b) - ESIGENZE DI APPROFONDIMENTO

Relativamente allo stato generale dell’intera struttura architettonica dell’edificio, nei suoi diversi apparati statici, materici, compositivi e funzionali, costruttivi e decorativi, risulta evidente quanto sia indispensabile verificare la situazione attuale ed accertarne con precisione le reali condizioni esistenti.

A fronte del processo di degrado precedentemente ricordato ed in diretta relazione con il fondamentale aspetto della conoscenza, che successivamente sarà approfondito nell’analisi delle fasi del progetto di restauro, appare inderogabilmente necessario dapprima riconoscere con proprietà, quindi accertare con precisione, tutte le condizioni dello stato esistente.

Il compito è complesso e non coinvolge solo aspetti chiaramente visibili, facilmente riscontrabili o quantificabili direttamente.
Molti dati saranno infatti riferibili a ‘grandezze fisiche’ che, in quanto tali potranno essere precisamente misurate, ma coesisteranno anche altri campi di indagine, forse meno diretti o immediatamente riconoscibili, che dovranno comunque essere indagati in profondità, compresi e non trascurati semplicisticamente con superficialità.

L’elenco successivo delle diverse esigenze di approfondimento che si propone di compiere ed effettuare non vuole essere un catalogo completo e sistematico di tutte le possibilità di analisi scientifica che le più aggiornate tecnologie ed i più sofisticati sistemi di prova oggi permettono.
Quindi non viene coerentemente proposto un manuale teorico, generale ed omnicomprensivo, di diagnostica per il restauro, ma si propone una serie di interventi, più limitata e calzante, precisamente mirata e specificamente determinata dalle reali esigenze di ulteriore conoscenza che “Casa Bossi”, in particolare, impone.
La serie di operazioni che si suggerisce vuole pertanto rendere organica la raccolta di dati ed informazioni ordinando in sequenza, non strettamente consecutiva, i diversi studi e, contemporaneamente, permettere di leggerli in sistema, determinando da un lato, la precisa definizione delle risorse, mentre dall’altro il far emergere l’oggettiva opportunità di eventuali altre ancora più specifiche e circoscritte indagini diagnostiche apposite.

In questo contesto una prima esigenza proviene dalla necessità di un preciso e più approfondito inquadramento di tipo archeologico del sito. Numerosi documenti testimoniano infatti la presenza di “muraglioni” … all’interno di Casa Bossi, … spigoli NW delle mura (Cfr. Museo Novarese, p.28), ed ancora il sito corrisponde a un tratto di strada romana (ibidem p.583) mentre è consolidato il ritenere che una parte del tracciato delle antiche mura romane coincida con la posizione dell’edificio e del suo giardino antistante. E’ evidente che questa non sia la sede per una disquisizione inerente gli scavi ed i reperti archeologici, ma è altrettanto chiaro che il corretto restauro di “Casa Bossi” e la portata culturale di tale intervento non possano prescindere da opportuni competenti approfondimenti della questione.

In diretta sintonia con il primo punto di indagine e, per certi versi necessariamente contemporaneo o ad esso collegato, dovrà essere condotto uno studio atto a verificare i livelli sotterranei della costruzione, del sito e della zona pertinente. Numerosi elementi di varia natura testimoniano infatti la concreta possibilità, in alcuni casi già parzialmente verificata, della presenza di ulteriori altri livelli di piani cantinati che, con infernotti, cavedi, pozzi, cunicoli e gallerie, se non proprio piani sotterranei, integrano e collegano quelli già conosciuti, rilevati ed agibili. Un’indagine complessiva e sistematica, certo non comoda e facile, ma necessaria e per certi versi operativi già immediatamente eseguibile, va comunque prevista e seguendo alcune tracce precise già individuate e riconosciute, resa più definita e strutturata, con una sua specifica ipotesi di programma per il successivo approfondimento completo.

