1.4 - CRONOLOGIA DELLE VICENDE STORICHE

La presente stesura cronologica delle vicende storiche interessanti l’antonelliana Casa Bossi riporta tutti i più importanti avvenimenti che, in misura e qualità diverse, hanno determinato l’evolversi dell’edificio oggetto d’analisi.

Non esistono, o perlomeno non sono ancora stati rintracciati, i disegni originali antonelliani riguardanti l’edificio in questione.
In particolare, fra i più di duemila disegni conosciuti, appartenenti alla vastissima produzione dell’architetto Alessandro Antonelli, nessuno, nemmeno uno schizzo progettuale, un dettaglio costruttivo, un particolare minore od esclusivamente di studio, può essere con certezza ricondotto a Casa Bossi.
Dichiarazioni importanti ed attendibili, prima fra tutte quella dell’ing. Arialdo Daverio, senz’altro uno dei primi seri studiosi antonelliani, hanno testimoniato di non aver mai rintracciato e neppure avuto notizia diretta di disegni specifici o di altri simili documenti relativi a questo importante edificio, fin dalle prime ricerche personalmente condotte e risalenti, ormai, ad oltre settant’anni fa.

Questo dato di partenza unito alla mancanza della pratica edilizia storica dell’edificio ed alla povertà generale di documentazioni tecniche specifiche, condiziona decisamente l’elencazione di seguito riportata che, al primo impatto, risulta essere quasi pedante, forse eccessiva.
La stessa non risulta senz’altro di facile, comoda ed immediata consultazione, ma non è questo il compito che si prefigge, anche se una sintesi sarebbe evidentemente necessaria per la lettura proficua e funzionale dei numerosi dati.

L’obiettivo fondamentale che invece questa cronologia storica si pone è la sistematizzazione puntuale di tutti i diversi documenti finora rintracciati che abbiano attinenza specifica con la genesi, la costruzione e la vita di questa architettura nel suo contesto.

Il lavoro non ha pretese di completezza ed esaustività assoluta, anzi si pone necessariamente aperto ad ulteriori utili contributi ed integrazioni ma, per rigore, precisione e minuzia, dedicata anche a particolari apparentemente insignificanti, costituisce il riferimento fondamentale per la corretta ricostruzione storica e l’interpretazione analitica delle vicende che hanno direttamente coinvolto Casa Bossi.

I documenti reperiti sono frutto di anni di lunghe e faticose ricerche d’archivio: spesso giorni e giorni di lavoro non hanno prodotto alcuna aggiunta di dati specifici, ma i risultati di tali ricerche non possono comunque considerarsi sterili, anzi ….
Le stesse vanno interpretate diversamente: hanno determinato l’esclusione di alcuni settori, consolidato le verifiche ‘in negativo’, ridotto l’ambito d’indagine, limitato il campo e contribuito oggettivamente a ‘scartare’ quindi a definire, sempre più e meglio, la ricerca che, peraltro, non può che continuare.

La serie di dati è organizzata in sei successive parti individuate rispettivamente in:

Le preesistenze
L’intervento antonelliano
La proprietà passa al Cav. Carlo Bossi
Successione ereditaria della proprietà all’Avvocato Ettore Bossi
La proprietà passa al Civico Istituto Orfanotrofio Dominioni di Novara
Il Comune di Novara ne diventa proprietario

Ogni sezione comprende praticamente tutti i dati ed i materiali reperiti in molti anni di ricerche ininterrotte, che sono state eseguite personalmente, presso diverse fonti:

ASN Archivio di Stato di Novara
ASCN Archivio Storico del Comune di Novara (in parti diverse e depositi vari)
ASDN Archivio Storico Diocesano Novarese
ANDN Archivio Notarile Distrettuale di Novara
ACOD Archivio Civico Orfanotrofio Dominioni
AOMCN Archivio dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara
BCNN Biblioteca Civica e Negroni di Novara
BSPN Bollettino Storico per la Provincia di Novara
CRIIPN Conservatoria dei Registri Immobiliari ed Ipoteche di Novara
UTEN Ufficio Tecnico Erariale di Novara
ASA Archivio di Stato di Alessandria
ANDA Archivio Notarile Distrettuale di Alessandria
ASTCA Archivio Storico del Tribunale Civile di Acqui Terme
AAMCT Archivio ‘Alessandro Antonelli’ del Museo Civico di Torino
AST Archivio di Stato di Torino
SBAAP Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte
UTCN Ufficio Tecnico del Comune di Novara
CSM Archivio Capitolare di Santa Maria c/o ASDN
Collezioni e Archivi Privati Diversi

In certi casi alcune brevi note relazionano tra loro i diversi documenti, (anche se non è questa la sede per la sintesi), in altri vengono trascritte alcune parti significative.

Si è ritenuto utile trascrivere integralmente i pochi documenti ritrovati e consultati nel 1980, (allora conservati presso il Deposito Rosmini dell’Archivio del Comune di Novara faldone XXIV - Contrade, piazze e vicoli-Ornato Pubblico), riferiti al periodo 1859 / 1935, che attualmente risultano dispersi e comunque non consultabili.

Vengono di seguito riportati esclusivamente dati certi, supportati dai relativi rimandi archivistici, per l’immediato eventuale reperimento in originale.

1840 (attribuzione)
Tipo planimetrico della Città di Novara con Progetto di riduzione de’ Baluardi a pubblico passeggio e sistemazione della Strada Circonvallazione. [Progetto Piano Regolatore per Novara di A.Antonelli, presunto] (MCT, disegno ad inchiostro nero ed acquerello colorato, cm. 71 x 103, s.f. e n.d. con aggiunte a matita), Nel disegno è chiarissima l’ipotesi di apertura diretta sul baluardo della Contrada di Sant’Agata. (v. ALLEGATO 1)

30 novembre 1846
Rogito Gennaro Gatti Regio Notaio Segretaro Capo dell’Intendenza Generale, (ASN, Insinuazione Novara, anno 1846, b.1169, vol. 27). Verbale di vendita tra la Città di Novara ed i cittadini che ne avevano fatta richiesta dell’area dei Bastioni rimasta disponibile in seguito alla sistemazione del recinto della Città. Nell’atto risultano, fra le altre, le vendite Al Signor Giovanni Giacomo Turco detto Turcotti dell’area antistante alla di lui casa al N° civico 477 ed in mappa 4057-4058 (…) Con patto espresso e convenuto che aprendosi dalla Città la nuova contrada in continuazione alla contrada posta di fronte alla chiesa di San Gaudenzio debba il suddetto Signor Turco retrovendere alla città metri superficiali quadrati cinquantotto dell’area suddetta da lui acquistata e riceverne il prezzo in ragione di quello da lui pagato e non altrimenti ed Alla Signora Carolina Faa vedova Costa del fu Avv.to Francesco nato e domiciliato in questa Città accettante e stipulante per la medesima il Causidico Collegiato Sig.r Emilio Spreafico del vivente causidico Giovanni anche nato e domiciliato in questa Città Pro.ra Speciale per mandato 25 scadente mese autentica del Notajo Carlo Galli che si inserisce originalmente Metri superficiali quadrati trecento sessanta di area antistante alla di lei casa marcata col Civico N°476 ed in mappa distinta col N°4059 alla quale fanno coerenza a levante casa suddetta, da mezzodì area ceduta al Signor Turco da ponente linea del nuovo passeggio ed a tramontana area ceduta alla Signora Leonardi Gibellini (…)

6 marzo 1848
Il primo documento fondamentale per la ricostruzione delle vicende storiche riguardanti l’edificio antonelliano conosciuto col nome di Casa Bossi risale ad un atto notarile rogato il 6/3/1848 dal notaio Carlo Gaudenzio Speciani (ASN, Notai, 13981).
Infatti a questo documento, con cui la proprietaria Sig. Carolina Faa vedova dell’avvocato Luigi Costa vende l’area fabbricata, identificata come corpo di casa civile e rustico con annesso giardino, al Cav. e Maggiore nelle Regie Armate Fortunato De Genova di Pettinengo è allegato un disegno autografo dell’ing. Gius. Contorbia, datato 4 marzo 1848. Tale elaborato riguarda il Tipo dimostrativo della Casa e Giardino di Proprietà della Sig.ra Carolina Faa V.a Costa esistente in questa Città al Civico N.476 e nella pianta al N.4059 di Per. 1.4 censita Sc. 1316.2.2 e quanto al Giardino al N.4060 di Per. 0.20 censite Sc.10. oltre l’area stata acquistata dalla Città ed annessa al Giardino rilevante a Metri quad. N.360 pari a Per. 0.13.2/5 cioè la costruzione ed il giardino siti nell’allora Contrada di Sant’Agata. [Dal confronto tra questo disegno ed i rilievi successivi è possibile analizzare come e quanto l’intervento antonelliano abbia sfruttato la preesistenza].
Una copia di un disegno analogo trovasi anche in: (ASN, Insinuazione Novara, cass.3, dis.41).

1850
La proprietà passa, per successione ereditaria dal padre, a De Genova di Pettinengo Nobildonna Damigella Amalia fu Cav. Fortunato.

13 maggio 1857
Il Consiglio commette al Sindaco di provvedere agli Studi necessari per aprire una via ai baluardi di ponente. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5, dal sommario del fascicolo: originale non presente!).

9 luglio 1857
Con atto 9/7/1857 rogato Carlo Carotti notaio in Novara (ASN, Notai) Il Corpo di Casa civile, e rustico con annesso giardino situato in questa città nella Contrada detta di Sant’Agata distinto con Numero quattro cento settantasei ed ubicato in Mappa quello sotto il numero quattro mila cinquantanove, questo sotto il numero quattromila sessanta; consistente il Corpo di Casa in diversi locali inferiori e superiori, e situato il Giardino a tramontana della Casa Civile, dell’area superficiale il primo di are sette centiare sessantatrè, milleare sessanta, eguale a pertiche una, tavole quattro, coll’estimo censuario di scudi mille trecento sedici, lire due ottavi due, il secondo di are cinque, centiare quarantacinque, milleare quaranta pari a tavole venti coll’estimo censuario di scudi dieci. A quali corpo di Casa e giardino va eziandio annesso, e, resta compreso in questa Vendita l’area una volta Spalti di questa Città, dal lato di ponente, del quantitativo di metri quadrati superficiali trecento sessanta, presentemente concentrata del detto giardino viene venduto dalla Signora Marchesa Amalia De Genova di Pettinengo Coconito di Montiglio fu Cav. Tenente Colonnello Luigi Fortunato, al Signor Luigi Desanti fu Ottavio, nato a Bonifacio in Corsica.

6 agosto 1857
Lettera al Sindaco del sig. Luigi Desanti (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).
Sig.r Sindaco Desideroso lo scrivente, acquisitore della casa Pettinengo al C.o N.o 476 situata nella contrada di S.Agata, di erigere quanto prima un fabbricato in compimento dell’acquistato, e avendo saputo essere nelle viste dell’Onor.le Municipio di aprire una contrada sulla tratta dei baluardi tra porta Torino e porta Sempione, troppo incomoda per la sua non interrotta lunghezza, crede opportuno, nell’interesse della Città e prima di addivenire all’erezione del suo nuovo fabbricato, di avviare col Sig.r Sindaco una pratica tendente a far decidere l’esecuzione di questo progetto dall’Onorevole Municipio ben concepito e non men beneviso ai cittadini; a facilitare l’aprimento della contrada di S.t Agata col proprio concorso, ed a mettere in avvertenza l’Onorev.le Municipio, che, ora non facendolo, lo scrivente non avrebbe più in avvenire alcun interesse a parteciparvi.
Lo scrivente non dubita, che l’Onorev.le Municipio si deciderà a preferire l’aprimento sui baluardi della contrada di S.Agata a quello di qualunque altra, qualora abbia riguardo allo scopo voluto, che è quello di aprire un comodo accesso alla città pei passaggieri, che si trovano su quella tratta di baluardi e che, o per desiderio, o per improvviso accidente, si decidono d’internarvisi; e quello di combinare ad un tempo la regolarità, l’ornamento e la bellezza indispensabili in una contrada nuova, onde non riesca uno sconcio modellato sulle antiche; che perciò non si lascierà indurre ad aprire invece la contrada di S.ta Chiara od una contrada tra la caserma dei Carabinieri R. e la casa Arditi sulla piazza S.ta Agata, perché la prima non toglierebbe l’incomodo della lunga tratta e tanto varrebbe non aprirla; la seconda, se in parte conseguirebbe il suo scopo, non aprirebbe però mai una regolare e bella contrada diretta ad un punto importante della città, ma sarebbe non più di un vicolo, che ben meschinamente sortirebbe al desiderato intento.
Sulla persuasione, che venga preferito ad ogni altro l’aprimento della contrada S.t Agata, ben lieto lo scrivente di vedere nell’esecuzione di quest’opera in concorso l’interesse pubblico ed il proprio e di potere quindi all’uno e all’altro giovare ad un tempo, si dichiara pronto pel taglio di questa contrada a fare quanto altri fin’ora non fece in simili occasioni, a concorrere cioè nel sopportare parte della spesa obbligandosi a tale effetto di pagare alla Città quattromila lire, di prolungare sul medesimo disegno la facciata della sua casa fino sui baluardi e di rilevare a prezzo di stima dalla Città l’area da Essa comprata, la quale sarà necessaria allo scrivente per portarsi col suo fabbricato sulla linea della contrada medesima.
Lusingasi lo scrivente, che l’Onorev.le Municipio, considerato il comodo dei cittadini, l’ornamento della città, la convenienza di aprire la contrada di S.Agata a preferenza di ogni altra, l’offerta dello scrivente a suo credere non isprezzabile, l’opportuna circostanza della fabbrica, che esso erigerebbe a decoro della contrada medesima e tenuto presente, che, ove lo scrivente, obbligato di operare nella propria casa le riforme ed ampliazioni necessarie, fosse astretto di farlo ora diversamente dal sovr’accennato modo, non si troverebbe più in grado nell’avvenire di fare alcun sacrificio di denaro per concorrere alla spesa dell’aprimento della contrada, deciderà per l’esecuzione del taglio della medesima accogliendo l’offerta dello scrivente, che perciò si rivolge alla nota gentilezza del Sig.r Sindaco, onda voglia sottoporre la pratica all’Onorev.le Consiglio Comunale e Lo prega di sollecitare al più presto o in un modo o nell’altro. Novara 6 agosto 1857. Luigi Desanti

7 agosto 1857
Al Sig. Luigi Desanti - Novara. Apprezzando lo scrivente la offerta fatta dalla S.V.Ill. pel concorso nelle opere necessarie al progettato prolungamento della via di Sant’Agata, a significa che sarei per avviare quanto prima le opportune pratiche, onde vedere se e come possa attuarsi una tale opera. Il Sindaco Rossi. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).

