4 - Il progetto degli interventi

4.1 - CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE

 

I criteri fondamentali e la scelta delle metodologie d’intervento che informano e guidano l’intero iter progettuale volto al recupero dell’antonelliana Casa Bossi di Novara trovano precise ispirazioni:

Nella consapevolezza di contribuire alla salvaguardia di un patrimonio storico di estremo valore;

Nell’ambizione di collaborare alla conoscenza e valorizzazione di un bene culturale;

Nella volontà di intervenire nel più ampio rispetto di tutte le diverse valenze culturali presenti;

Nel desiderio di recuperare tutte le strutture architettoniche esistenti;

Nell’aspirazione di permettere l’effettivo riuso di tale patrimonio.

 

In questo contesto, sottolineando quanto già richiamato circa le diverse problematiche inerenti i presupposti teoretici e la ‘filosofia della conservazione’, si ritiene utile ribadire come tutte le scelte del progetto non possano che configurarsi in interventi precisamente definiti e rigorosamente controllati.
Conseguentemente ogni operazione attinente questo intervento di restauro conservativo troverà la propria applicazione in scelte:

Dall’attuazione comunque reversibile;

Di facile e precisa leggibilità;

Di immediata e rigorosa identificazione;

Di salvaguardia delle parti autentiche;

Di non ‘rinnovazione’ degli elementi, ma di loro ‘conservazione’, eventualmente di ‘cauta integrazione’.

Si sottolineano gli aspetti fondamentali relativi alla consapevolezza che non si possa alterare per motivazioni estranee alla sostanza del monumento la sua consistenza quale ci è pervenuta, e che di conseguenza ogni intervento deve essere reversibile così come non si debba intervenire con rifacimenti o sostituzioni di elementi (es. pavimentazioni, serramenti, rivestimenti, ecc.) laddove l’applicazione di una metodologia di conservazione di tali elementi risulta invece necessaria per confermare l’identità dell’edificio, ragione prima del suo restauro o recupero (Cfr. Re, 1999).

Il progetto deve quindi avere un’esigenza fondamentale: prefigurare il ‘senso’ del risultato che si vuole perseguire.
Infatti, la complessità e la grande varietà degli apporti disciplinari che guidano le scelte operative dell’intervento di conservazione e di restauro, sono un dato di fatto certo, quanto indispensabile, come altrettanto insostituibile si rivela essere la necessità di un progetto aggiornato, consapevole e redatto con ‘grande sensibilità architettonica’, che ne determini il senso e l’esito complessivo: un’elaborazione progettuale colta che non tradisca gli elementi dell’identità storica e culturale, propri del patrimonio oggetto d’intervento.

L’iter progettuale ipotizzato rappresenta quindi il primario strumento metodologico indispensabile per l’attuazione esecutiva del recupero: si afferma come tramite operativo tendente a cercare di sanare l’antinomia tra intervento creativo e recupero dell’esistente, tra conservazione e rifacimento.

Il progetto, nelle sue diverse componenti di ‘conoscenza’, ‘restauro’ e ‘rifunzionalizzazione’, si pone come ‘tecnica di rispetto’ per la qualificazione storica, ma tutt’altro che estranea alle problematiche tecnologiche ed architettoniche del mondo moderno.

Sostanzialmente si ritiene che queste siano le condizioni indispensabili per la tutela e salvaguardia del patrimonio inestimabile che l’antonelliana Casa Bossi rappresenta.

 

SOMMARIO