1.6 - Il PATRIMONIO ANTONELLIANO DI NOVARA

 

Descrivere l’attività progettuale e costruttiva operata per Novara dall’architetto Alessandro Antonelli si rivela un’operazione molto difficile e complessa.
Numerosi sono gli elementi che determinano tali difficoltà.
In specifico: particolarmente rischiosa risulterebbe la trattazione dell’opera antonelliana a Novara, senza un chiaro inquadramento della stessa.

Spesse volte abbiamo assistito ad incontri e dibattiti sul tema e, purtroppo, anche letto scritti diversi, che hanno decisamente contribuito solo ad alimentare confusione in proposito ed a diffondere inopportuni ed impropri stereotipi.
E’ infatti quantomeno sconcertante osservare come, per l’improvvisato critico quanto per il politico di turno e, conseguentemente, per buona parte dei presenti nell’occasione, Antonelli diventi bandiera double-face dei propri improvvisati convincimenti, evidentemente estemporanei e molto superficiali.

A Novara l’architetto è conosciuto e ricordato sostanzialmente per due sue opere: la Cupola ed il Duomo.
Due esempi emblematici, caratterizzanti e significativi, così apparentemente diversi fra loro, almeno quanto le opposte, ma generalizzate valutazioni che li contraddistinguono.

Quando infatti serve parlar bene di Antonelli, o è opportuno farlo, si sventola la bandiera Cupola enfatizzandone i valori con elogi che assurgono a limiti improponibili e quantomeno impropri.
Quando invece si ritiene utile e necessario ridimensionare, se non condannare decisamente l’opera antonelliana, si fa esplicito riferimento al Duomo.

Se infatti per la Cupola i pareri e le opinioni sono in maggioranza relativa generalmente favorevoli, (esistono ovviamente anche in questo caso assurde quanto drastiche ed incompetenti sentenze), per il Duomo la maggioranza diventa unanime nella condanna più assoluta.
Risulta infatti opinione diffusa e comune, ormai radicata, collegare strettamente l’intervento antonelliano con l’antico duomo romanico preesistente, identificando incondizionatamente Antonelli come folle distruttore di tale importantissima opera.
Che questa frettolosa valutazione (qui sommariamente ricordata a titolo di emblematico esempio circa la problematica antonelliana a Novara) sia aprioristica ed antistorica nella sua bassa strumentalizzazione, appare palese in un’analisi solo più approfondita e relazionata strutturalmente.
Non è il caso, in questa sede, di documentare interpretazioni più complete e scientificamente corrette, quanto piuttosto di precisare i termini relativi all’elenco delle opere antonelliane per Novara che di seguito viene riportato.

Per poter allora inquadrare la “problematica architettonica antonelliana” di Novara, con criteri più sistematici ed oggettivi, che possano quindi essere costruttivi e funzionali, risulta indispensabile fornire qualche dato generale, introduttivo e metodologico, che permette di comprendere meglio i presupposti iniziali della successiva, sintetica, analisi cronologica, delle opere antonelliane certe, eseguite dall’architetto Alessandro Antonelli per Novara.

Un primo dato esclusivamente quantitativo: Antonelli nel corso della sua vastissima attività progettuale ha prodotto più di duemila disegni, considerando solo quanto si conosce ed è rimasto, non essendo andato perduto, distrutto o disperso, come peraltro è spesso accaduto.

Un secondo elemento relativo alla complessità dell’opera: solo una decina di anni fa si è potuto verificare esattamente la statica complessiva della Mole torinese, confrontandola con le attuali e più aggiornate conoscenze in materia di scienza delle costruzioni, mentre per altre opere antonelliane non è ancora stato possibile ottenere questi risultati.

Allo stato attuale degli studi si conoscono più di cento elaborazioni progettuali diverse, certamente attribuibili ad Antonelli.

Escludendo le esercitazioni scolastiche (peraltro più che degne di nota) ed alcuni altri disegni (originali, ma non ancora precisamente identificati), Antonelli ha prodotto circa novanta progetti diversi, dei quali pressappoco una ventina specificamente dedicati a Novara.

I dati sopra riportati si riferiscono evidentemente alle sole opere certe, documentate e precisamente attribuite ad Antonelli, da seri e scientifici studi specifici, ai quali si rimanda per gli opportuni approfondimenti particolari.

Anche per la città di Novara, come per numerose altre località, esistono alcuni disegni e progetti antonelliani non ancora sistematizzati ed identificati compiutamente.

D’altro canto esistono in Novara diverse costruzioni sicuramente di matrice o “scuola antonelliana” che non hanno ancora però attualmente trovato, nei documenti, inequivocabili testimonianze, per una conseguente loro classificazione rigorosa ed univoca, condivisa ed incontestabile.

Per collocare esattamente ogni progetto antonelliano per Novara nel suo specifico momento storico e poterlo apprezzare nella cronologia evolutiva delle diverse produzioni dell'architetto, appare quindi opportuno elencare tutti i vari lavori eseguiti per Novara, considerando sia gli interventi rimasti esclusivamente proposte progettuali perché non realizzati, sia quelli effettivamente costruttivi, sia il succedersi ed il modificarsi delle varie evoluzioni progettuali per uno stesso intervento, sia quanto ormai demolito e quindi perso definitivamente.

