PARTE SECONDA

2 - La situazione esistente


2.1 - LE DOCUMENTAZIONI

a) - I RILIEVI ARCHITETTONICI

Per quanto concerne la documentazione grafica esistente, specificamente riferita all’antonelliana “Casa Bossi” di Novara, si fa riferimento a quanto di seguito puntualmente riportato in ordine cronologico.
Sono riportati tutti i disegni storici conosciuti e personalmente reperiti, anche alcuni da ritenersi senz’altro minori, ma che ad un’analisi attenta risultano importanti almeno per la corretta datazione della diacronia storica dell’edificio e delle sue vicende costruttive.
Sono altresì riportate anche tutte le nuove e più recenti elaborazioni grafiche che hanno interessato, seppur a diversi livelli, l’edificio.

  1. Allo stato attuale della ricerca, antonelliana in generale e specificamente riferita all’edificio in oggetto, non si conosce alcun disegno originale dell’Antonelli riguardante questo progetto, né altri elaborati coevi, in qualche misura attinenti la costruzione.

  2. Il primo disegno importante per la documentazione storica di “Casa Bossi” risale al 1848. Si tratta del TIPO dimostrativo della Casa e Giardino di Proprietà della Sig.ra Carolina Faa V.a Costa esistente in questa Città al Civico N°476 e nella pianta al N°4059. Di Per.1.4 censita Sc 1316.2.2, e quanto al Giardino, al N 4060. Di Per.0.20. censite Sc.10. oltre l’area stata acquistata dalla Città ed annessa al Giardino rilevante a Metri quad. N.360. pari a Per 0.13.2/5., redatto a Novara, lì 4 marzo 1848 a firma Ing. Gius. Contorbia. E’ un disegno ad inchiostro nero ed acquerello colorato di cm. 51 x 74 circa, che documenta la qualità e la consistenza dell’edificio preesistente all’intervento antonelliano. Si tratta di una pianta dettagliata, fornita di specifico Indice con note descrittive. Di questo disegno se ne conoscono due diversi esemplari, pressoché identici, di cui rispettivamente uno allegato all’atto 6/3/1848 rogato dal notaio Carlo Gaudenzio Speciani, mentre l’altra copia è rintracciabile al Disegno n°41, Cassetta 17, fondo Insinuazione, entrambi conservati presso l’ASN. Si tratta di documenti di grande importanza in quanto rappresentano il primo ed unico elaborato grafico tecnico d’insieme a cui riferire l’intervento antonelliano per comprendere cosa e come sia stata sfruttata tale preesistenza.

  3. E’ del 12 dicembre 1853 il progetto redatto dall’Ingegnere Civico Antonio Agnelli per l’apertura della via Pier Lombardo (allora Contrada di Sant’Agata), con sbocco diretto sul Baluardo Quintino Sella, all’epoca Passeggio dei Baluardi. Alla relazione è allegato un disegno ad inchiostro nero ed acquerello colorato di cm. 21 x 30 circa, comprendente il Tipo N°1 - Stato attuale della Contrada e Piazza di S.Agata ed il Tipo N°2 - Contrada di S.Agata prolongata fino all’incontro dei Baluardi. Questo elaborato planimetrico, per quanto schematico, ci fornisce importanti indicazioni sul confine fra le diverse proprietà in quel periodo ancora adiacenti: Palazzo De Santi e Casa Turco. (v. ALLEGATO 2).

  4. E’ datato Novara lì 12 giugno 1860 a firma Ing.Luigi Piantanida, Ing.Gaud.o Cameroni, Ing.Ant.o Busser il TIPO in misura della PIANTA, ELEVAZIONI e SPACCATI di parte delle due Case confinanti delli sig. Gaudenzio Turco e Luigi De Santi in questa Città esistenti, in ciò e quanto fù demandata ai sottoscritti la commissione di cui nell’Ordinanza 9 Gennaio ult.o scorso in seguito alla Sentenza 31 Dicembre 1859 proferta da questo Tribunale di prima Cognizione nella Causa tra quali sovra vertenti conservato presso l’ASN, (fondo Tribunale di Novara, atti non sottoposti all’Insinuazione, poi verbali, disegno 362, vol.90). Si tratta di un disegno ad inchiostro nero ed acquerello colorato di cm. 60 x 44 circa, che dà chiarissime informazioni sulla situazione esistente al confine angolare delle due diverse proprietà, attraverso disegni in pianta, in prospetto, in spaccato e note descrittive. L’elaborato definisce compiutamente il problema che troverà risoluzione definitiva, e forse non del tutto, solo molto più tardi.