11 agosto 1857
Al Cav. Ing. Agnelli Antonio. Essendosi riconosciuta la necessità di aprire una via che metta sui baluardi nello spazio compreso fra il corso di porta Torino e la via di San Giulio, il Consiglio comunale in sua adunata del 15 maggio ora scorso incaricava il Sindaco di far procedere agli studi necessari per riconoscere qual sarebbe la sede più conveniente per l’eseguimento di una tale opera in quelle adiacenze. Crede bene chi scrive di scegliere la S.V. Ill.ma per la compilazione di un tale lavoro, ben sapendo con quanto zelo, premura e disinteresse si presti ad assecondare la vista di questo Municipio, e quindi la prego a recarsi presso di lui per aver quei maggiori ragguagli che gioveranno alla formazione di questo progetto. Il Sindaco Rossi. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).

18 agosto 1857
Lettera a Gaudenzio Turco per accesso alla di lui casa per poter compiere i sopralluoghi necessari all’elaborazione del progetto. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5, dal sommario del fascicolo).

12 dicembre 1857
Progetto dell’Ing. Civico Antonio Agnelli per l’apertura della via Pier Lombardo sul Baluardo. Relazione con allegato un disegno comprendente: Tipo N°1 - Stato attuale della Contrada e Piazza di S.Agata e Tipo N°2 - Contrada di S.Agata prolongata fino all’incontro dei Baluardi. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5, e Disegno 173). (v. ALLEGATO 2)
Novara, al S. Sindaco. Ill.mo Signore Nella parte della città posta fra il corso Porta Torino e la Contrada di S.Giulio, si può in due diverse località porre in comunicazione le contrade interne col passaggio del Baluardi; una in continuazione della Contrada Santa Chiara, l’altra di quella di S.Agata nella parte posta di fronte alla Chiesa di S.Gaudenzio. La vicinanza della Contrada di S.aChiara a quella di S.Giulio che mette ai Baluardi, fa sì che di preferenza abbia a scegliersi la seconda per cui questa sola mi farò qui in seguito a ragionare. Il nuovo tronco di strada ad aprirsi per continuare la tratta di Contrada di S.Agata posta di fronte alla Chiesa di S.Gaudenzio cade per intero nella casa segnata col civico N°477 propria del Sig.Gaudenzio Turco occupandone circa due quinti ossiano metri quadrati 198, che si riducono a soli 140 sotraendone metri 58 che la Città ha diritto di riprendere in forza della riserva contenuta nel contratto, col quale nel 1845 venne allo stesso Sig.Turco deliberata una parte di terreno che ora fa parte della casa che si vorrebbe colla proposta continuazione di strada ad occupare;ciò però non toglie che la casa Turco abbia ad esservi quasi per intiero demolita, in quanto chè continuando la linea della suddetta Contrada viene la casa ad esservi tagliata per diagonale lasciando due triangoli, uno a tramontana in contatto col palazzo del Sig.De Santi, l’altro confinante verso mezzogiorno colla casa degli Eredi Galli, come dal qui unito Tipo N°1 si può rilevare. Ciò premesso ad evasione dell’onorevole incarico che piacque alla S.V.Ill.ma di affidarmi con lettera delli 11 agosto ultimo scorso N°492; sarei ad osservare che se è a ritenersi che il Sig. De Santi acquisti il triangolo ABFE dificilmente potrà l’altro triangolo DCGH convenire agli Eredi Galli coi quali solo confinare potendo questo altrimenti allinearsi per non essere suscettibile stante la sua piccola estensione e cativa configurazione d’erigervi un fabricato qualunque, converebbe a lasciarlo ad uso pubblico come piazzale, ovvero cercar modo di riunirlo alla piazza di S.Agata, il che farebbe a creder mio ciò che farsi potrebbe di meglio. Dal qui unito Tipo N°1 si vede che per questo ottenere converebbe che la Città oltre alla casa Turco acquistasse la piccola parte della Casa Galli segnata ILDM di circa metri 140, cessione che non sarebbe a questa di grave pregiudizio qualora le si cedesse in sostituzione / oltre l’indennizzazione che potrà essergli devoluta / la parte della casa Turco OGCM di metri quadrati 80 circa: osservando per ultimo che se la spesa occorrente è di qualche considerazione per la città, può questa di molto diminuire col concorso del Sig. De-Santi, al quale riesce più che ad altri profittevole la continuazione della Contrada ai Baluardi col proposto prolungamento dell’attigua pazza di S.Agata come vedesi da qui annesso Tipo N°2. Ing.e Agnelli.

23 dicembre 1857
Dagli “Atti del consiglio Comunale di Novara”, precisamente nell’adunanza pubblica del 23/12/1857, (Cfr. BCNN, Verbali a stampa), risulta un interessamento diretto del sig. Luigi De-Santi circa l’ipotesi dell’apertura con prolungamento della via di Sant’Agata. Qui infatti egli si dichiara disposto, in quanto proprietario della casa che ne trarrebbe più d’ogni altra vantaggio, ad offrire al Municipio lire 4000 per contribuire alle spese necessarie all’attuazione del progetto, peritato dall’ingegnere Agnelli, che prevedeva la necessità della demolizione pressoché totale della casa del Sig. Gaudenzio Turco.

14 giugno 1858
Lettera al Sindaco del sig. Luigi Desanti (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).
Ill.mo Sig.r Sindaco Con lettera delli 6 agosto tr. lo scrivente esponeva alla S.V.Ill.ma avere presentito, come il Municipio di Novara, in seguito alla mozione fatta in Consiglio da uno de’ suoi membri di aprire un nuovo adito a rompersi nello spazio compreso tra Porta Torino e Porta Sempione, fosse venuto nella intenzione di attuare il progetto mediante il taglio della casa Turcotti, e conseguente prolungo della Strada di S.Agata fino al bastione.
Quella operazione nel mentre avrebbe soddisfatto al desiderio espresso nel Consiglio e presentata la prospettiva di S.Gaudenzio a quella distanza che la grandiosità dell’edifizio richiede, poteva riescire anche di qualche utile al ricorrente e modificare forse il sistema delle nuove costruzioni, che sta per erigere nella casa da esso recentemente acquistata dalla Marchesa Coconito Pettinengo.
Nella persuasione quindi che il Consiglio fosse per adivenire all’acquisto della casa Turcotti, lo scrivente preveniva la S.V. Ill.ma dell’intenzione di concorrere nell’opera per una somma di L. 4/m oltre all’offerta della compera a prezzo di perizia della parte di detta casa che in conseguenza dell’apertura del nuovo tronco di strada fosse stata staccata e si trovasse adiacente a quella dell’esponente.
Sembrava a chi scrive che un’offerta di tal natura, avesse dal Consiglio ad essere presa in molta considerazione, non solo perché l’area occupata dalla Città veniva ad essere approssimativamente pagata, ma ben anche perché la porzione di maggior valore che restava annessa alla casa del ricorrernte avrebbe trovato acquistare su quelle basi che bastavano a guarantire la Città da una perdita rilevante.
In questo pensiero sembra concorresse la S.V.Ill.ma la quale con lettera dello 7 Agosto 1857 si compiaceva esternarmi la sua soddisfazione e darmi lusinga di vedere in breve portato in seno del Consiglio il progetto per essere dal medesimo discusso.
Da quell’epoca lo scrivente non ebbe più notizie della pratica, e la tornata di Primavera stà per avere il suo termine senza che per quanto al medesimo consta la sua proposta sia stata portata in Consiglio.
Intanto eseguite tutte le demolizioni prescritte dall’Architetto, lo scrivente dovrebbe ora por mano alla riedificazione della sua casa e dare a questa quella forma e quella estenzione che l’area addimostrerà più regolare e più conveniente.
Perciò è di tutta urgenza che le deliberazioni definitive del Consiglio sieno e pronte e chiare, tanto più che ove il taglio venisse approvato la prospettiva della casa del ricorrente andrebbe soggetta a considerevoli modificazioni.
In tale stato di cose il ricorrente offre nuovamente L. 4/m e l’acquisto totale delle porzioni della casa Turcotti non demolite al prezzo che da un perito di comune accordo eliggendo verrà stabilito, e porge nuova preghiera alla S.V.Ill.ma perché voglia sottoporre la pratica al Consiglio promuoverne le deliberazioni e comunicare il risultato allo scrivente per quelle norme che nell’attuale sua condizione sono indispensabili al nuovo impianto del suo edifizio.
Intanto ho il bene di riaffermarmi della S.V.Ill.ma Devot.o ed Obb.o Servitore
Luigi Desanti Novara li 14 giugno 1858

17 giugno 1858
Il Sindaco di Novara, Rossi, risponde a Luigi De-Santi
Novara 17 giugno 1858, N.271 Risposta alla nota 14 corrente
Oggetto: Prolungazione della via di Sant’Agata
Lo scrivente riscontrando nel principio della lettera, cui si risponde, che la S.V. Ill.ma nell’esporre il Suo divisamento di concorrere per £.4/m alle spese di apertura della via si Sant’Agata si offre di acquistare a prezzo di perizia quella parte della casa Turco, che staccata dalla rimanente in conseguenza dell’opera venisse ad essere adiacente alla di lei casa, riscontrando in appresso e sul finire della lettera medesima, che le Sue proposizioni vengono espresse in termini più generali, poiché dichiara di fare l’acquisto totale delle porzioni della casa Turco non demolite, e non soltanto delle porzioni contigue alla sua proprietà, trova necessario che innanzi tutto la S.V. voglia essergli cortese di manifestargli con altre più esplicite spiegazioni le sue precise profferte a sciogliere per tal modo il dubbio che nasce dal confronto delle sovra riferite parole. Il Sindaco Rossi
. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).

L’intervento antonelliano

5 luglio 1859
Il nuovo proprietario sig. Luigi Desanti inizia, poco dopo l’acquisto, opere di ampliamento e modifica della sua nuova proprietà. Il 5/7/1859 attraverso una lettera, per suo conto, autografa dell’ing. Francesco Pinardi chiede di poter estendere il secondo piano della nuova sua fabbrica anche sulla fronte vecchia della sua Casa in Via S.Agata per la tratta di tre fenestre consecutive a partire dall’angolo Sud-Ovest, in armonia alla decorazione della fronte sottostante, quale rimane inalterata non effettuandosi per ora la apertura della Via sui baluardi, a ciò senza la preventiva presentazione di analogo disegno per non essere costretto a ritardarne la esecuzione. (ACN, Ctl. XXIV - Contrade, Piazze e Vicoli, Ornato Pubblico).

31 dicembre 1860
Dagli “Atti della Giunta Municipale di Novara”, (Cfr. BCNN, Verbali a stampa), risulta che il 31/01/1860 Il Signor Luigi Desanti chiede una riduzione ragguagliata al reddito presunto di £.500 sull’imposta attribuita alla di lui casa posta in questa città, dichiara che la medesima per le opere di ricostruzione non ancora ultimate non offre altra abitazione all’infuori di quella descritta nel suddetto ricorso, la quale è tenuta dal proprietario.

15 marzo 1862
Dal registro del Vecchio Catasto del Comune di Novara, al Foglio 284, vol.105, risulta che per Decreto Prefettizio 15/3/1862 e giusta la legge 31 marzo 1851 si carica la parte fabbricata sui Baluardi via della Porta Gibellina del maggiore reddito di 600. (ASN)

23 agosto 1862
Il Signor Luigi Desanti chiede l’autorizzazione, prescritta dal Regolamento d’Ornato, per sostituire il muro di cinta alla sua Casa, dalla parte di Ponente sulla Passeggiata rimpiazandolo con un cancello in ferro, sottomette il modello di detto Cancello per la loro approvazione; (ACN, Ctl. XXIV - Contrade, Piazze e Vicoli, Ornato Pubblico).

18 aprile 1863
Lettera del Sindaco al Sig. Luigi Desanti per invitarlo a recarsi al Palazzo Municipale domani onde conferire sull’apertura della via di Sant’Agata. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5, dal sommario del fascicolo).

22 aprile 1863
Perizia della Casa Turco. Città di Novara - Ufficio d’Arte, Novara il 22 aprile 1863 Incaricato verbalmente il Sottos.o dall’Ill.mo Sig. Sindaco di procedere alla enumerazione dei singoli locali che compongono la casa distinta col C.o N°477 propria del Sig. Turco Gaudenzio, valutandone altresì il rispettivo prezzo d’affitto ritraibile, e riferendo in ordine alla condizione solida ed estetica del fabbricato stesso, si esprime: che il medesimo, a disimpegno di quanto sovra, si è ieri trasferito sul luogo, ove praticò un attenta e minuta ispezione d’ogni cosa, il cui risultato è come segue. Piano Terreno (…) Ammezzati (…) Primo Piano Superiore (…) Secondo Piano Superiore (…) Nella Corte (…) di cui totale affitto ritraibile £.1,920. L’aspetto della casa tanto esternamente quanto nell’interno è mediocre, la parte interna è favorita dalla spaziosa ed amena vista delle alpi ed adiacenze, le imposte in generale sono in buono stato, li muri appaiono solidi e di buona costruzione, il coperto trovasi anch’esso in discreto stato, la scala principale è di vivo, con ringhiera in ferro, e finalmente li camini sono forniti di telaro di marmo in quasi tutte le camere, e di molera nelle cornici. Tanto si riferisce in evasione dell’avuto incarico. Il Ditrett. Dell’Uff.o d’Arte Dell’Ara. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).

16 maggio 1863
Lettera al Sindaco di Novara, di Gaudenzio Turco, che spiega e puntualizza come effettuare il contratto di vendita della propria casa. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).

25 maggio 1863
Dagli “Atti del Consiglio Comunale di Novara” precisamente nell’adunanza pubblica del 25/5/1863, (Cfr. BCNN, Verbali a stampa), risulta che l’apertura della Contrada di Sant’Agata sul Baluardo non era ancora stata effettuata, infatti (…) osserva il referente, che allo stato delle cose non essendosi potuto sulle basi di un positivo accordo mutuamente accettato concretare una proposizione che permettesse, come speravasi dapprima, di promuovere su di essa le definitive deliberazioni di questa assemblea, gli sembra che sia il caso di considerare per ora come prematura una determinazione in proposito del Consiglio.

26 maggio 1863
Lettera di partecipazione al Sig. Turco. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5), nota estratta dal sommario del fascicolo, in quanto non presente in originale.