Con queste premesse viene quindi di seguito riportata, in ordine cronologico, la diacronia storica dei diversi interventi antonelliani per Novara, comprensiva di una brevissima nota di sintesi esplicativa, che fa riferimento e necessariamente rimanda, alla fondamentale, più approfondita e completa trattazione dell’opera antonelliana attualmente esistente, curata da Franco Rosso (cfr. ROSSO 1989).

1832/36 - Altar maggiore della cattedrale - NOVARA
E’ un progetto particolarmente importante per la carriera dell’architetto Alessandro Antonelli. Infatti dopo gli interventi e le proposte di illustri colleghi (Alfieri, Melchioni, Talucchi, Pestagalli, ecc.), anche Antonelli si cimenta col Duomo di Novara. Il progetto per l’altare maggiore, che verrà ultimato sostanzialmente nel 1836 riscuotendo grandi consensi generali, gli assicura notorietà, rinomanza e prestigio, lanciandolo verso traguardi sempre più ambiziosi.

2) 1836 - Progetto per le facciate delle chiese soppresse di Sant’Agnese e della Maddalena - NOVARA
Il nuovo Regolamento d’Ornato imponeva la cancellazione entro quell’anno (è del 1835 l’incarico affidatogli dal Consiglio Comunale) d’ogni esteriore caratteristica apparenza sulle facciate delle ex chiese, diversamente utilizzate.
I progetti antonelliani non avranno esito mentre verrà realizzato quello dell’ing. Busser per la ex chiesa della Maddalena allora Archivio dell’Insinuazione, ora Archivio di Stato, all’angolo fra le attuali via dell’Archivio e corso Cavallotti.

3) primi anni ’40 - Rinnovazione del palazzo Avogadro - NOVARA
Le opere di ammodernamento del palazzo Avogadro, (attuale sede della C.C.I.A.A.) si concludono nel 1842. Numerose modifiche e successivi interventi non permettono più di leggere perfettamente questo progetto se non nello scalone (comunque rimaneggiato) e nel cortile interno a colonne libere.

4) 1841 - Primo progetto per la cupola di San Gaudenzio - NOVARA
L’incarico è del 31 maggio 1840 ed impegna Antonelli per circa un anno, ma gli esiti del progetto sono all’altezza dell’impegno profuso: si tratta di un’elaborazione che comprende anche una nuova facciata per la chiesa, con pronao esastilo.

5) 1841 - Progetto di barriera per porta Milano - NOVARA
Su incarico del Consiglio Comunale Antonelli progetta due edifici di carattere monumentale che definiscono la nuova porta d’accesso in Novara da Milano.
E’ il progetto prototipo della nuova città in espansione demografica ed economica. Segna l’inizio di una precisa caratterizzazione urbanistica e formale di tutte le diverse successive proposte antonelliane per Novara.

6) 1841 - Ricostruzione di casa Giuseppe Stoppani - NOVARA
L’edificio, abbattuto con troppa disinvoltura nel 1961, si affacciava sull’attuale corso Mazzini, nell’isolato compreso tra il corso Italia e la via Rosselli. Aveva particolarità tipologiche innovative (che negli edifici per abitazioni torinesi troveranno la massima espressione) in relazione alle nuove esigenze della città moderna.
(Ad es. la manica profonda più di 17 metri, il piano terreno di notevole elevazione per poter accogliere funzionalmente servizi commerciali, ambienti ammezzabili, ecc.)

7) c.1844/48 - Casa Giacomo Giovanetti - NOVARA
Si tratta della ripresa e continuazione di un progetto di ampliamento del Melchioni, a cui Antonelli dà raffinatezza ed innovazione con i colonnati liberi del piano terra, (particolare l’androne), e la risoluzione dei prospetti di cui quello interno ad ordini sovrapposti. La costruzione si affaccia sull’attuale corso Cavour, definendo l’isolato compreso fra le vie G.Ferrari e Giovanetti.

8)1844/45 - Costruzione degli archi scaricatori della Cupola di San Gaudenzio (II progetto) - NOVARA
Primo intervento costruttivo del settembre 1844, per la realizzazione dei formidabili arconi, base di imposta della cupola, che si protrae fino alla fine dell’anno successivo quando i lavori si bloccheranno per la prima di una lunga serie di interruzioni.

9) 1850 e sgg. - Progetto di ampliamento dell’ospedale Maggiore - NOVARA
L’Amministrazione dell’ospedale Maggiore di Novara incarica Antonelli della redazione di un ‘Piano regolatore generale’ delle opere di ammodernamento, ampliazione e perfezionamento dei fabbricati nosocomiali. E’ un progetto che presenta innovazioni tipologiche notevoli rispetto agli stereotipi consueti negli impianti ospedalieri. L’intervento mantiene sostanzialmente il cortile seicentesco del Soliva e fa piazza pulita di tutto il resto, disorganico ed irregolare, organizzando il tutto secondo un reticolo di assi ortogonali geometricamente regolari.