  5. E’ datato Novara lì 9 luglio 1862 a firma Ing. Rocco Colli il TIPO regolare del muro divisorio fra li caseggiati delli Sig.ri LUIGI DESANTI, D.MAURIZIO e D. IGNAZIO nobili fratelli DELLA-PORTA DE-CARLI coi siti adiacenti, che si presenta dall’Ing.re sott.o ad evasione della rispettata Ordinanza 29 Marzo 1862 pronunciata dall Ill.mo Sig.r Giudice Commesso nella causa vertente avanti questo Tribunale Provinciale tra li prefati Signori nobili fratel. DELLA-PORTA DE-CARLI e li Sig.ri DESANTI e li proprietari anteriori della casa di quest’ultimo, conservato presso l’ASN, (fondo Tribunale di Novara, atti non sottoposti all’Insinuazione, poi verbali, disegno 371, vol.94). Si tratta di un disegno ad inchiostro nero ed acquerello colorato di cm. 86 x 59 circa, che può fornire utili indicazioni sulla parte di costruzione preesistente all’intervento antonelliano, in particolare riferita al confine est della proprietà, attraverso disegni in pianta, prospetti, sezioni, dettagli e note descrittive. Questo elaborato testimonia, per la limitata porzione considerata, ad esempio quanto era ancora rimasto dell’antica costruzione e come il nuovo edificio si fosse lì innestato.

  6. E’ allegato alla domanda che il signor Desanti presenta all’Ufficio d’Arte della Città di Novara il 23 agosto 1862, desiderando ammutare il muro di cinta della sua Casa, dalla parte di Ponente sulla Passeggiata rimpiazandolo con un Cancello in ferro, il disegno del modello di tale cancello, con relativa inferriata e muratura inferiore di base. (ASCN-Deposito Rosmini, Ctl.XXIV, Contrade, Piazze e Vicoli - Ornato Pubblico).

  7. E’ datato, In orig.le Novara lì 11Dmbre 1863 a firma Il Direttore dell’ Ufficio d’Arte A.Dell’Ara, il disegno ad inchiostro nero, rosso ed acquerello grigio di cm. 27,5 x 27 circa Tipo rappresentante la Via Pier Lombardo e suo prolungamento fino all’incontro del Baluardo, conservato in ASN, Insinuazione, Anno 1864, 6° volume, b.1606, disegno cassetta XVII n°38, che documenta la lenta evoluzione della questione, testimoniando con precisione le date riguardanti questa importante, seppur limitata e controversa definizione dell’edificio.

  8. E’ datato, Per copia conforme, Novara lì 21 marzo 1864 a firma Il Direttore C.o Ufficio d’Arte A.Dell’Ara, in riferimento all’originale del 11 dicembre 1863 (v.precedente), il disegno ad inchiostro nero, rosso ed acquerello grigio di cm. 28 x 22 circa Tipo rappresentante la Via Pier Lombardo e suo prolungamento fino all’incontro del Baluardo, conservato in ASN, Comune Moderno b.550, fasc.5, disegno 173, che documenta la lenta evoluzione della questione, testimoniando con precisione le date riguardanti questa importante, seppur limitata e controversa definizione dell’edificio.

  9. E’ datato Novara, 26 D.bre 1867 a firma Il Dirett.e dell’Uff.o d’Arte A. Dell’Ara, il Progetto pel lastricato (…) per quello del tronco della via Pierlombardo dalla via S.Agata al Baluardo (…), il disegno su cartoncino ad inchiostro nero, rosso ed acquerello colorato di cm. 70,5 x 41,5, è conservato in ASN, Comune Parte III, b.896, fasc.6. Si tratta di un progetto che comprende sulla stessa tavola altri tratti di strade diverse della città, da lastricare con le stesse modalità. L’elaborato, per la parte di pertinenza, prevede una pianta ed una sezione trasversale della via, con indicazioni dei marciapiedi, delle rotaie centrali alle vie, dei tombini di raccolta delle acque e relative pendenze.

  10. Del progetto redatto dall’architetto Giuseppe Oliverio (nell’estate 1891) per dare compimento e risoluzione al problema della finitura esteriore e decorativa della porzione angolare del Palazzo, a seguito dei lavori di demolizione dell’adiacente Casa Turco, rimane il Progetto di riforma della cornice B in BC - Palazzo Bossi in Novara. Si tratta di un disegno a penna e matita, con campiture di colore rosato per le parti nuove da eseguire, su carta di cm. 25 x 19. (ASCN-Deposito Rosmini, Ctl.XXIV, Contrade, Piazze e Vicoli - Ornato Pubblico).