25 giugno 1863
Atti del Consiglio Comunale di Novara, (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).
Adunanza di prima convocazione del 25 giugno 1863 presieduta dal Sindaco Sig. Caval. Carlo Magnani Ricotti coll’intevento di 24 Consiglieri e col ministero del Segretario Direttore del II Ufficio Cesare Marano.
Il Presidente accenna di dover ragguagliare il Consiglio, del come egli sia stato, non tra gnari officiato tanto a nome del Signor Turco Gaudenzio che del Signor Desanti di entrare in trattative, per la compera a farsi dal Municipio della Casa dal primo di essi posseduta al Civ.o N°477 in contiguità a quella del secondo, onde ivi aprire, secondo il Comune desiderio un comodo sbocco alla via che dalla Basilica di San Gaudenzio verrebbe ivi a riescire direttamente sul baluardo di porta Torino. Soggiunge quindi allo stesso riguardo come dopo di avere in proposito sentita la Giunta, non abbia egli esitato ad entrare in opportuni concerti per una parte col Sig. Desanti, il quale a tenore dei preliminari accordi avrebbe dovuto concorrere col Municipio all’acquisto della Casa Turco in un porzione ragguagliata ai due terzi dei prezzi della medesima, quando si fosse praticata l’apertura dell’ideata via giusto il relativo progetto dal Sig. Ingegnere Caval Agnelli compilato fino dal 12 Dicembre 1857, e per l’altra col Sig. Turco Gaudenzio, onde seco lui stabilire il prezzo di cessione della casa stessa. La prima offerta fatta a quest’ultimo, prosegue il riferente, non eccedente le lire 20,000, veniva in progresso di trattativa portato fino a £.22,000 con dichiarazioni però che né per parte del Municipio, né per parte del Sig. Desanti sarebbesi ulteriormente accresciuto il limite di tale somma. Ciò non ostante, avverte, quasi in via di transazione furono proprio offerte al Sig. Turco lire 22,500 colla condizione però che rimaner dovesse a totale di lui carico il riscatto e consolidamento del livello di lire 630 gravitante sull’anzidetta casa, lasciando così anche a tutto di lui vantaggio il ricavo dei materiali provenienti dalla demolizione della casa stessa. E questa seconda offerta, ad ultimazione di trattativa portata fino alla somma di lire 23,000 non senza dichiarare che per la prima combinazione non si sarebbe aumentata l’offerta somma neppure di un millesimo di più.
A concretare in via definitiva gli intesi accordi il Signor Turco con sua nota del 16 corr.e diretta al riferente, venne a proporre che il Contratto di vendita e compera della Casa in discorso avesse a ritenere per inteso per il prezzo di Lire 22,500 al minimum, colla condizione però che dovesse rimanere a carico dell’acquirente ed a totali di lui spese il pagamento del menzionato annuo livello, col laudemio del 2 p % di cui in istromento d’enfiteusi 25 luglio 1831 rog. Gatti, e di operare il riscatto a termine della legge 31 Luglio 1857 e giusta le norme della precedente Legge 31 Marzo 1851 relativamente alle deduzioni a farsi, tenendo così di quanto sopra pienamente rilevato ed indenne il venditore.
La premessa essenziale proposta in un colle aggiunte accessoriamente apposte dal Sig. Turco nella citata nota, (della quale il riferente dà lettura al Consiglio), essendo state comunicate alla Giunta, questa incaricava il riferente di portarle a cognizione del Sig. Desanti: il quale però, lungi dal far buon viso alla nuova domanda in detta nota esposta dal Sig. Turco si mostrò vivamente dispiacente che quest’ultimo si fosse nella domanda stessa discostato dagli accordi primitivamente intesi, e protestò nettamente che non solo non l’avrebbe accettata, ma che prendeva da ciò argomento per rinunziare anche alla primitiva combinazione delle Lire 22,000.
Ciò esposto, osserva il riferente, che allo stato delle cose non essendosi potuto sulle basi di un positivo accordo mutuamente accettato concretare una proposizione che permettesse, come speravasi dapprima, di promuovere di essa le definitive deliberazioni di quest'Assemblea, gli sembra che sia il caso di considerare per ora come prematura una determinazione in proposito del Consiglio. Per cui, se la assemblea acconsente, egli dichiarerebbe per ora aggiornata a tempo indeterminato la trattazione dell’affare in discorso, salvo a richiamare su di esso l’attenzione del Consiglio, quando per avventura un mutuo accordo nelle parti rendesse possibile la presentazione di una proposta definitiva, o sulle basi primamente intese, o sopra altre di diversa natura, le quali rendessero accettabile nel Comune interesse dei contraenti il nuovo partito.
L’assemblea dà atto al Sindaco della Comunicazione da lui fatta in ordine a quanto sopra, e dopo brevi osservazioni fatte da alcuni consiglieri sul Contenuto nella domanda Turco, a grande maggioranza adotta sulla medes.a il proposto aggiornamento.
In originale sottos.o C.Magnani Ricotti Sindaco, Barosio Ass.e anz.o, Avv. L.Daffara Seg.o Gen.e del Municipio.

10 dicembre 1863
Relazione di Perizia dell’Ing. Luigi Ricca circa il valore dell’immobile in proprietà Gaudenzio Turco (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).
Relazione Il piano regolatore della città nella parte che prospetta ai pubblici ripari o Baluardi detta di Porta Vercelli, segna l’apertura di una nuova via in continuazione della via Pier Lombardo, attraversando la Casa del Sig. Turco Gaudenzio al N° 477, la quale prospetta la facciata della chiesa di S.Gaudenzio.
Questa parte del piano regolatore rimane sino ad ora ineseguita; presentasi in oggi favorevole l’occasione per mandarlo ad effetto, offrendosi il Sig. De Santi di rilevare la parte della Casa Turco eccedente il bisogno per l’aprimento di questa nuova via, epperciò sarebbonsi aperte pratiche col Proprietario Sig. Turco sovra nominato.
Senonchè prima di addivernire alla definizione di questa pendenza, ed a completare la pratica è d’avviso l’Ill.mo Sig. Sindaco, sia necessario il giudizio di persona dell’arte per conoscere il vero valore della Casa in questione.
A tale effetto avrebbe incaricato me Ing.e Sottoscritto di procedere a regolare perizia di detta Casa, non che emmettere il mio giudizio sul valore dello spoglio di detta Casa, nel caso che volendo mandare ad effetto il progetto dell’aprimento della nominata Via, dovesse la stessa Casa venire atterrata.
Aderendo all’affidatomi incarico, preso cognizione dello Stato della Casa, detta qualità e quantità dei membri dei quali è composta, mi posi in grado di emettere al riguardo il mio subordinato parere.
La Casa Turco distinta col Civico N°477 trovasi come dissi di sopra, di prospetto alla Basilica di S.Gaudenzio, e prende l’accesso tanto dalla Via Pier Lombardo, quanto da quella S.Agata, avendo pure altro accesso dai Baluardi di Porta Vercelli.
Essa è costituita da tre braccia di fabbricato, quello di facciata verso levante ed i due laterali appoggiantisi alle due limitrofe Casa De Santi e Galli.
Questi due bracci sono uniti tra loro al primo piano da terrazzo al quale sottostà un portico che divide la Corte dal Giardino.
La detta Casa ha un piano terreno e due piani superiori. La sua costruzione è buona essendo stata da non molto restaurata ed il tetto è in buono stato con sufficiente e robusto legname. Due scale in vivo servono a dare accesso agli appartamenti superiori, oltre ad altra piccola scaletta interna che dal piano terreno mette al primo piano superiore, ed altra simile che mette ai mezzanini.
Avuto pertanto riguardo allo stato della casa, alla disposizione degli appartamenti, al presumibile ricavo a titolo di Affitto; fatta la deduzione dei carichi ed annue riparazioni, sono d’avviso che il valore capitale della medesima ascenda a £. 29977. /ventinovemilanovecentosettantasette. Gravita però sulla detta Casa un annuo livello di £.333. se non erro, questo dovrebbe venire svincolato dal Proprietario della Casa, o quanto meno deve dedursi dal capitale valore di essa Casa il Capitale corrispondente e rappresentante il livello.
Riguardo alla seconda parte del mio mandato, fatti li calcoli della cubatura delle muraglie, risultarono queste sotto deduzione dei vani di porte e finestre del complessivo volume di metri cubi 920./novecentoventi.
Il tetto risulta della superficie di metri 517./cinquecentodiciassette.
Pavimenti di tavelle metri superficiali trecentoquarantatre /343.
Sui soffitti metri trecento sessanta /360.
Sue volte metri superficiali Duecento trentacinque/235.
Quindi ritenuto che li mattoni provenienti dalla demolizione dei muri abbiano per un terzo a rompersi e ridursi in frantumi; Che li mattoni provenienti dalla demolizione delle volte abbiano a rompersi per la metà; Deducendo pure due quinti delle tavelle dei Pavimenti formati in tavelle dette di Pavia; Ritenuto ancora che la metà delle assa ricavando dalla demolizione dei soffitti sia fracida e non abbia a considerarsi che come legna da fuoco, e così tutte le codighette dei tetti; Dato un valore ai serramenti di Porte, Uscii e Finestre a vetri con ferriate e senza in numero di oltre centotrenta e così alli gradini e repiani in vivo, ferriate e marmi, sotto deduzione dell’importare delle spese di demolizione risultò il valore dello spoglio della Casa in Lire cinquemilasettecentotrentasei e centesimi novantaquattro /5736.94/.
Ciò è quanto ho l’onore di riferire in esaurimento dell’affidatomi incarico.
Novara 10. Dicembre 1836. Ing. Luigi Ricca

11 dicembre 1863
Disegno riguardante il Tipo rappresentante la Via Pier Lombardo e suo prolungamento fino all’incontro del Baluardo.In orig.le, Novara 11 D.mbre 1863, Il direttore del C.o Uff. d’Arte A. Dell’Ara. (ASN, Insinuazione Novara, anno 1864, vol.6° n°1606).

12 dicembre 1863
Proposta in ordine all’acquisto e all’atterramento della casa Turco per l’apertura della via Pier Lombardo, firmata Luigi Desanti, Gaudenzio Turco detto Turcotti ed approvata dalla Giunta in seduta del 12 dicembre 1863, (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5).
1° Il Sig. Gaudenzio Turco cede e vende al Municipio di Novara e al Sig. Luigi Desanti l’area posta in questa Città, distinta nella mappa coi numeri 4057 e 4058 e circoscritta nell’annesso disegno dalla linea avente le lettere AB. BC. CD. DA., cioè al Municipio la porzione della medesima occorrente all’apertura e continuazione verso i baluardi della via Pier Lombardo, qual è quella compresa fra le linee EF. FG. GH. HE. Marcata nel sudetto Tipo, e al Sig. Desanti la rimanente superficie.
2° Il prezzo di tutta quest’area è convenuto in Italiane £. 16.000 da pagarsi dal Sig. Desanti, rimanendo a carico del Municipio il livello di annue £. 355 verso l’Opera pia Sottile, di cui il venditore dichiara gravato lo stabile.
3° Esistendo nell’area suddetta un fabbricato, convengono le parti, che il medesimo abbia ad essere demolito a tutte spese del Municipio, al quale sono dal Sig. Turco ceduti i materiali per £. 6000.
4° Il pagamento del pattuito prezzo non sarà effettuato, che allorquando, o mediante assegni o altrimenti verranno ad essere cancellate tutte le iscrizioni di privilegio e d’ipoteca, esistenti sulla proprietà suddetta.
5° Il possesso sarà dato dal venditore non più tardi del 29 settembre 1864. da qual giorno gli acquisitori pagheranno gli interessi in ragione del 5.p % sulle rispettive quote.
6° La demolizione e lo sgombro dell’area dai materiali saranno fatti nel termine da convenirsi all’atto della riduzione del presente progetto in forma pubblica.
7° Tutte le spese di questo contratto sono a carico particolare del Municipio.
8° Sino a che il Municipio non sia autorizzato a ridurre la convenzione ad atto pubblico a termini della legge Comunale sarà lecito al Sig. Turco di riscattare la suddetta annualità di £.335. in quale verso il Municipio pagherà £.6100 in rimborso del prezzo e della spesa dell’affrancazione, fermo il disposto dal precedente art.o 4°.
9° Nei rapporti fra il Municipio e il Sig. Desanti, si dichiara risolto il diritto riservato ad esso Municipio coll’Istrumento in data del 30 9mbre 1846 rogato Gatti.
10° La Giunta è autorizzata a stipulare il contratto definitivo in base a questi accordi, e con quegli altri patti, che reputerà utili o necessari onde il medesimo sorta il suo effetto.
11° E’ pur anche autorizzata a deliberare colle formalità prescritte la demolizione del fabbricato, e la vendita dei materiali. Novara addì 12 dicembre 1863. [firme].

15 dicembre 1863
Commissione Edilizia di Novara, oggetto: Progetto d’apertura della Via Pier Lombardo (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5)
L’anno 1863 addì quindici Dicembre nel palazzo civico. Convocata nei prescritti modi la Commissione edilizia, si è riunita nelle persone dei Signori: Magnani Ricotti Cav.e Carlo Sindaco Presidente, Carnaghi Giovanni Vice Presidente, Busser Ing.re Antonio, Ricca Ing.re Luigi., col ministero del Segretario del 1° Ufficio.
Il Presidente informa la Commissione avere la Giunta Municipale nella sua adunanza del 12 corrente, a seguito delle intelligenze passate col Sig. Luigi De Santi ed il Sig. Gaudenzio Turco detto Turcotti, formulate le sue proposte in ordine all’acquisto ed all’atterramento della casa del detto Turco al Civico N°477 all’oggetto di aprire la Via Pier Lombardo, prolungandola fino al baluardo di Porta Torino, secondo il progetto fattosi appositamente compilare dal Civ.co Ufficio d’Arte
Portante la data dell’11 corrente, che presento.
Prima di sottoporre le dette proposte al Consiglio Comunale invita la detta Commissione ad emettere il di lei avviso in linea d’arte sul progetto in discorso.
La Commissione, esaminato attentamente il presentato progetto, secondo il quale la Via Pier Lombardo verrebbe ad essere aperta per accedere al Baluardo di Porta Torino, mediante inoltramento nella sede della casa del detto Turco sulla linea E.F. e H.G., ritenuto essere la detta linea la più conveniente allo stato delle cose, sia per rispetto alla giacitura della attuale contrada Pier Lombardo, alla quale al certo non sarebbe il caso di introdurre alcuna innovazione, sia riguardo alla economia della spesa. Ritenuta inoltre la necessità e comodità di tale apertura, non essendovi altro pasaggio se non in grande distanza per accedere al pubblico passeggio dei baluardi, mentre tutte le altre località della Città sono provviste di facili e comode comunicazioni. Unanime esterna il favorevole suo voto per l’esecuzione del proposto progetto.

