il nome di "Casa Bossi", insigne opera dell’illustre architetto Alessandro Antonelli.

L’obiettivo primario che questo studio si pone è quello di contribuire a dare ordine e chiarezza ai diversi e numerosi materiali, quali documenti e testimonianze, studi e progetti, idee e proposte, saggi ed articoli vari, interessanti specificamente l’edificio, organizzandoli sistematicamente al fine di favorirne la conoscenza critica e, per quanto possibile, renderli disponibili o comunque consultabili alla fonte: permettendone cioè il corretto uso che non può rivelarsi altro che indispensabile per un qualsivoglia intervento mirante ad un serio progetto di restauro conservativo del monumento.

Le parti fondamentali di questo elaborato possono essere sostanzialmente sintetizzate in tre diverse fasi di ricerca e studio del problema: il passato, il presente ed il futuro del monumento, analizzato autonomamente e nei contesti che gli competono.

Ogni singola parte si pone precisi obiettivi specifici e contemporaneamente si confronta e relaziona con finalità generali più ampie, coinvolgenti l’intero studio.

Le tre diverse parti, qui sommariamente definite per inquadrare nel suo complesso ed in termini generali l’indagine compiuta, non vanno lette od interpretate settorialmente in modo de-finito e compiutamente autonomo, quanto piuttosto in fieri ed in correlazione reciproca, dichiaratamente e consapevolmente aperte a mutue interazioni evolutive.

La prima parte si riferisce espressamente alla ricostruzione storica dell’edificio e ne vuole documentare l’evoluzione dei suoi aspetti fondamentali e problematici, non esclusivamente costruttivi, anche con materiali apparentemente minimi o minori, ad una prima lettura trascurabili.

Un lavoro di questo tipo, che ha premesse e pretese di "scientificità", non può e non deve permettersi un approccio così superficiale, che in qualche modo possa trascurare a priori quanto oggi potrebbe apparire come un dettaglio, magari insignificante, ma in futuro risultare invece utile ed importante per successive scelte e nuove interpretazioni.

Risulta indispensabile infatti cercare di avere un quadro conoscitivo completo dei vari contributi che ogni preciso campo indagato fornisce, ma anche cogliere come il sistema e le interazioni fra i vari settori ed i singoli aspetti determinino elementi di conoscenza importanti, spesso fondamentali.

In questo contesto vengono allora considerati non solo l’edificio specifico, ma anche l’insieme delle sue adiacenze più interessanti, così come le scelte urbanistiche e sociali che lo coinvolgono e che ne hanno determinato l’evoluzione.

La costruzione viene quindi inserita in una lettura diacronica complessiva degli interventi antonelliani eseguiti e/o progettati per Novara, diventa parte di un contesto urbano più ampio e conseguentemente relazionata all’intera produzione dell’architetto, che non può essere letta e compresa esclusivamente con un suo esempio, seppur significativo: si rischierebbe di non cogliere importanti aspetti di evoluzione e maturità dell’opera nel contesto storico che l’ha determinata.

Casa Bossi viene così raccontata anche attraverso le ‘citazioni’ particolari della letteratura specifica, oppure ricordata quando diventa il bersaglio delle più disparate proposte, querelle, ipotesi e polemiche che la cospicua rassegna stampa sull’edificio, raccolta in più di vent’anni di costante attenzione, rappresenta e testimonia.

Una prima parte quindi di storia ‘varia’, da studiare per approfondire, conoscere e capire.

La seconda parte non può che riguardare la situazione attuale, la storia più recente, il presente di Casa Bossi.

In questa successiva fase si fa quindi riferimento a documentazioni forse più immediate e disponibili, più tecniche, aggiornate e conosciute, per definire l’esistente individuandone tutti gli aspetti più importanti: la consistenza architettonica e dimensionale, quella materica e costruttiva, le caratteristiche formali e funzionali, i valori artistici e decorativi, ma anche le analisi riguardo al degrado, agli usi propri e non, alle superfetazioni, agli interventi effettuati, ecc.

Necessariamente questa parte di rilievo conoscitivo dell’esistente implica l’approfondimento e suggerisce quali indagini manchino, quali approfondimenti necessitino, in che direzioni ed ambiti vengano impostate e condotte nuove appropriate campagne di studio.

In questo contesto vengono proposte, a titolo esemplificativo e metodologico, alcune analisi e campionature di rilievi e studi specifici che si ritiene importante intraprendere, mentre si suggeriscono una serie di indagini particolari che risulterebbe assolutamente necessario compiere ed effettuare quanto prima.

La terza parte, il futuro, non può che prendere avvio dalla consapevolezza di quanto le due fasi precedenti hanno prodotto: conoscenza, apprezzamento e valutazione di cosa, come e quanto "Casa Bossi" rappresenti.

Gli studi condotti hanno confermato ed ulteriormente consolidato la convinzione, peraltro già ampiamente condivisa negli ambiti culturali e scientifici più evoluti, che questo monumento debba essere salvato, conservato e tutelato nel più grande rispetto di ciò che è ed ancor più di quello che incarna e trasmette.

Nella terza parte vengono quindi considerati i presupposti teorici e metodologici che dovrebbero informare tutti gli interventi interessanti l’edificio, inquadrandone le ipotesi, le prospettive, i programmi ed i progetti in una visione complessiva unificante che dovrebbe permettere di far confluire in questa riconosciuta ‘filosofia conservativa generale’, tutte le risorse materiali e gli sforzi intellettuali che ci si augura possano permettere a Casa Bossi di continuare ad esistere, e ad ognuno di poter continuare ad imparare.

SOMMARIO