  11. Risale al 16 luglio 1935 il protocollo del Municipio di Novara relativo alla lettera inviata al Sig. Podestà dal sig. Enrico Raimondi con la quale viene richiesta la facoltà di spostare la balaustra del balconcino al secondo piano nobile del Palazzo Bossi in via Pier Lombardo n.4, e portandola sul margine esterno del terrazzino esistente in confine coll’erigendo palazzo Gray, nella facciata prospiciente il baluardo Quintino Sella. Alla domanda è allegato uno schizzo, grossolanamente riproducente, in scala 1:200, il particolare angolare in questione. (ASCN-Deposito Rosmini, Ctl.XXIV, Contrade, Piazze e Vicoli - Ornato Pubblico).

  12. Sono datate 15, 18, 25 e 28 gennaio 1940, a firma geom. Luciano Ugazio, le 20 schede planimetriche in scala 1:200, relative all’Accertamento generale delle proprietà immobiliari urbane, depositate presso l’Ufficio Tecnico Erariale di Novara, Catasto Urbano, partita n°759, foglio 162b, n°8682. Tali disegni, tutti redatti a nome del proprietario avv. Ettore Bossi fu Carlo, rappresentano in modo settoriale, parziale e non sempre attendibile, i diversi frazionamenti dell’unità immobiliare.

  13. Sono pubblicati nel gennaio 1976, alle pp.51-52 schede B66, B67 e B68 in: Corrado Gavinelli, a cura di, in collaborazione con Giorgio Bandi ed Edgardo Caimo, Novara e Antonelli - Lo sviluppo urbanistico e architettonico di Novara nell’Ottocento e l’opera di Alessandro Antonelli, Mostra iconografica / Novara - Palazzo Broletto, gennaio 1976, Quaderni di Psicon 1, Centro studi architettura, Rotografica Fiorentina, Firenze 1976, tre disegni riferiti a “Casa De Sanctis (ora Bossi)”. Sono tre riproduzioni di copie eliografiche b/n riferite a tre diverse piante dell’edificio, rispettivamente piano terreno, piano primo e piano secondo. Si tratta di disegni eseguiti da Giorgio Bandi ed Edgardo Caimo nel 1974, elaborati partendo da un rilievo del livello terreno prestato dall’Ingegner Arialdo Daverio. Copia in scala 1:100 è conservata in ASN. L’analisi di queste elaborazioni grafiche, che cronologicamente risultano tra le prime rappresentazioni dell’edificio, evidenziano notevoli approssimazioni ed incompletezze, forse determinate anche dalla particolare occasione che ne ha determinato la restituzione grafica.

  14. Dal 1979 al 1981 vengono realizzati i primi rilievi scientifici dell’edificio. In questo periodo Franco Bordino esegue una campagna generale di rilievo completo dell’intero complesso architettonico. Si tratta di una serie di tavole originali riprodotte in scala 1:50 che, con precisione e completezza unite a ricchezza di informazioni e cura grafica, rappresentano la definizione architettonica, strutturale ed in alcuni casi anche materica dell’edificio. Il livello di approfondimento dell’analisi condotta va al di là della mera restituzione grafica e si pone come indispensabile tramite di conoscenza della costruzione ed oggettivo strumento d’interpretazione della complessità architettonica propria di questo edificio antonelliano.

  15. Il 30 marzo 1982, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, Franco Bordino discute la propria Tesi di Laurea Un edificio antonelliano a Novara: Casa Bossi. - Problemi di restauro conservativo. A.a. 1980/’81, tesi in Restauro dei Monumenti, relatore Andrea Bruno, correlatore Franco Rosso. L’elaborato contiene 35 tavole diverse, evidentemente inerenti tale problematica.

  16. Nel marzo 1983, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, Paolo Tecchio discute la Tesi di Laurea Un edificio antonelliano a Novara: casa Bossi, ipotesi di riuso. A.a. 1981/’82, tesi in Restauro dei Monumenti, relatore Andrea Bruno. Gli elaborati grafici allegati, in parte realizzati con Franco Bordino nel 1979/’80, non rappresentano alcunché di nuovo o di più evoluto rispetto alla “Tesi di Laurea 1982” sopraccitata, anzi forniscono un numero di tavole minore, spesso con rappresentazioni parziali.