17 dicembre 1863
Il Consiglio approva il progetto di convenzione (cfr. 12/12/863) e dà alla Giunta le occorrenti autorizzazioni. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5, dal sommario del fascicolo: originale non presente!). Mentre dagli “Atti del Consiglio Comunale di Novara” (Cfr. BCNN, Verbali a stampa) precisamente nell’adunanza pubblica del 17/12/1863 risulta effettuato l’accordo fra il Comune ed i signori Turco e Desanti. Il signor Gaudenzio Turco cede e vende al Municipio di Novara e al sig. Luigi De-Santi l’area posta in questa Città, distinta in mappa coi numeri 4057 e 4058, (…) cioè al Municipio la porzione della medesima occorrente all’apertura e continuazione verso i baluardi della via Pier Lombardo, (…) e al signor De-Santi la rimanente superficie. (…) Il possesso sarà dato dal venditore non più tardi del 29 settembre 1864, (…).

18 gennaio 1864
Testimoniali di Stato della Casa marcata in mappa coi N°4057, 4058 e distinta esteriormente con Civico N°477 da cedersi dal Sig. Turco Gaudenzio alla Città di Novara. Il rilievo dello stato della Casa venne desunto nei giorni 11,12 e 13 Gennajo 1864 dal sottoscritto, col continuo contraddittorio del sottoscritto Sig. Turco, conformemente al contenuto dell’ordinanza dell’Ill.mo Sig. Sindaco datata 9 Gennajo 1864. Novara, 18 Gennajo 1864 Il direttore dell’Uff.o d’Arte A.Dell’Ara Il Proprietario Gaudenzio Turco detto Turcotti. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, b.550, fasc.5)

10 marzo 1864
Dal registro del Vecchio Catasto del Comune di Novara, al Foglio 284, vol.105, risulta che Per decreto [Prefettizio] 10/3/1864 e giusta la legge suindicata [31 marzo 1851] si carica detto fabbricato dell’altro maggiore reddito di 1252,50. (ASN)

15 marzo 1864
Vendita, a rogito Regio Notaio e Causidico Polastri Augusto, che il Sig. Turco fu Giovanni Giacomo effettua, alla Città di Novara rappresentata dal Sindaco Magnani Ricotti Cav. Carlo con quattro Assessori della Giunta Comunale, ed al Sig. Luigi Desanti (ASN, Insinuazione Novara, anno 1864, vol.1606). All’atto è allegato il disegno Tipo rapresentante la Via Pier Lombardo e suo prolungamento fino all’incontro del Baluardo in copia originale del 11-12-1863, f.to A.Dell’Ara. (…) Nei rapporti poi tra il Municipio ed il Sig. Luigi De-Santi, e giusta la riserva espressa nell’articolo sesto della suddetta convenzione il Municipio si impegna appena sia liberato lo stabile dai privilegi e dalle ipoteche di effettuare la demolizione della casa, e lo sgombro dell’area dei materiali e ciò nel più breve termine possibile.

1 aprile 1864
Copia del disegno riguardante il Tipo rappresentante la Via Pier Lombardo e suo prolungamento fino all’incontro del Baluardo. Per copia conforme, Novara 21 marzo 1864, Il direttore del C.o Uff. d’Arte A. Dell’Ara. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, B.550, fasc.5, Disegno 173).

13 luglio 1864
E’ di questa data l’atto notarile a rogito Avv.o Carlo Carotti Regio Notaio Coll. o, con cui il sig. Luigi Desanti, dovendosi rendere garante per un’asta indetta dall’Ospedale Maggiore di Novara e da lui vinta, sottopone ad ipoteca speciale la sua casa.
Per la garanzia di due annate del fitto del Tenimento di Zottico durante tutta la locazione di esso ora in corso, rilevanti a lire sessantacinque mille e sino soddisfatta ogni contabilità di bilancio, il Sigr. Desanti sottopone a speciale convenzionale ipoteca il grandioso corpo di casa con corte e giardino annessi di sua proprietà situati in questa Città in Mappa sotto li numeri quattro mille cinquantanove, quattro mille sessanta distinte col Civico numero quattro cento settantasei e come trovasi descritto e coerenziato nella relazione di perizia del Geometra Sigr. Perlati asseverata con giuramento il ventisette Giugno prossimo passato. (ASN, Notai).
La grande importanza del documento è dovuta all’allegata perizia tecnica che fornisce la prima ed unica descrizione scritta attendibile, sullo stato e consistenza dell’edificio con le sue pertinenze.

3 settembre 1864
Perizia, capitoli e testimoniali di stato, relativi all’appalto per la demolizione colla vendita dei materiali di ogni sorta ritraibili dalla casa numerata in mappa sotto i N°4057 4058, e distinta esteriormente dal Civ.o N°477 dal Sig. Turco Gaudenzio ceduta alla Città di Novara per istromento in data delli quindici Marzo 1864 rogato Polastri. (…) Novara 3 settembre 1864 Il direttore del C.o Uff.o d’Arte A.Dell’Ara.
Il documento è Approvato dalla Giunta municipale per deliberazione del 5 settembre 1864. (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, Contrade 1850-72, b.550, fasc.5).

5 settembre 1864
Approvazione dell’aggiudicazione all’incanto del contratto per la demolizione e la vendita dei materiali della casa al Civ.o N°477 del Sig. Turco, (ASN, Archivio Storico del Comune di Novara, Contrade 1850-72, Comune Moderno, Contrade 1850-72, b.550, fasc.5).

29 settembre 1864
Inizia da questa data il materiale possesso dell’area occupata della casa Turco, da parte della Città e del Sig. Desanti (Cfr. rogito Polastri 15/3/1864).

24 aprile 1865
Dagli Atti del Consiglio Comunale di Novara, precisamente nell’adunanza pubblica del 24/4/1865 (Cfr. BCNN, Verbali a stampa) risulta che si sta ora compiendo il prolungamento della via Pier Lombardo con l’apertura diretta sul Baluardo.

26 maggio 1865
In questa data il Signor Luigi Desanti presenta il disegno secondo il quale intende far ridurre parte della facciata della sua casa verso via Pier Lombardo chiedendone l’approvazione.
Di questo documento non esiste più l’originale, ma l’indice della cartella d’archivio, ACN, N°XXIV - Contrade, Piazze e Vicoli, Ornato Pubblico, riporta tale dicitura.

9 giugno 1865
Dagli Atti del Consiglio o Giunta Comunale. (Approvazione in via provvisoria disegno presentato da Desanti con ricorso del 26/5/1865)

14 ottobre 1865
Luigi Desanti muore e la proprietà passa alle figlie eredi:
Carlotta Desanti Talenti, Luigia Desanti Penazzo e Bianca Desanti Merialdi.

2 maggio 1867
Lettera agli eredi Desanti per far regolarizzare la porzione della facciata della loro casa corrispondente alla demolita casa Turco (o Turcotti, ex casa Sottile Canonico).
L’indice della cartella d’archivio, ACN, N°XXIV - Contrade, Piazze e Vicoli, Ornato Pubblico, riporta tale dicitura.

 

La proprietà passa al Cavalier Carlo Bossi

29 dicembre 1880
E’ di questa data l’atto a rogito Carlo Badò notaio in Alessandria (Cfr.ANDA) mediante il quale la proprietà passa dagli eredi Desanti al Cav. Carlo Bossi fu Carlo, nativo di Galliate (NO).
Il passaggio di proprietà era già avvenuto virtualmente il 7 ottobre 1880 per mezzo di una scrittura privata di vendita. Non potendosi infatti effettuare legalmente (a tutti gli effetti) la successione, essendo compresa tra gli eredi una minore, si dovette aspettare l’autorizzazione legale del Tribunale Civile di Acqui, rilasciata dal medesimo dopo regolare verbale del consiglio di famiglia. Dall’atto risulta inoltre che gli eredi si impegnano a far cancellare l’ipoteca gravante sull’edificio, in favore dell’Ospedale Maggiore di Novara (stipulata il 13/7/1864 dal primo proprietario Signor Luigi Desanti), ipoteca che risulta effettivamente cancellata il 12 luglio 1881.

11 maggio 1891
E’ di questa data la presentazione autografa del Cav. Carlo Bossi di regolare domanda per essere autorizzato a compiere lavori di sistemazione riguardanti la facciata laterale (in via Pier Lombardo) della propria casa.
Il sottoscritto intendendo di portare qualche variazione nella parte vecchia della sua casa in via Pier Lombardo ne fa domanda all’Onorevole Amministrazione Municipale per la voluta autorizzazione unendo all’uopo il relativo disegno.
Quasi certamente questi lavori avrebbero dovuto concludere l’opera del Desanti, ripresa dai suoi eredi, interrotta più volte e mai conclusa, riguardante l’ultimazione dell’angolo di sud-ovest della casa, dove era stata abbattuta la preesistente adiacenza (casa Turco), in seguito all’apertura della via Pier Lombardo sul Baluardo. (ACN, Ctl. XXIV - Contrade, Piazze e Vicoli, Ornato Pubblico. N.B. non risulta allegato alcun disegno!).

Dal 12 maggio 1891 al 16 settembre 1891
Appartengono a questo periodo una serie di materiali (lettere, deliberazioni, estratti di Giunta e di Commissione Edilizia, ecc.) incompleti e mancanti dei relativi disegni, conservati in: ACN (All’epoca della consultazione - Deposito Rosmini, Ctl. XXIV - Contrade, Piazze e Vicoli, Ornato Pubblico), riguardanti la disputa sull’ultimazione della facciata laterale dell’edificio risoltasi con un accordo del 16/9/1891. Questi documenti, pur nella loro parzialità e mancanza dei relativi elaborati grafici, testimoniano in maniera emblematica e particolarmente significativa sia la prassi d’approccio al caso specifico, sia le modalità procedurali attuate in merito; i documenti conservati risultano rispettivamente:

12 maggio 1891
Ufficio Tecnico di Novara, Protocollo N.244, l’Ingegnere capo Passerini all’Ill.mo Signor Sindaco.
Vista l’istanza in data 11 corrente mese presentata dal Signor Carlo Bossi e la relativa ordinanza della S.V.Ill.ma (Protocollo generale N°1142) quest’Ufficio crede che si possa concedere l’autorizzazione di modificare la facciata del caseggiato situato in Via Pier Lombardo a norma dell’unito disegno.

14 maggio 1891
Città di Novara, N.1142 del Protocollo, Estratto dagli atti della Commissione Edilizia.
La Commissione, preso in esame la domanda del sig. Bossi Carlo per la riforma della facciata della sua casa prospiciente la via Pier Lombardo secondo il disegno annesso alla detta domanda Visto il parere al riguardo emesso dall’Uff.o Tec.o M.le e dal relatore geom. Maffei Alessandro, Delibera di astenersi dall’emettere il suo parere non avendo avanti a sé il prospetto come ora si trova di tutta la fronte della casa Bossi di antica e di recente costruzione verso la Via Pier Lombardo, poiché ritiene che le linee del progetto presentato non possono coordinarsi colla parte del fabbricato già ridotto a forma architettonica dall’Arch. Antonelli.

22 giugno 1891
Città di Novara, N. 1142 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Giunta Municipale.
La Giunta Municipale, Visto la domanda presentata li 11 Maggio p.p. da Carlo Bossi per introdurre variazioni alla facciata di sua casa in Via Pier Lombardo N°4 in conformità al disegno annesso alla stessa domanda; Visto il rapporto 12 Maggio p.p. dell’Ufficio Tecnico Municipale e il voto emesso dalla Commissione Edilizia in Adunanza 14 stesso mese; Ritenuto che il richiedente successivamente ebbe a limitare la sua domanda al cambiamento del cornicione attualmente in legno con altro descritto anche nei dettagli nel nuovo disegno all’uopo presentato; Sentito l’Assessore delegato all’Edilizia; Delibera di autorizzare la esecuzione del detto cornicione conchè le mensole che si vogliono sostituire ai triglifi abbiano nella fronte tre scanalature simili a quelle dei triglifi medesimi.

3 agosto 1891
Città di Novara,N.1819 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Commissione Edilizia.
La Commissione, preso in esame il progetto dell’arch. Gius. Oliverio, in base al quale il sig. Carlo Bossi intende riformare la facciata della propria casa verso la via Pier Lombardo; Vista la precedente sua deliberazione del 14 maggio p.p. nonché quella della Commissione Edilizia in data 25 giugno 1865; Sentito per schiarimento il Direttore capo dell’ufficio tecnico Municipale; in primo luogo riconferma la precedente sua deliberazione 14 maggio u.s. respingendo anche il progetto attuale perché non risponde alle domande fatte colla deliberazione stessa; In secondo luogo respinge assolutamente l’innesto della facciata a stile barocco presentato, nella parte a stile classico dell’Antonelli, tanto più che gli assi delle finestre superiori non corrispondono a quelli delle inferiori del nuovo progetto, ed in ciò è lieta di trovarsi d’accordo colla sovracitata deliberazione della Commissione Edilizia in data 25 giugno 1865, colla quale si concedeva precariamente la conservazione della parte inferiore dell’antico fabbricato; E fa voti: Che sia eseguito completamente il progetto Antonelli, o quanto meno in quella parte in cui il fabbricato antico si innesta sotto la parte già eseguita del progetto medesimo; nulla ostando che per la parte in cui la nuova facciata si innesta nel fabbricato Antonelli, sia adottato lo stile del progetto Con sottoporsi ad ogni modo all’esame della Commissione, prima di procedere a qualunque variazione, il relativo progetto d’assieme.

3 agosto 1891
Città di Novara, Ufficio Tecnico, Protocollo N.414, l’Ingegnere capo Passerini all’Ill.mo Sig.Sindaco.
Visto il disegno dell’Architetto Oliverio secondo il quale il Sig. Carlo Bossi intende modificare la facciata del proprio caseggiato, e la relativa ordinanza della S.V.Ill in data corrente mese (Protocollo generale N°1819) quest’ufficio crede che si possa concedere la chiesta autorizzazione.