10) 1854 - Progetto di ricostruzione del duomo - NOVARA
Viene richiesto dal Capitolo della Cattedrale un disegno per il rinnovo e la regolarizzazione degli edifici e portici annessi al duomo, ma Antonelli presenta un progetto praticamente di rifacimento globale, con ricostruzione dell’intero complesso, senza limitarsi al ristretto incarico specifico affidatogli.

11) 1856/62 - Nuove infermerie dell’ospedale Maggiore - NOVARA
Costruzione delle nuove infermerie secondo il ‘Piano regolatore generale’ previsto ed approvato a suo tempo. Il progetto prevede camminamenti per gli ammalati, lucernari nelle volte ed innovazioni nella struttura muraria, ora composta da soli pilastri e colonne resistenti e muri sottilissimi di tamponamento, a cassa vuota, per le canalizzazioni di ventilazione. Attualmente l’edificio mostra di aver subito massicce alterazioni che ne compromettono addirittura l’identificazione.

12) 1857 - Progetto di Portici - NOVARA
Il 21 novembre del 1857 Antonelli propone un suo progetto per il collegamento della stazione ferroviaria di Novara con il centro della città, in contrapposizione di quello presentato dall’architetto Rivolta l’anno precedente e già sanzionato dal Re.
Si tratta di un collegamento porticato di grande qualità sociale ed urbana (uomo al centro del percorso - circonvallazione per il traffico) di disegno e forma coerenti ed unitari rispetto agli altri progetti antonelliani per Novara.
Il consiglio comunale lo approva, ma revoca la propria deliberazione appena subentrano difficoltà per gli indennizzi, rinunciando così ai portici e ad un’occasione di grandissima importanza e straordinaria qualità, non solo urbana e locale.

13) 1857/63 - Ricostruzione dei portici del duomo - NOVARA
Sono di questi anni i lavori per l’esecuzione di tale progetto.

14) 1858 - Progetto di teatro - NOVARA
Del gennaio 1858 è un progetto relativo ad un’idea di fusione dei due teatri (Vecchio e Politeama), esistenti allora a Novara, attraverso la realizzazione di uno solo: nuovo, spazioso, moderno e di gestione meno onerosa. Si tratta di un progetto eccezionale costruttivamente: l’impianto è grandioso, con struttura audacissima a fulcri isolati tutta laterizia (compresa quindi la copertura), a prova d’incendio ed attrezzato per contenere numerosi altri servizi (scuole, portici, ecc.) e dilatarsi, al piano terreno, verso la piazza per accogliere parte del mercato risolvendo urbanisticamente, oltre che funzionalmente, le fondamentali problematiche annesse.

15) c.1858/1864 - Casa Luigi Desanti (poi Bossi) - NOVARA
Parte all’inizio del 1859 l’esecuzione del progetto per casa Desanti (poi Bossi) sul Baluardo Quintino Sella a Novara. Realizzato su una preesistenza settecentesca inglobata nella nuova costruzione, rappresenta uno splendido esempio di edilizia privata di tipo residenziale. Meritano particolare attenzione e sottolineatura l’orientamento, la struttura, la decorazione, l’inserimento urbano e la raffinatissima complessità: oggi purtroppo langue in uno stato di preoccupante abbandono.

16) 1858/64 - Cupola di San Gaudenzio (III e IV Progetto) - NOVARA
Il terzo progetto per la Cupola è del 1855 con ripresa dei lavori nel 1858. Attraverso successive varianti, integrazioni ed evoluzioni, si arriva all’ottavo progetto 1861 con lavori che si interrompono ancora nel 1864.

17) 1864/69 - Ricostruzione del duomo - NOVARA
Nel 1864, dopo aver concluso il portico, Antonelli, abbattendo la preesistenza romanica, dà inizio alla ricostruzione del nuovo duomo di Novara che oggi però, appare soltanto come un piccolo frammento di un disegno complessivo più vasto e grandioso, coinvolgente l’intera zona.

18) 1872/78 - Costruzione della lanterna della cupola di San Gaudenzio - NOVARA
Alla fine del 1871 riprendono i lavori alla Cupola con l’esecuzione delle decorazioni interne e degli stucchi, nel 1874 è completata la gran tazza e nel 1875 il Consiglio Comunale delibera l’edificazione della lanterna che Antonelli realizza in meno di tre anni.

19) 1882/85 - Consolidamento dei piloni della cupola di San Gaudenzio - NOVARA
Fra il 1882 e l’85 Antonelli si impegna in un lavoro tanto oscuro quanto impegnativo e complesso, ma efficace: il consolidamento dei piloni della cupola (che manifestavano preoccupantissime lesioni e sintomi di cedimento), attraverso una precisa e meticolosa opera di sottomurazione e rifacimento paziente delle fondazioni e di quanto si era compromesso o aveva risposto in modo anomalo alle nuove sollecitazioni imposte dalla Cupola. Vengono così risolti, con raffinate e geniali risoluzioni statiche, i complessi problemi che l’impianto preesistente stava pericolosamente manifestando.

 

SOMMARIO