  17. Nel gennaio 1984 l’architetto Franco Bordino pubblica sul n° 1/’84 della rivista “Novara”, notiziario economico bimestrale della Camera di commercio industria artigianato di Novara, pp.3-25, il saggio dal titolo Casa Bossi, un edificio antonelliano a Novara, che da quella data sarà disponibile anche in singolo fascicolo originale, stampato dalla tipografia S.Gaudenzio e comprendente diverse integrazioni, quale supplemento autonomo al Bimestrale edito dalla C.C.I.A.A. Questa pubblicazione, oltre a rappresentare la prima ricostruzione delle diverse vicende storiche riguardanti l’edificio ed essere la prima approfondita sintesi scientifica di questa architettura, riporta, in opportuna scala di riferimento, 12 tavole diverse di analisi e rappresentazione emblematica dell’edificio. La loro pubblicazione ha sortito diversi effetti positivi, ma non solo! Si va infatti dalla sempre più allargata ed apprezzata diffusione della conoscenza del monumento e dell’architettura antonelliana, all’uso improprio, incondizionato e spesso incompetente di tali elaborazioni. In questo caso non si tratta infatti di meri rilievi! In particolare le tavole pubblicate rappresentano un’evoluzione dei rilievi (propriamente detti) dell’edificio, riferiti alla specifica campagna di studio del 1979/’81. Le “note esplicative alle tavole”, riportate nella pubblicazione, precisano la questione.

  18. Dalla pubblicazione sono state “ricavate” altre versioni delle tavole, servite per alcuni studi accademici ed esercitazioni universitarie ex tempore, come per diverse Tesi di Laurea, discusse in proposito da vari candidati laureandi.

  19. In data 11 giugno 1990 viene rilasciata dall’arch. Franco Bordino, su specifica richiesta degli ingg. Francesco Catanuto, Gerardo Ricciardi e Francesco Pettinati Ubezio, in quanto riferita a circostanziato uso quale supporto planimetrico per il calcolo delle superfici commerciali dell’edificio, copia di n° 7 piante dei diversi piani, relative ad un rilievo essenziale realizzato appositamente in scala 1:100.

  20. Nel luglio del 1988, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, Emanuele Cigliola ed Elena Cao discutono la Tesi di Laurea Novara: un museo teatrale per la collezione “Caccia”: “Casa Bossi”. A.a. 1987/’88, tesi in Progettazione architettonica, relatore Antonio Piva, correlatori Marisa Merzek e Giampiero Tintori. Gli elaborati allegati dipendono e derivano dalle tavole della “pubblicazione gennaio 1984” sopraccitata, come lo stesso autore, anche se non sempre, testualmente cita (…) il progetto è stato attuato con la collaborazione dell’Arch. Franco Bordino che ha fornito i rilievi dell’apparecchio murario e della proiezione delle volte, le sezioni longitudinale e trasversale e il prospetto interno (…)

  21. Nel marzo del 1991, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, Luca Giampani ed Anna Serra discutono la Tesi di Laurea Progetto di conservazione e Ri-uso su un edificio antonelliano a Novara : Casa Desantis. A.a. 1990/’91, tesi in Tutela e recupero del patrimonio storico-architettonico, relatore Filippo Tartaglia, correlatore Gianni Utica. Gli elaborati allegati, pur derivando naturalmente dalla “pubblicazione gennaio 1984”, rappresentano una evoluzione in proposito fornendo significativi contributi personali, qualitativi e quantitativi.

  22. In data 9 giugno 1999, il Comune di Novara, con Deliberazione della Giunta Comunale n°585, avente per oggetto Acquisizione del diritto all’utilizzo del prodotto intellettuale dell’arch. Franco Bordino, ritiene di risolvere una vertenza in atto circa l’uso improprio, fra l’altro, dei disegni della “pubblicazione gennaio 1984”, definendo di servirsi di tali elaborazioni con precise condizioni e vincoli. La consegna ufficiale di tutti gli elaborati in questione avviene il 30 giugno 1999.

  23. Nel luglio del 1999, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, Gloria Bojeri discute la Tesi di Laurea La città-museo, storia e sviluppi di una straordinaria macchina del tempo, una struttura museale come contributo progettuale: a Novara, in Casa Bossi, un museo civico per Antonelli. A.a. 1998/’99, relatore Sergio Santiano. Gli elaborati grafici specifici allegati risultano essere una semplificazione in scala 1:100 di nove tavole della “pubblicazione gennaio 1984” e non rappresentano alcunché di nuovo o significativo in proposito. Cospicua risulta essere invece l’indagine storica sulla museografia in generale, peraltro autonoma e slegata dal tema in oggetto.

     

SOMMARIO