4 agosto 1891
Città di Novara,N.1819 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Commissione Edilizia.
La Commissione; In ordine alla vertenza sul progetto di riforma della faciata di cui trattasi; Visto la sua deliberazione del 3 corrente mese; Udite le considerazioni e dichiarazioni fatte in seno della Commissione dal sig. Carlo Bossi assistito dal proprio arch. Ing. Giuseppe Oliverio in merito a quel deliberato; Da apposita visita praticata in luogo, coll’intervento anche dei suddetti signori Bossi ed arch. Oliverio, avendo osservato che coll’esecuzione del progetto Antonelli nella parte della facciata inferiore corrispondente alle due campate già eseguite nel piano secondo e terzo del fabbricato, si ridurrebbe a proporzioni troppo esigue la nuova facciata in questione, e se ne deturperebbe la euritmia, riconobbe conveniente di rinvenire sulla sua precedente decisione delli tre corrente mese, epperò venne nel proposito di consigliare la modificazione delle dette due campate nei piani superiori facendo coincidere gli assi delle finestre a quelli delle sottostanti e coordinando le campate stesse allo stile della nuova facciata. Sarebbe quindi d’avviso che possa concedersi la prosecuzione dei lavori nella parte inferiore, riservandosi di approvare il nuovo progetto da presentarsi, che dovrà comprendere anche le due campate superiori, al cui lembo verso levante si lascieranno le necessarie ammorsature pel caso che si voglia continuare la costruzione dei due piani superiori.

5 agosto 1891
Città di Novara, N. 1819 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Giunta Municipale.
La Giunta Municipale: Visto il progetto dell’Arch. Oliverio, in base al quale il Sig. Carlo Bossi intende riformare la facciata della propria casa verso la Via Pier Lombardo; Visto le deliberazioni 3 e 4 Agosto della Commissione Edilizia, ed il rapporto 3 agosto dell’Ufficio Tecnico Municipale; Ritenuto che la esecuzione del progetto Antonelli nella parte della facciata inferiore corrispondente alle due campate già eseguite nel piano secondo e terzo del fabbricato si ridurrebbe a proporzioni troppo esigue la nuova facciata in questione e se ne deturperebbe la euritmia; Ritiene doversi modificare le dette due campate nei piani superiori, facendo coincidere gli assi delle finestre a quelli delle sottostanti e coordinando le campate stesse allo stile della nuova facciata; Autorizza la prosecuzione dei lavori nella parte inferiore, riservandosi di approvare il nuovo progetto da presentarsi che dovrà comprendere anche le due campate superiori, al cui lembo verso levante si copriranno le necessarie ammorsature pel caso che si voglia continuare la costruzione dei due piani superiori.

22 agosto 1891
Città di Novara,N.2002 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Commissione Edilizia.
Il Presidente rassegna il nuovo progetto, che il sig. Carlo Bossi in esecuzione della deliberazione della Giunta del 5 corrente Agosto ha presentato per la necessaria approvazione. La Commissione, tenuta presente la precedente sua deliberazione del 4 stesso mese; Visto ed esaminato il nuovo progetto, datato dal 15 successivo, ed ispezionata la località. E’ d’avviso che non si possa assolutamente concedere la proposta soppressione di metà delle lesene interposte fra la nuova e la vecchia facciata, ma che debbano essere conservate intere rifacendo anzi quella del primo piano, poiché ritiene sia per riescire meno biasimevole il ripiego di sovrapporre qualche piccola parte del cappello delle finestre alla lesena, di quello che tagliare questa a metà per lasciare posto a quello. Crede inoltre conveniente e consiglia la modificazione della fascia fra il primo e secondo piano in continuazione della Trabeazione Antonelliana e del cornicione che corona la parte bassa della nuova facciata, in guisa che riproduca le riquadrature del cornicione medesimo affine di evitare la disarmonia di tre diversi partiti nel breve spazio di pochi metri di corniciatura.

27 agosto 1891
Città di Novara, N. 2002 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Giunta Municipale.
La Giunta Municipale; Visto il nuovo progetto presentato da Carlo Bossi in esecuzione della deliberazione della Giunta Municipale in data 5 corrente mese; Visto il voto emesso dalla Commissione Edilizia in data 22 agosto corrente; Autorizza la esecuzione del progetto conchè:
1°) Non sia soppressa la metà delle lesene interposte fra la nuova e la vecchia facciata, dovendo le medesime essere conservate intere e rifarsi anzi in conseguenza quella del primo piano, poiché è a ritenersi sia per riuscire meno biasimevole il ripiego di sovrapporre qualche piccola parte del cappello delle finestre alla lesena, di quello che togliere questa a metà per lasciare posto a quello;
2°) sia modificata la fascia tra il primo e secondo piano in continuazione della trabeazione Antonelliana e del cornicione che corona la parte bassa della nuova facciata in guisa che riproduca la riquadratura del cornicione medesimo, al fine di evitare la disarmonia di tre diversi partiti nel breve spazio di pochi metri di corniciatura.

30 agosto 1891
Onorevole Giunta Municipale della Città di Novara.
Per incarico del Sig. Carlo Bossi rispondo alla lettera di codesta Onorevole Giunta Municipale riferentesi alla decorazione della sua casa in via Pier Lombardo. Dalla detta lettera risultano due osservazioni delle quali una ha il carattere di ingiunzione apparendo chiaramente, secondo la lettera, che io abbia commesso gravissimo errore riducendo a metà la lesena classica per far posto all’erigendo barocco. Rispondo di no inquantochè in questo caso non abbiamo che il risvolto di una facciata con confine di una proprietà, fra il che io giudico che il taglio della lesena è perfettamente conforme alle regole architettoniche. Quando la Commissione d’Ornato si è recata in luogo per vedere se era possibile abbassare l’architettura classica per la parte sottostante a questa, ed io soggiunsi che d’accordo col Signor Bossi si intendeva sopprimere la parte superiore di classico, la Commissione approvò pienamente ed anzi soggiunse che staccandosi completamente dal classico io ero perfettamente libero di eseguire quanto credevo non avendo più vincoli di sorta collo stile classico, soggiunsi allora che sarei partito dalla mezzaria della lesena col barocco così avrei avuto un po’ d’aria pei risvolti ecc. al che la Commissione annuì perfettamente e ripetè che cambiando l’architettura superiore ero libero da qualunque legame e disse bene perché così risulta quasi sempre quando si delimitano due decorazioni. Questo è quanto si era stabilito e concordato in luogo colla commissione stessa e si stabilì che io dovessi presentare il nuovo progetto conforme a quanto si era detto e che si continuassero i lavori stati verbalmente sospesi, che anzi la Giunta avrebbe mandato in giornata il permesso di continuare i lavori. In merito poi al consiglio relativo alla fascia dividente il primo dal secondo piano faccio osservare (e replico quanto disse la Commissione a giusta ragione che non vi erano più vincoli fra il Classico ed il Barocco) che se avessi continuate le riquadrature del cornicione avrei guastato il carattere che deve avere la fascia dividente il primo dal secondo piano, imperocchè si scorge chiaramente che il cornicione del primo piano è fatto provvisoriamente in attesa che venga portato al secondo piano, completando così la facciata. Per il che io credo non si debba assolutamente cambiare detta fascia la quale non porta punto “disarmonia” nella facciata; come pure ritengo che questa Onorevole Giunta troverà le ragioni addotte pel taglio della lesena perfettamente consonanti alle regole architettoniche

Novara lì 30 Agosto 1891
Arch.to Giuseppe Oliverio

2 settembre 1891
Città di Novara,N.2127 del Protocollo,Estratto dagli Atti della Commissione Edilizia.
Il sig. arch. Oliverio d’incarico del sig. Bossi Carlo con lettera 30 Agosto p.p. diretta al Sindaco fece alcune considerazioni in merito alle decisioni prese dalla Giunta Municipale circa il progetto di riforma della facciata del fabbricato Bossi sulla via Pier Lombardo, ed il Sindaco trasmette tale lettera alla Commissione perché intorno alla medesima voglia emettere le proprie osservazioni.
E la Commissione Visto la propria deliberazione del 22 Agosto p.p. Preso in esame la lettera del sig. Oliverio; Osserva essere meno esatte le dichiarazioni da esso fatte circa ad accordi intervenuti in sito pel taglio delle lesene, poiché questo particolare non ebbe a formare oggetto di discussione all’atto della visita, e non è altro che il frutto degli studi che esso sig. Oliverio doveva concretare e presentare alla Commissione pel suo giudizio. Se si dovesse dare un giudizio sul disegno, facendo astrazione delle condizioni di fatto, specialmente per quanto riguarda la sporgenza delle lesene, le osservazioni Oliviero avrebbero forse qualche (…)condizione di fatto, e perciò appunto venne nella determinazione che appare dalla sua deliberazione del 22 u.s. Agosto, che oggi riconferma. Quanto al consiglio della Commissione espresso sulle modificazioni da introdursi alla fascia che divide il 1° da 2° piano, la Commissione non ha che a ripeterlo, ritenendo che la disarmonia di tre partiti diversi in una sola corniciatura esista, checchè ne dica il sig. Oliverio. Come da principio, così anche ora, la Commissione è d’avviso che sarebbe miglior partito lasciare la facciata della casa Bossi in Via Pier Lombardo nello stato in cui si trovava, ed esprime il voto che la Onorevole Giunta comunale, valendosi delle proprie facoltà, ne ordini il ripristino quando il sig. Bossi non intenda di acquietarsi alle deliberazioni del Municipio.

9 settembre 1891
Città di Novara, N. 2127 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Giunta Municipale.
La Giunta Municipale; Visto le osservazioni presentate il 1° settembre corrente nell’interesse di Bossi Carlo in merito alle decisioni prese dalla Giunta Municipale circa il progetto di riforma della facciata del fabbricato in via Pier Lombardo N.4; Visto il parere emesso dalla Commissione Edilizia il 2 settembre corrente; Visto la propria deliberazione 27 agosto p.p. Ritenuto non potersi nell’emettere un giudizio sul disegno fare astrazione dalle condizioni di fatto come la parte richiedente vorrebbe per riguardo alla sporgenza delle lesene; Ritenuto in ordine alla fascia che divide il 1° dal 2° piano essere evidenti le disarmonie di tre partiti diversi in una sola corniciatura; Ritenuto che specialmente se il richiedente non intende sottostare compiutamente alle prescrittegli condizioni, sia migliore partito ridurre la facciata della Casa Bossi nello stato pristino; Visto il regolamento d’ornato per la Città di Novara mantiene ferma la propria succitata deliberazione 27 Agosto e manda diffidarsi il richiedente che ove egli non intenda eseguire le impostegli prescrizioni sarà ordinato il ripristino.

16 settembre 1891
Città di Novara, N. 2127 del Protocollo, Estratto dagli Atti della Giunta Municipale.
Espone il Sindaco che, essendo stata notificata la deliberazione 9 settembre corrente della Giunta Municipale relativa a variazione alla facciata di Casa Bossi in Via Pier Lombardo N°4, l’architetto Oliverio ebbe a verbalmente significare che mentre il proprietario è disposto a sottostare alla prescrizione fatta per riguardo alle lesene, per quanto sia convinto che il sistema proposto nel progetto fosse conforme alle buone regole d’arte, insiste invece nel domandare che sia autorizzata la esecuzione della fascia fra il primo e il secondo piano come è segnata nel progetto, nella considerazione che ciò dev’essere in via puramente provvisoria e fino a che la parte vecchia della casa non sia rialzata. Udita la quale esposizione la Giunta Municipale: Vista la precedente sua deliberazione 9 settembre corrente; Ritenuto che in riguardo alla fascia la Commissione Edilizia nella sua deliberazione 22 agosto u.s. si limitò a consigliare di richiedere venisse la fascia stessa modificata, mentre per le lesene aveva espresso parere assolutamente negativo; Ritenuto perciò che, insistendo il proprietario perché sia autorizzata la esecuzione della fascia come è segnata nel suo progetto, e malgrado che a parere della Giunta esista una disaggradevole disarmonia di tre partiti in una sola e breve corniciatura, si possa deflettere dal carattere del capo 2° della succitata deliberazione 9 settembre corrente; In parziale modifica della medesima; Delibera di autorizzare la esecuzione del progetto come venne presentato e con la sola modificazione prescritta per riguardo alle lesene.

Successione ereditaria della proprietà all’Avvocato Ettore Bossi

27 agosto 1927
Il Cav. Carlo Bossi, (di anni ottanta, benestante, nato a Galliate e domiciliato a Novara, figlio dei defunti Carlo e Martelli Marietta, coniugato con Scappa Maria) muore a Novara il 27/8/1927 e, come risulta dal testamento olografo del 14 novembre 1920, pubblicato con atto 29 settembre 1927 a rogito Adolfo Patriarca notaio in Novara, (Cfr. ANDN), la proprietà passa al figlio Ettore Bossi con l’usufrutto vita natural durante del piano terra alla figlia Emma Bossi Acerbi Bertone.

16 luglio 1935
Nell’estate del 1935 verrà costruito l’edificio a nord di Casa Bossi la cui adiacenza coprirà la facciata laterale del palazzo, le aperture e le decorazioni ad essa appartenenti. Immagini d’epoca documentano inequivocabilmente il drastico accostamento che, fra l’altro, comporterà l’aggiunta di alcuni balconcini di raccordo fra il lato sinistro della facciata principale del palazzo e la nuova adiacenza. Tale variazione è documentata dalla lettera del 16 luglio 1935 inviata al Podestà (ACN, Ctl.XXIV - Contrade, Piazze e Vicoli, Ornato Pubblico) con cui Il sottoscritto Enrico Raimondi chiede alla S. V. Ill.ma la facoltà di spostare la balaustra del balconcino al secondo piano nobile del palazzo Bossi di via Pier Lombardo n.4, e portandola sul margine esterno del terrazzino esistente in confine coll’erigendo palazzo Gray, nella facciata prospiciente il baluardo Quintino Sella.

gennaio 1937
Muore a Novara la signora Scappa Bossi Maria vedova Carlo Bossi

La proprietà passa al Civico Orfanotrofio Dominioni* di Novara,
(*eretto in Ente Morale con L. 755, del 3 agosto 1662)

10 febbraio 1951
Ettore Bossi (di anni settantaquattro, di professione avvocato, residente in Novara e nato a Galliate da fu Carlo e fu Scappa Maria, coniugato con Camusso Maria) muore a Novara il 10 febbraio 1951 e, secondo il suo testamento olografo, datato 9 gennaio 1950 e pubblicato con atto 12 marzo 1951 a rogito Gaetano Bellezza, notaio in Varallo Sesia, iscritto presso il Collegio di Novara e Vercelli, la proprietà passa al Civico Istituto Dominioni di Novara, (Cfr. ANDN).
Testamento olografo. Eleggo erede universale di tutte le mie sostanze la mia dilettissima consorte Maria Bossi nata Camusso, che mi fu affettuosa impareggiabile compagna per tutta la vita. - Lego al Civico Istituto Dominioni di Novara la mia casa situata in questa città in via Pier Lombardo N.4, il cui possesso ed usufrutto deve ritenersi vincolato a mia moglie sua vita naturale durante senza obbligo di prestare cauzione e colla più ampia libertà di amministrazione. - Desidero che il lascito venga intestato al nome della memoria dei miei carissimi genitori “Carlo e Maria Bossi” e possibilmente non alienato. - Epperò essendo lo stabile di rilevante valore faccio obbligo alla Amministrazione dell’Istituto di dare una volta tanto nel periodo di due anni dal possesso lire trecentomila al Civico Istituto Brera di Novava, perché istituisca col reddito del capitale, un premio biennale per un allievo meritevole. Il reddito della casa, ciò che fu sempre nel mio pensiero dovrà essere nella sua maggiore parte usato per il ricovero immediato dei fanciulli abbandonati di qualsivoglia regione, che occasionalmente si trovassero in Novara, o nel suo territorio, e ciò con semplice e pronta delibera della Amministrazione dell’Istituto, che dovrà inoltre provvedere alla manutenzione perpetua della mia modesta tomba nel cimitero di Galliate, ed ordinare una messa annua in suffragio di tutte le anime di mia famiglia che colà riposano. Rimarranno in proprietà assoluta di mia moglie tutti i mobili, quadri, oggetti di valore contenuti nella casa all’infuori di quattro quadri di famiglia del pittore Sanquirico, che seguiranno la destinazione del legato. (…) Riferendomi ancora al lascito della Casa all’Istituto Dominioni dovranno essere tanto da mia moglie che dall’Istituto erede conservati i pesi di usufrutto che gravano sullo stabile e che sono: l’appartamento, il giardino ed i locali annessi goduti in usufrutto da mia sorella Emma Acerbi; ed un appartamento sempre nella mia casa pure da me assegnato in usufrutto sua vita natural durante e attualmente da lei goduto, alla mia cara cugina Gina Acerbi Massara. (…).

