2.3 - STUDI ED INDAGINI

a)- IL DEGRADO

“Casa Bossi”, circa venticinque anni fa, dimostrava di trovarsi in una situazione generale di complessivo buono stato di conservazione.

Era all’epoca ancora quasi completamente abitata, anche se già con utilizzi non perfettamente coerenti e compatibili, ma anche la sola frequentazione permetteva una sua minima opera di pulizia ed una semplice manutenzione, che ne garantivano un’esistenza quantomeno accettabile e soprattutto sotto controllo.

In quel periodo erano già presenti alcuni interventi inopportuni, ma ancora sostanzialmente limitati e circoscritti; si riscontrava qualche superfetazione ed aggiunta impropria, ma l’insieme strutturale non risultava ancora profondamente intaccato; cominciavano ad evidenziarsi piccoli danni e rotture a qualche particolare di finitura dell’edificio, ma l’insieme degli elementi decorativi lapidei, metallici, lignei e pittorici, era ancora integro e grandioso nella percezione globale della sua manifestazione, sostanzialmente originaria.

Quella situazione si è progressivamente alterata ed il processo di degrado incontrollato innescatosi, ha prodotto una complessiva degenerazione esponenziale del meraviglioso edificio antonelliano.

In breve tempo abbiamo assistito all’evolversi, e per certi versi anche fortunatamente raccolto la documentazione, delle successive fasi, sempre più incalzanti ed intense, che hanno causato la degradazione generale di “Casa Bossi” che, all’ultima recente visita effettuata, appare devastante: il sentimento di mortificazione che è scaturito da questa presa di coscienza diretta induce a sensazioni di avvilimento e dispiacere, assolutamente disarmanti.

Il processo di degrado inizia con l’abbandono degli abitanti-inquilini ed il subentro incontrollato di nuovi occupanti abusivi, tutti tristemente accomunati da caratterizzazioni di profondo disagio.

Prosegue con l’ormai completa mancanza di opere di pulizia e normale ordinaria manutenzione che brevissimamente raggiungono limiti inimmaginabili, rispettivamente per accumulo di rifiuti ed improrogabili esigenze di straordinari interventi manutentivi (ad esempio per i canali di gronda, le lattonerie, i pluviali, ecc.).

Continua con i numerosi diversi furti subiti dalla costruzione nel suo complesso e, peggio ancora, con i notevoli vandalismi che hanno inferto gravi danni e profonde ferite a tutti gli apparati decorativi del monumento (ad esempio i caminetti lapidei, le ringhiere di ghisa, i serramenti, le pavimentazioni, le stufe in maiolica decorata, gli infissi, le tappezzerie, ecc.) determinandone una ‘cannibalizzazione’ ingente e molto diffusa.

Sembra, tristemente, possa aver termine con le notevoli perdite di tenuta delle coperture e le conseguenti infiltrazioni che si diffondono ovunque determinando traumi, dissesti, distacchi e decoesionamenti dei materiali, alterazioni varie, corrosioni diverse, erosioni, efflorescenze, macchie, muffe ed attività biologiche incontrollate, … crolli.

Ma non finisce neanche a seguito degli ultimi interventi effettuati appositamente sulle coperture che, come vedremo, ad un prezzo incommensurabilmente elevato, non hanno saputo determinare completamente la fine del grave processo di degrado ancora purtroppo in atto.

SOMMARIO