Una terza preliminare campagna conoscitiva riguarda ancora qualcosa di nascosto ed occultato, come nei casi precedenti, ma che forse risulta qui più direttamente comprensibile. Si tratta di una indagine generale che deve riguardare l’intero edificio nel suo complesso ed in ogni sua minuta parte, dai più bassi livelli sotterranei a quelli che vanno oltre le coperture. E’ indispensabile e risulterà per molti aspetti di importanza fondamentale compiere una sistematica metodica ed approfondita ricognizione tipologico-formale, materico-costruttiva, dimensionale e topologica di tutte le canne fumarie, i camini, i condotti di aerazione- ventilazione e per il riscaldamento ad aria calda, gli sfiati, le canalizzazioni, gli scarichi, le casse vuote, i cavedi ed i cunicoli che “Casa Bossi” ed il particolare ‘sistema costruttivo antonelliano’ prevede ed ingloba, determina e definisce, costruisce e sfrutta. Due risultano essere sostanzialmente le motivazioni profonde che stanno all’origine di questa particolare campagna d’indagine: la prima di carattere tecnico culturale, la seconda funzionale utilitaristico. Se da un lato la curiosità speculativa di conoscenza dei geniali particolari tecnico-costruttivi di questo sistema non può che affascinare enormemente, producendo eccellenti insegnamenti in proposito, dall’altro è evidente come l’accertamento di ogni ‘possibile passaggio’ possa essere utilmente sfruttato per la progettazione dei vari impianti e la predisposizione nascosta, reversibile, non distruttiva, non invasiva e con possibilità di facile manutenzione degli stessi.

Circa le modalità di rilievo e di restituzione grafico-funzionale delle indagini relative alle diverse ‘presenze’ all’interno delle murature e della struttura di “Casa Bossi” si aprirebbe una problematica molto vasta che esula dalla presente trattazione, ma è opportuno sottolineare come questa campagna debba essere assolutamente ‘non distruttiva’, mentre contemporaneamente si ritiene possa essere condotta in parallelo ad altre analisi e ricerche da effettuare. In questo contesto si propone anche l’utilizzo di apparecchiature termografiche di indubbia efficacia specifica, all’uopo eventualmente affiancate e/o integrate da foto rilievi all’infrarosso ed esami con ultrasuoni.

Particolarmente significativa ed estremamente utile risulterà poi essere una specifica campagna di ricerca, riconoscimento ed accertamento del sistema di chiavi e tiranti metallici che, iniziando da una ricognizione dei diversi elementi già visibili (ad esempio nei sottotetti o in archi esterni del piano terreno), possa permettere (ad esempio attraverso apposite apparecchiature elettromagnetiche), una ricostruzione completa del sofisticato e geniale sistema antonelliano ‘annegato’ variamente nelle compagini murarie di “Casa Bossi”.

Una specifica ed urgente esigenza di approfondimento riguarda la necessità di definizione precisa delle patologie relative al processo di degrado innescatosi su alcuni elementi lapidei in granito bianco di Montorfano. Si vedano ad esempio le parti inferiori e di base di alcune colonne del porticato interno, o alcune lastre dei balconi di facciata: è indispensabile poter codificare l’insieme degli aspetti degenerativi di questo fenomeno e prevederne opportuni interventi risolutivi e di arresto.

Altra importante esigenza di approfondimento è rappresentata dalla classificazione dei diversi elementi sostanzialmente definibili come di ‘finitura’ dell’edificio. In questo contesto dovrebbe essere eseguito un censimento particolareggiato dei vari elementi e conseguentemente realizzato un apposito catalogo degli ornamenti riscontrati. In questo ambito andranno eseguiti rilievi specifici, schedature grafiche, campagne fotografiche di documentazione, campionature e classificazioni accurate, inerenti: le pavimentazioni, i caminetti, le decorazioni delle volte, gli ornamenti dipinti e paramenti murari, le tinte e cromie di finitura, i serramenti (lignei e metallici), interni ed esterni (infissi ed imposte, bussole e boiseries, porte e portoni, gelosie e scuri, ecc.), le ringhiere, le inferriate ed altre parti metalliche presenti, gli elementi di finitura granitici e lapidei, ecc.

Nell’ambito dell’analisi degli ornamenti e delle decorazioni risulta evidente l’esigenza di un approfondimento specifico atto ad indagare la presenza delle decorazioni e cromie originarie, di quelle nascoste, delle successive sovrapposizioni, integrazioni, sostituzioni. In questo contesto, ed in riferimento anche ai colori delle facciate esterne e degli intonaci, andranno condotte sistematiche indagini stratigrafiche che, con una serie di appositi ‘tasselli’, permettano analiticamente l’individuazione particolare dei diversi dettagli e strategicamente il riconoscimento del sistema ed apparato decorativo generale.

Esigenze particolari di altri approfondimenti specifici potranno scaturire nel corso delle indagini sopra evidenziate che, i diversi ambiti rispettivamente individuati, inquadrano sostanzialmente.

SOMMARIO