19 maggio 1951
Verbale di perizia giurata dell’ing. Gaudenzio Cattaneo relativo alla valutazione dell’edificio. (ASN, Dominioni, b.595).

30 maggio 1951
Deliberazione dell’Amministrazione del Civico Orfanotrofio Dominioni relativa all’accettazione della nuda proprietà dell’edificio sito a Novara in via P.Lombardo 4 (ASN, Dominioni, b.595).

27 ottobre 1951
Decreto Prefettizio N.19313, Divisione II Opere Pie, di autorizzazione al Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara di accettare la donazione dell’avv. Ettore Bossi.

9 febbraio 1952
Atto a rogito notaio Gaetano Bellezza di Novara, relativo all’accettazione da parte del Presidente del Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara, del legato dell’Avvocato Ettore Bossi fu Carlo, disposto con testamento olografo 9.1.1950 e pubblicato a rogito Gaetano Bellezza in data 12.3.1951. (ASN, Dominioni, b.595).

29 aprile 1960
Testamento olografo della signora Camusso Maria, vedova del Commendatore Avvocato Ettore Bossi, (v. trascrizione con atto di pubblicazione 6/5/1968).
N.B.- A differenza del testamento ufficiale pubblicato e sopra menzionato, esistono altre minute, fra le quali: Io sottoscritta Maria Camusso vedova Bossi nata a Novara il 5 aprile 1877 nelle piene mie facoltà mentali dichiaro di voler lasciare ogni mio avere di beni mobili ed immobili al Civico Orfanotrofio Dominioni, l’Orfanotrofio si dovrà impegnare a pagare un legato annuale di lire 200.000 alla affezionata Signora Maria Guarnori nata ad Ameno il 25 novembre 1907. (ASN, Dominioni, b.57).

giugno 1964
Lavori di rimozione del grosso albero di cedro dal giardino di Casa Bossi, (ASN, Dominioni, b.57).

26 giugno 1964
Atto pubblico di donazione a rogito notaio Gaetano Bellezza di Novara, Rep.n.30141 e 18011 di raccolta studio notaile, della Signora Camusso Maria ved. Bossi. (ASN, Dominioni, b.57).

22 dicembre 1964
Lettera del Presidente dell’Orfanotrofio Dominioni, Avv. Piero Paccagnino, alla Preg.ma Signora Emma Acerbi Bossi, via Pier Lombardo 4 Novara. La direzione dell’Istituto ma ha comunicato che Ella ha voluto pagare le spese di riparazione della cancellata di Casa Bossi ammontante a circa mezzo milione di lire. Nell’esprimerle anche a nome del Consiglio d’Amministrazione i sentimenti di viva gratitudine e di riconoscenza per il munifico dono, porgo alla S.V.Ill.ma anche il mio grazie personale. Distinti saluti. (ASN, Dominioni, b.57).

17 febbraio 1965
Deliberazione n°8 dell’Amministrazione del Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara, con la quale viene accettata la donazione, disposta dalla Signora Camusso Maria ved. Bossi con atto pubblico a rogito notaio Gaetano Bellezza di Novara del 26/6/1964. (ASN, Dominioni, b.57).

17 gennaio 1968
Fattura della ditta Borio&Frassini costruzioni edili - Novara, relativa a demolizione scala a chiocciola app. Sig. Bossi. (ASN, Dominioni, b.57).

28 febbraio 1968
Fattura della ditta Gallo Antonio &Figli - idraulica, elettricità radio TV - Novara, per lavori agli appartamenti vicino Ufficio Proprietari e Sig. Zacchetti. (ASN, Dominioni, b.57).

1 aprile 1968
Fattura della ditta Gallo Antonio &Figli - idraulica, elettricità radio TV - Novara, per lavori all’appartamento Vietti. (ASN, Dominioni, b.57).

5 maggio 1968
Muore a Novara la signora Camusso Maria vedova Ettore Bossi.

6 maggio 1968
Atto Verbale di pubblicazione del testamento olografo della signora Camusso Maria Giuseppina, deceduta a Novara il 5 maggio 1968 a rogito dott. Mario Barberi notaio in Novara, Rep.Gen.N.135.253. (ASN, Dominioni, b.595).
Io sottoscritta Camusso Maria vedova avv. Ettore Bossi istituisco e nomino mio erede universale di ogni mia sostanza sia mobile che immobile esistente sia a Novara che Orta Novarese e altrove; il Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara, cui mio marito Ettore fu legato da grande interesse ed affetto. Impongo al predetto civico orfanotrofio l’obbligo di versare alla mia fidata e fedele Guarnori Maria fu Francesco vita sua natural durante ed a rate mensili anticipate la somma di lire 120.000 annue. Nomino mio esecutore testamentario l’avv. Piero Paccagnino di Novara con facoltà di farsi sostituire ed aiutare nella bisogna da persone di sua fiducia. Novara 29 Aprile 1960, Camusso Maria vedova avv. Ettore Bossi.

11 maggio 1968
Fattura della ditta Borio&Frassini costruzioni edili - Novara, relativa a sistemazione perdite tetto, assistenza e sostituzione canali, controllo scarico scala e rappezzi, per totali £.101.854, (pagato il 16/5/68). (ASN, Dominioni, b.57).

4 giugno 1968
Deliberazione n°25 dell’Amministrazione del Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara avente per oggetto: decesso della signora Camusso Maria ved. Bossi e consolidamento della nuda proprietà. (ASN, Dominioni, b.595).

5 settembre 1968
Atto Verbale d’inventario dei beni caduti in successione della Signora Camusso Maria vedova Bossi a rogito dott. Mario Barberi notaio in Novara, Rep.Gen.N.142552. (ASN, Dominioni, b.595)
L’atto fornisce una descrizione degli arredi dei locali pertinenti l’abitazione Bossi.

ottobre 1969
In questa data Emma Bossi risulta essere ospitata nella Casa di Riposo S.Francesco di Viale Roma a Novara. (ASN, Dominioni, b.57).

4 dicembre 1969
Decreto Prefettizio 46501/5B-106-7, di autorizzazione al Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara di accettare il lascito della signora Camusso Maria ved. Bossi, richiesto in data 5/12/1968, in esecuzione della deliberazione dell’Amministrazione del 4/6/1968. (v. anche ASN, Dominioni, b.595).

12 dicembre 1969
Il F.A.L. (foglio annunzi legali) della Provincia di Novara N°97, pubblica al n°2402 delle pp. 1618-1624, il Decreto Prefettizio di accettazione del Lascito Camusso Maria ved. Bossi ed il relativo inventario.

8 gennaio 1970
Lettera dell’avv. Giuseppe Maria Galli di Intra, al Presidente del Civico Orfanotrofio Dominioni, Dr. Comm. Giuseppe Fortina, che chiede di essere avvisato quando i mobili di Casa Bossi saranno posti in vendita, (ASN, Dominioni, b.57).

12 maggio 1970
Deliberazione n°38 dell’Amministrazione del Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara avente per oggetto Alienazione beni mobili provenienti dall’eredità Signora Camusso Maria ved. Bossi… da cui risulta che, acquisiti per l’arredamento di alcuni locali dell’Istituto quadri e mobili per un valore inventariale di £.1.521.000 , consegnato alla signorina Edvige Santini un dipinto di R.Agazzi, come da volontà testamentarie, vengono alienati i restanti beni in tre lotti distinti, rispettivamente aggiudicati al Sig. Mario Fissore il 1° lotto di complessive stimate £.145.400 per £.700.000; al Sig. Eugenio Ceriani il 2° lotto di complessive stimate £.893.000 per £.2.300.000; alla Sig. Augusta Mainardi il 3° lotto di complessive stimate £.6.330.000 per £.8.700.000. Contemporaneamente viene accolta la richiesta della signora Rosa Scaglione in Marcadoro di poter allestire una vendita all’asta nell’appartamento Bossi che, iniziando a giugno si protrarrà per i successivi cinque mesi. (ASN, Dominioni, b.595).

9 dicembre 1970
Affidamento opere di sostituzione grondaie alla ditta Mazzeri Piercarlo lattoniere, per £.458.000 complessive. (ASN, Dominioni, b.592).

21 giugno 1971
Opere murarie per riparazione del tetto verso il Baluardo, a cura dell’impresa Geom. A. Napoletano, per complessive £.1.100.000, (ASN, Dominioni, b.57).

26 marzo 1974
Il Sindaco del Comune di Novara ordina al Civico Istituto Dominioni di provvedere, entro 10 giorni dalla notifica della presente, alla revisione completa dei cornicioni e delle facciate dell’edificio posto in fregio alla via P.Lombardo e per un tratto in fregio al Baluardo Q.Sella, e comunque all’esecuzione di ogni altra opera atta ad eliminare il pericolo di ulteriori crolli …. I lavori verranno eseguiti a cura del geom. Gino Lucchetti. (ASN, Dominioni, b.595).

20 dicembre 1977
Deliberazione dell’Amministrazione del Civico Orfanotrofio Dominioni di Novara, di corrispondere all’Impresa Geom. Stangalino di Novara, £.2.478.520 per lavori sul frontone nord della Casa Bossi (scrostatura ed intonacatura della parete nord con sostituzione di circa mt. 15 del canale di gronda con posa di scossaline e ripristino di tegole sulla testa del muro onde evitare ulteriori infiltrazioni. (ASN, Dominioni, b.592).

27 febbraio 1980
La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte con sua Raccomandata R.R. (N. di protocollo 1174) comunica il Vincolo storico-artistico ai sensi dell’art.4 della legge 1.6.1939 n.1089 a:
- Al Legale Rappresentante dell’Istituto Dominioni - Orfanotrofio,
e p.c. Alla Curia di Novara,
e p.c. Al Ministero Beni Culturali Ambientali U.C.B.A.A.A.AS. - Div. III
Beni Architettonici - Roma,
e p.c. Al Sig. Sindaco di Novara (Prot. 10/03/1980, N.8894),
“Vista la legge n.1089 del 1.6.1939 sulla tutela delle cose d’interesse storico-artistico, si informa che l’immobile in oggetto, sito nel Comune di Novara - Via Baluardo Quintino Sella e Via P. Lombardo n°4 - segnato in catasto F.12 n°8682 pp.759 - 4707 - 5794 - di proprietà dell’Istituto Dominioni dalla S.V. rappresentato, deve considerarsi compreso negli elenchi descrittivi previsti dall’art.4 della citata legge n.1089 per la seguente motivazione:
‘ubicato sul baluardo Quintino Sella e prospettante sul vasto spazio dei sottostanti giardini, conserva l’originaria impostazione antonelliana. Costruito tra il 1860/65 presenta una facciata dominata da un grande timpano centrale sorretto da un triplice ordine di colonne sostituite nei prospetti laterali della facciata da lesene addossate alla muratura. Timpani triangolari sormontano le finestre di tutti i piani, tra loro divisi da cornici finemente decorate di gusto classico’.
Si ricorda nel contempo che qualsiasi intervento che interessi l’immobile vincolato deve essere sottoposto all’esame preventivo di questa Soprintendenza. (ACOD)

gennaio 1984
La rivista “Novara”, periodico bimestrale edito dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Novara, pubblica il saggio di Franco Bordino Casa Bossi un edificio antonelliano a Novara, successivamente disponibile come estratto autonomo della rivista ed integrato da ulteriori immagini ed elaborazioni grafiche.

26 settembre 1984
Relazione Tecnica circa la verifica delle condizioni in cui si trova “Casa Bossi”, redatta dal dott. ing. Antonio Cantoni di Novara, su incarico del Civico Orfanotrofio Dominioni. (ASN, Dominioni, b.592).

22 novembre 1984
Il Sindaco del Comune di Novara Armando Riviera, visto il rapporto del Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica in data 8/11/1984, dichiara inabitabili le diverse unità immobiliari dell’edificio. (ASN, Dominioni, b.592)

30 aprile 1985
Approvazione del P.R.G. del Comune di Novara

maggio 1987
Il catalogo Museo Novarese. Documenti studi e progetti per una nuova immagine delle collezioni civiche, a cura di Maria Laura Gavazzoli Tomea, Comune di Novara, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1987, pubblica alle pp.570-582 il saggio di Luciano Re e Franco Rosso, Casa Bossi. Prospettive per la conservazione e la destinazione d’uso.

Il Comune di Novara diventa proprietario

7 novembre 1987 e 20 giugno 1988
In queste date, rispettivamente con deliberazioni n°6 e n°1, il Consiglio di Amministrazione del “Civico Orfanotrofio Dominioni” di Novara, proponeva l’estinzione dell’Ente ed il trasferimento del patrimonio e del personale al Comune di Novara.

20 maggio 1988
La Giunta Municipale, con propria deliberazione n°963 esprime parere favorevole relativamente allo scioglimento del Civico Istituto Orfanotrofio Dominioni.
Tale atto viene successivamente ratificato con deliberazione del Consiglio Comunale n° 684 del 6 giugno 1988.

4 luglio 1989
Delibera della Giunta Regionale del Piemonte n°22-29961 Reg.n°919 Vol.I, verbale n.301, portante estinzione della I.P.A.B. “Civico Orfanotrofio Dominioni” di Novara (Ente Morale riconosciuto con reali patenti del 2/6/1795) con devoluzione al Comune di Novara di tutto il suo patrimonio e accollo del vincolo di destinazione dei beni e delle relative rendite a servizi di assistenza sociale: come previsto dagli articoli 13 e 25 del D.P.R. 616/77. Fra i beni immobili del patrimonio dell’estinguendo Ente risulta: stabile denominato Casa Bossi in Novara Via Pier Lombardo, 4 angolo Baluardo Quintino Sella del valore complessivo di L.3.440.900.000.= come da valutazione effettuata dall’Ufficio Tecnico del Comune di Novara;

4 marzo 1990
Atto notarile a rogito Vito Cafagno notaio di Novara “Deposito di deliberazione di estinzione I.P.A.B. ai sensi del D.P.R. 24.7.1977 n°616” con cui si provvede alla registrazione, nonché trascrizione nei Registi Immobiliari e volture nei vigenti Catasti per quanto attiene agli immobili, la delibera della Giunta Regionale del Piemonte in data 4 luglio 1989 verbale n.301 (omissis)
Fabbricato in via Pier Lombardo n.4 insistente sull’area in mappa terreni al Foglio 163 mappale n.122 di are 22.20 alle coerenze: Levante: mappali n.121, 120 e 123; Mezzodì: Via Pier Lombardo; Ponente: Baluardo Quintino Sella; Notte: mappale n.117, censito nel N.C.E.U. alle Partite 759 e 4707 al Foglio 162 all.B ed ai mappali:

n.8682/1: Categ.A/4 cl.2°, vani 3 a piano terreno, rendita Lire 828;
n.8682/2: Categ.A/1 cl2°, vani 14 a piani terreno, sotterraneo primo e primo, rendita Lire 9.072;
n.8682/3: Categ.A/3 cl.1°, vani 7 a piani ammezzato e terreno, rendita Lire 2.324;
n.8682/4: Categ.C/6 cl.7° mq. 20 a piano terreno, rendita Lire 510;
n.8682/5: Categ.C/6 cl.7° mq. 21 a piano terreno, rendita Lire 535;
n.8682/6: Categ.C/6 cl.7° mq. 18 a piano terreno, rendita Lire 459;
n.8682/7: Categ.C/6 cl.7° mq. 20 a piano terreno, rendita Lire 510;
n.8682/8: Categ.C/6 cl.7° mq. 20 a piano terreno, rendita Lire 510;
n.8682/9: Categ.C/6 cl.7° mq 19 a piano terreno, rendita Lire 484;
n.8682/10: Categ.A/10 cl.5° vani 4,5 a piano terreno, rendita Lire 2.988;
n.8682/11: Categ.A/2 cl.2° vani 6,5 a piano terreno, rendita Lire 3.328;
n.8682/12: Categ.A/1 cl.2° vani 15,5 a piano primo, rendita Lire 10.044;
n.8682/13: Categ.A/2 cl.2° vani 7 a piano secondo, rendita Lire 3.584;
n.8682/14: Categ.A/2 cl.1° vani 6,5 a piano primo, rendita Lire 2.782;
n.8682/15: Categ.A/2 cl.2° vani 8,5 a piano secondo, rendita Lire 4.352;
n.8682/16: Categ.A/3 cl.2° vani 7 a piano terzo, rendita Lire 2.688;
n.8682/17: Categ.A/3 cl.1° vani 7 a piano terzo, rendita Lire 2.324;
n.8682/18: Categ.A/2 cl.2° vani 10,5 a piano primo, rendita Lire 5.376;
n.8682/19: Categ.A/2 cl.2° vani 4,5 a piano secondo, rendita Lire 2.304;
n.8682/20: Categ.A/2 cl.1° vani 7,5 a piano secondo, rendita Lire 3.210;
n.8682/21: Categ.A/3 cl.2° vani 8 a piano terzo, rendita, Lire 3.072;
n.8682/22: Categ.A/2 cl.1° vani 7,5 a piani ammezzato e primo, rendita Lire 3.210

28 giugno 1990
Stima dell’immobile di £.4.254.000.000 come da perizia asseverata prot.21434.

19 febbraio 1997
Il Consiglio Regionale del Piemonte, riunito in adunanza con o.d.g. N.436, a fronte dell’incremento previsto per il capitolo 20400, approva all’unanimità, impegnando la Giunta Regionale del Piemonte ad impiegare prioritariamente tali fondi per 4 obiettivi fra cui ristrutturazione dell’edificio detto “Casa Bossi” in Novara (1 miliardo).

10 marzo 1997
Verbale della Deliberazione N.453/97 della Giunta Comunale avente per oggetto Ristrutturazione e gestione dell’immobile denominato “Casa Bossi”: approvazione programma generale d’intervento (su relazione dell’Assessore ai Lavori Pubblici, ing. Paolo Rastelli) che prevede n°8 fasi di intervento di cui:
fase 1 - (avvio fase entro 10 aprile 1997)
Pubblicazione avviso di preinformazione nei modi e nelle forme più ampie per l’accertamento preventivo dell’esistenza di operatori economici interessati alla concessione di costruzione e gestione dell’immobile;
fase 2 - (avvio fase entro il 30 luglio 1997)
Acquisizione studi di fattibilità;
fase 3 - (avvio fase entro il 30 dicembre 1997)
Nomina e costituzione commissione per l’esame delle proposte;
fase 4 - (conclusione fase entro il 30 marzo 1998)
Selezione dello studio di fattibilità e sua approvazione (assegnando alla Commissione il termine della conclusione dei lavori di 60 giorni dall’insediamento);
fase 5 - (avvio fase entro giugno 1998)
Gara ad evidenza pubblica per la scelta del concessionario;
fase 6 -
Attività di progettazione articolata sui livelli previsti dalla L.216/95 previo compimento di tutte le indagini occorrenti e previa acquisizione dei nulla-osta della Soprintendenza ai beni Architettonici e di altre autorità pubbliche, se necessarie;
fase 7 -
Esecuzione lavori previa approvazione del progetto ai sensi della 109/94 e 216/95;
fase 8 -
Gestione dell’immobile
Per le fasi n.6, 7 e 8 non è indicata la tempistica in quanto lo sviluppo delle stesse è interdipendente e strettamente correlato ai tempi per il rilascio di pareri, autorizzazioni e nulla osta;
La Giunta Comunale con voti unanimi, resi nelle forme di legge, delibera:

di approvare il programma generale d’intervento e le singole fasi di attuazione per la ristrutturazione e gestione dell’immobile denominato “Casa Bossi”
di approvare lo schema di avviso di preinformazione finalizzato alla verifica sul mercato dell’esistenza di operatori economici interessati all’operazione, che fa parte integrante della presente deliberazione
di procedere alla pubblicazione del suddetto avviso oltre che sulla Gazzetta Ufficiale CEE anche sui quotidiani “Il Sole 24 ore”, “Il Giorno” e “Italia Oggi”;
di demandare a successivi provvedimenti la costituzione della Commissione di cui alla fase 3 del programma.

Con successiva votazione la Giunta Comunale all’unanimità dichiara il presente provvedimento immediatamente esecutivo, ai sensi dell’art.47, comma3, della Legge n.142/90.

13 marzo 1997
Astrea, libera associazione dei Cittadini novaresi per la trasparenza e l’efficienza amministrativa, annuncia pubblicamente l’intenzione, effettivamente attuata, di “adottare” il monumento Casa Bossi.

13 settembre 1997
Con delibera n°105 è approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale il Progetto Preliminare (ai sensi della L.216/95) “Casa Bossi - rifacimento copertura”, elaborato dal “Servizio Progettazione Fabbricati” a firma dott. arch. Roberto Guasco, ass.te geom. Silvia Palumbo.

6 aprile 1998
E’ così datato il: Progetto Definitivo (ai sensi della L.216/95) “Casa Bossi - risanamento e restauro copertura”, elaborato dal “Servizio Progettazione Fabbricati” a firma dott. arch. Roberto Guasco, ass.te geom. Silvia Palumbo, composto dai seguenti elaborati: Relazione - Computo metrico - Capitolato speciale d’appalto - Elenco prezzi - n°5 Planimetrie.

14 aprile 1998
Con propria deliberazione n°413 la Giunta Municipale ha nominato lo Studio Tecnico Alfa dei geometri Giorgio Bressan e Claudio Rho, quale “Coordinatore della Sicurezza” per i lavori da effettuarsi a “Casa Bossi”.

7 maggio 1998
Con lettera di accompagnamento Prot.14932 - 4/5/98 il Comune di Novara - Ufficio Tecnico “Servizio di Progettazione Fabbricati” a firma dott. arch. Roberto Guasco, trasmette Alla Soprintendenza Beni Architettonici ed Ambientali - Torino i 5 documenti allegati (Relazione - Computo metrico - Capitolato speciale d’appalto - Elenco prezzi - n°5 Planimetrie) richiedendo le approvazioni di competenza.

20 maggio 1998
Con delibera n°597 è approvato dalla Giunta Comunale il Progetto Definitivo (ai sensi della L.216/95) “Casa Bossi - risanamento e restauro copertura”, elaborato dal “Servizio Progettazione Fabbricati” a firma dott. arch. Roberto Guasco, ass.te geom. Silvia Palumbo. Allegato alla delibera, risulta anche il “Progetto per il coordinamento della sicurezza” relativa ai lavori di risanamento e restauro della copertura di “Casa Bossi”, redatto dallo Studio Tecnico Alfa dei geometri Giorgio Bressan e Claudio Rho, protocollato il 18/05/1998.

8 luglio 1998
Deliberazione n°797 della Giunta Comunale per approvare il bando di gara per l’appalto a licitazione privata dei lavori di risanamento e restauro copertura della “Casa Bossi”.

4 agosto 1998
La Regione Piemonte - Direzione Beni Culturali, Settore Musei e Patrimonio Culturale, con propria lettera Prot.n°11402/31.03 del 4/8/98 a firma dott Alberto Vanelli, comunica l’assegnazione contributo per il recupero e restauro di Casa Bossi di Novara. La Direzione Regionale Beni Culturali, con determinazione n.17 del 18/3/98 e successiva determinazione n.88 del 16/7/98, ha approvato l’erogazione del secondo importo di L.500.000.000 a favore del Comune di Novara per lavori di recupero e restauro della Casa Bossi di Novara. Il progetto definitivo trasmesso con nota n.30629 del 3/10/97 risulta conforme a quanto previsto nella D.G.R. n.174-21903 del 6/8/97. Il contributo verrà erogato in un'unica soluzione.
(Appare curioso notare come la data di trasmissione del progetto definitivo riportata, sia precedente di circa sei mesi, all’elaborazione dello stesso!).

3 settembre 1998
La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici con lettera Prot.n°8150/AD risponde a lettera del 7/5/98 n°14932, a firma Il Soprintendente Pasquale Bruno Malara e Incaricata Istruttoria dott.arch. A.Dondi/AT11.
Questa Soprintendenza, esaminata la documentazione grafica e fotografica allegata all’istanza cui si risponde, autorizza - per quanto di competenza - l’esecuzione delle opere, alle condizioni seguenti:

a)- l’indicazione generica di inserimento di lastra sottocoppo nel disegno 247 sub 4 dovrà essere presumibilmente eliminata in quanto si richiede, in linea generale, il mantenimento di tecniche costruttive tradizionali ed aderenti alle concezioni antonelliane. Si suggerisce l’aggancio dei coppi alla sottostante listellatura, mentre sembra oppprtuno il consolidamento dei solai in legno con cannette (la demolizione indicata all’art.6 03.010.060 del computo dovrebbe essere evitata).
b)- Si richiede di precisare le opere di consolidamento statico ed in particolare gli interventi in cemento armato indicati all’art. 8/C (03.020.015/C) ed all’art. (03.020.050) del computo metrico.
c)- I riferimenti degli intonaci degradati della fascia di sottogronda dovranno essere eseguiti esclusivamente con malta di calce di composizione e granulometria identica agli esistenti, previe apposite campionature che saranno valutati in corso d’opera.
d)- I comignoli dovranno essere intonacati e non lasciati in laterizio a vista
(così come denunciato nella tav. 247 sub 5).
e)- Dovranno essere rispettate foggia e dimensioni della copertura esistente, in particolare per quanto riguarda gli abbaini e i lucernari.
f)- Dovrà essere mantenuta tutta la grossa orditura non ammalorata; dovranno essere mantenute e consolidate le esistenti capriate con la relativa ferramenta.

Si richiama la necessità di una progettazione attenta ed adeguata conduzione dei lavori finalizzata alla manutenzione ed al mantenimento dei modi costruttivi antonelliani. Si chiede di invitare imprese per la gara d’appalto in possesso della Categoria 3A, segnalando altresì la data di inizio lavori.
Si richiede infine di documentare fotograficamente tutte le fasi dell’intervento e si ricorda di provvedere con urgenza, stante lo stato di degrado - più volte segnalato - , dell’edificio. Si rimane in attesa di conoscere gli intendimenti dell’Amministrazione Comunale in merito alla destinazione d’uso dell’immobile.

2 ottobre 1998
Il Comune di Novara - Ufficio Tecnico, “Coordinamento Unico dei LL.PP. Area Lavori Pubblici Fabbricati Servizio di Progettazione e D.L.”, con sua lettera a firma Il Capo Servizio Progettazione e D.L. Arch. Roberto Guasco e L’Assessore ai LL.PP. Avv. Fernando Cardinali, risponde alla lettera della Soprintendenza del 3/9/98.
Nel dare riscontro alla Vs. del 3.09.98 prot. 8150/AD, pertinente ai lavori in oggetto e relativa al visto d’approvazione condizionato, anche in considerazione del colloquio 30 settembre 1998.
Si portano alla Vs. attenzione le seguenti considerazioni e puntualizzazioni già per altro precedentemente verificate ed accettate per il Palazzo del Broletto, l’Ex Collegio Gallarini, ecc. (eseguiti entrambi da 15 anni circa con l’assenza d’infiltrazioni e conseguenti costi di manutenzione nulli) sia per i lavori attualmente in corso di Palazzo Lualdi trattandosi di “… Schemi usuali in tempi recenti in ambito novarese …”:

a) La previsione progettuale di posizionare delle lastre sottocoppo ancorate alla listellatura è stata elaborata al fine di rendere omogeneo e solidale (maglia portante rigida) il manto di sostegno dei coppi vecchi riducendo considerevolmente il carico sulle vecchie murature perimetrali e le conseguenti fondazioni. La soluzione permette di normalizzare geometricamente le coperture preservando interamente l’andamento delle attuali capriate lignee che, di fatto, non saranno sostituite ne modificate. Per contro, l’inevitabile inserimento di spessori regolarizzatori delle falde (mediamente di cm. 30) potrebbe comportare una modifica della geometria statica delle capriate e un conseguente instabilità del manto tradizionale da Voi richiesto anche in ragione dell’eccentricità del maggior peso;
b) Inoltre, la proposta avanzata permette di contenere sia le spese d’intervento con un risparmio economico sulla piccola orditura del 70% ed un abbattimento dei conseguenti costi di copertura, con l’inserimento inevitabile di nuovi coppi, del 50%; ulteriore variabile, non secondaria, è data dalla qualità e stagionatura del nuovo legname da impiegarsi per la listellatura alla piemontese porta coppo che, di fatto, non permette di garantire nel tempo la stabilità lineare del nuovo manto con conseguenti singole rotazioni torsionali e deformazioni piane che pregiudicherebbero la stabilità e tenuta del nuovo manto.
c)Aspetto non secondario in fase di programmazione economica e della gestione è la situazione in essere essendo l’edificio inutilizzato da lungo tempo e totalmente sguarnito di custodia o guardiania; da qui la necessità di sopperire con interventi preventivi e tutelanti che garantiscano una tenuta meteorica con costi contenuti di manutenzione programmata;
d)Per quanto concerne la demolizione di una minima parte di solaio in legno con cannette (mq. 36 ca.), si precisa che durante l’esecuzione di lavori, valutata la non pericolosità dello stesso, si provvederà al ripristino evitandone la demolizione;
e)Per quanto riguarda le opere in cemento armato, si precisa che in fase progettuale si è ritenuto opportuno precedere una minima quantità di calcestruzzo armato, poiché in fase d’esecuzione dei lavori ove non sarà possibile, per questioni di staticità, ripristinare la correa perimetrale in mattoni pieni saranno eseguiti piccoli interventi in calcestruzzo armato che non varieranno assolutamente l'estetica delle facciate;
f)Il restauro della fascia sotto gronda su prospetti esterni sarà eseguita mediante ripristino d’intonaco, muratura o legno deteriorati con successivo ripristino di tutte le parti demolite o mancanti, ricostruendo spigoli rientranti o sporgenti, sagome e profili ornamentali concavi e convessi, in modo da ottenete la fascia in tutto uguale alla sagoma originale adottando esclusivamente malte di calce della stessa composizione e granulometria;
g)Si conferma che i comignoli saranno intonacati e non lasciati in laterizio a vista;
h)Tutta la struttura, compreso gli abbaini e i lucernari saranno ripristinati rispettando la foggia e la dimensione della copertura esistente;
i)Si conferma che la grossa orditura lignea, non ammalorata, sarà ripristinata secondo gli schemi esistenti (capriate, travi di colmo, terzere).

In conclusione, oltre a confermarvi la prossima trasmissione della documentazione fotografica relativa alle fasi d’intervento, si confida nella Vs. attenzione.

11 novembre 1998
Il Comune di Novara - Ufficio Tecnico, “Coordinamento Unico dei LL.PP. Area Lavori Pubblici Fabbricati Servizio di Progettazione e D.L.”, con sua lettera a firma Il Capo Servizio Progettazione e D.L. Arch. Roberto Guasco e L’Assessore ai LL.PP. Avv. Fernando Cardinali, riscrive alla Soprintendenza di Torino.
C.A. Arch. A.Dondi Ad integrazione della ns. precedente del 2 ottobre 1998 ed in esecuzione dei chiarimenti e puntualizzazioni verbali del 4 novembre 1998 si trasmettono le seguenti note:

considerato che ad oggi non si hanno precise indicazioni sulla definitiva destinazione d’uso dell’immobile e sui tempi e costi di restauro complessivo
che tali decisioni sono determinanti per il recupero della funzionalità abitativa e restauro conservativo dei locali sottotetto pertinenti all’intervento proposto
che gli attuali costi d’intervento, nel caso si adottassero tipologie e soluzioni da Voi indicate, superano del 70% le reali disponibilità economiche dell’Amministrazione
che il maggiore costo non permetterebbe l’avvio degli interventi previsti dal progetto elaborato per opere di presidio atte alla conservazione ed interruzione del degrado
che la scelta progettuale è pertanto riconducibile ad un preliminare intervento di preservazione del monumento
considerato inoltre che il progetto è stato elaborato nel marzo 1998 e che nel frattempo le condizioni della copertura sono visivamente peggiorate con situazioni diffuse ed a rischio d’assestamenti

Tutto ciò premesso, si ritiene di analizzare e valutare anche le presenti considerazioni in merito al perfezionamento delle prescrizioni ricevute con lettera del 3 settembre 1998 prot.8150/AD. Confidando in un Vs. sollecito riscontro positivo.

26 novembre 1998
Comunicato Stampa dell’architetto Franco Bordino, fatto pervenire alle redazioni di “La Stampa”, “Corriere di Novara”, “Tribuna Novarese”, “L’azione”, “Astrea”:
Precisazioni in merito ai diversi articoli riguardanti Casa Bossi recentemente pubblicati, che mi coinvolgono direttamente.

1 febbraio 1999
La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici con lettera Prot.n°16225/AD, risponde alla lettera del 23/10/98 n°35501 del Comune di Novara - Dirigente F.F. ing. P.Scroffi, a firma Il Soprintendente Pasquale Bruno Malara e Incaricata Istruttoria dott.arch. A.Dondi/AT4. Oggetto: Casa Bossi - Sistemazione cornicioni, intonaci di facciata e decorazioni pericolanti. In riferimento alla nota di codesto Servizio, nel prendere atto di quanto segnalato dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Novara, ed essendo a conoscenza del progetto di manutenzione straordinaria della copertura predisposto dal Servizio Progettazione e D.L. di codesto stesso Comune, questo Ufficio segnala che solo l’attenta e continuativa manutenzione può contrastare il degrado degli immobili.

1 febbraio 1999
La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici con altra lettera Prot.n°15677/AD 16964/AD, risponde alla lettera del 11/11/98 n°37730 33449, a firma Il Soprintendente Pasquale Bruno Malara e Incaricata Istruttoria dott.arch. A.Dondi/AT4. A seguito della nota del 3/9/98 prot.8150/AD, in riscontro alle note del 7/10/98 prot. n. 33449 e dell’11/11/98 prot. n. 37730 di codesto Comune e riferendosi al sopralluogo effettuato in data 26/11/98 durante il quale si è avuto modo di constatare la situazione complessiva del sottotetto dell’edificio, si osserva quanto segue.
Considerando che per la buona conservazione degli edifici è certamente necessario provvedere in via prioritaria ad un tetto efficiente, tanto più in una situazione di completo abbandono del fabbricato, si accetta l’inserimento della lastra sottocoppo, come intervento a carattere provvisionale. Qualora nel corso dei lavori si riscontrassero situazioni particolari nel corpo di fabbrica centrale, non verificabile nel corso del sopralluogo, potrebbero essere individuati settori di mantenimento dell’originario schema costruttivo alla piemontese. Le considerazioni e puntualizzazioni contenute nella nota del 2/10/98 prot.33449 di codesto Comune inducono tuttavia a riflessioni di carattere generale sulla necessità di mantenere particolarmente negli edifici di proprietà pubblica vincolati ex lege 1089/39 le tecniche costruttive tradizionali evitando possibilmente di operare un regime di provvisorietà. Ben sapendo che il provvisorio risulterà definitivo per parecchi anni, con soluzioni moderniste che di fatto alterano l’originario schema costruttivo, pur consentendo la sopravvivenza del fabbricato.

22 febbraio 1999
Progetto esecutivo - Casa Bossi risanamento e restauro copertura
- progettista ing. Marco Vicario per l’impresa Ing.Prati s.r.l. di Arona (NO), commissionato dal Comune di Novara - Servizio Progettazione e D.L. Lavori Pubblici.
L’elaborato comprende: Relazione tecnica, n°5 Tav. di Rilievo 1:100 (sottotetto corpo A, copertura corpo A, rilievo fotografico corpi A e B, sottotetto corpo B, copertura corpo B) e n° 2 Tav. di Progetto 1:100 (copertura corpo A, copertura corpo B). Le tavole riportano la dicitura: Assistenza al rilievo e restituzione grafica progettuale: Studio Tecnico Ing. Alberto Tricarico - Novara.

10 marzo 1999
Lettera di trasmissione del Progetto esecutivo (e relativo Piano della Sicurezza), dall’impresa Ing.Prati s.r.l. di Arona (NO), all’attenzione dell’arch. Roberto Guasco del Comune, protocollata il 19/3/1999 n.9526 dal Municipio di Novara.

22 marzo 1999
Inizio Lavori

24 marzo 1999
Viene richiesta alla Soprintendenza l’autorizzazione per lo smontaggio di due campate della cancellata con relativa base in pietra prospettante sul baluardo, per favorire le operazioni di cantiere. In proposito vengono fornite garanzie riguardanti il riposizionamento originale e tutta la cura necessaria alle operazioni.

22 aprile 1999
Lettera da Soprintendenza Torino, prot.4761/AD, a Sindaco di Novara
(…) questo ufficio non ha osservazioni da formulare per quanto di competenza all’intervento [smontaggio due elemen-ti di cancellata con supporti in pietra] considerate le garanzie fornite per il successivo ripristino, al termine dei lavori.

26 aprile 1999
Inizio effettivo dei lavori.

25 maggio 1999
Determinazione n°115 della Regione Piemonte - Direzione Regionale ai Beni Culturali - Settore Musei e Patrimonio Culturale, relativa all’assegnazione di un contributo al Comune di Novara per gli interventi di restauro e recupero delle facciate di Casa Bossi in Novara di £.500.000.000.

9 giugno 1999
Delibera della Giunta Comunale n° 585 - Acquisizione del diritto all’utilizzo del prodotto intellettuale dell’arch. Franco Bordino.

22 giugno 1999
Regione Piemonte - Direzione Regionale ai Beni Culturali - Settore Musei e Patrimonio Culturale, prot.n.11620/31.3, lettera a firma dell’Assessore Giampiero Leo e del Dirigente del Settore Gaudenzio De Paoli.
Con la presente si comunica che con la determinazione n.115 del 25.05.1999 della Direzione Regionale Beni Culturali è stata approvata l’erogazione a favore del Comune di Novara di un contributo di L. 500.000.000 per la realizzazione degli interventi di restauro e recupero delle facciate di Casa Bossi di Novara.
Il contributo, non soggetto a trattenuta IRPEG, sarà erogato in due soluzioni: una prima parte, pari all’80% del contributo relativo all’intervento; la seconda, pari al restante 20%, a saldo, dietro presentazione di una relazione sui lavori effettuati, di un rendiconto delle entrate e delle uscite inerente l’intero intervento, di documentazione contabile relativa almeno all’equivalente del contributo regionale e di un certificato di collaudo.

3 dicembre 1999
Lettera da Soprintendenza Torino, prot.17726/AD, a Sindaco di Novara
Un anonimo dattilografo ha segnalato a questo ufficio che nel corso dei lavori di sistemazione della copertura di Casa Bossi i coppi verrebbero eliminati e sostituiti con tegole piatte. Pur dubbiosi sulla veridicità dell’informazione, si richiede un aggiornamento sul cantiere in corso.
Firmato il Soprintendente Pasquale Bruno Malara e Incaricata Istruttoria D.Arch. A.Dondi/AT/2.

29 gennaio 2000
Risposta dell’Arch. Roberto Guasco del Comune, prot.2546-24/1/2000, alla Soprintendenza di Torino.
Con riferimento alla Vs. lettera in data 3-12-1999 prot.17726/AD si precisa che l’esecuzione dei lavori di “Risanamento e Restauro della copertura di Casa Bossi” è stata eseguita seguendo fedelmente le indicazioni di progetto da Voi verificato ed approvato. In relazione ai dubbi espressi nella Vs. comunicazione di cui sopra, si puntualizza che il manto di copertura è stato eseguito utilizzando i vecchi coppi recuperati e accuratamente accatastati, durante lo smontaggio della copertura esistente.

Aprile 2000
Fine dei lavori alle coperture.

22 giugno 2000
Relazione finale e Certificato di regolare esecuzione
A firma del D.L. e del Titolare dell’Impresa esecutrice.

27 giugno 2000
L’Ordine degli Architetti delle Province di Novara e V.C.O., Astrea - libera associazione dei Cittadini novaresi per la trasparenza e l’efficienza amministrativa, Italia Nostra - Associazione Nazionale per la Tutela del Patrimonio Storico Artistico e Naturale, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Architettura sezione di Novara IN/ARCH, organizzano:
“Monumenti ed ambienti tra rifacimento e restauro (il caso di casa Bossi e altre storie)”- Convegno e Dibattito, sala Est Sesia via Negroni 7, Novara, ore 21.

16 ottobre 2000
Comune di Novara Area Finanze e Patrimonio Servizio Demanio e Patrimonio,
Determinazione N.111 del 16/10/2000, Oggetto: Lavori di risanamento e restauto della copertura di Casa Bossi (Approvazione certificato di regolare esecuzione e relazione sul conto finale redatti dal Direttore dei Lavori in data 26.06.200), a firma: Il Dirigente Servizio Demanio e Patrimonio Dr. Arch. Roberto Guasco.

23 ottobre 2000
Viene firmato in questa data il protocollo d’intesa del Piano di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio (P.R.U.S.S.T.) con il Ministro dei Lavori Pubblici. Fra i 72 progetti, nell’ambito 8 ‘Cultura’, alla proposta 11, è inserito il progetto di ‘Ristrutturazione e recupero Casa Bossi (centro culturale)’.
Comune di Novara - Una proposta di recupero di Casa Bossi con la formazione di un Centro Culturale per la città.

6 dicembre 2000
Delibera della Giunta Comunale n°941- Conferimento incarico all’Arch. Bordino per la redazione del piano di approccio interdisciplinare a Casa Bossi.

15 febbraio 2001
In esecuzione della deliberazione di G.C. n.941 del 6.12.2000, avviene l’affidamento dell’incarico all’Arch. Franco Bordino per la “Redazione del piano di approccio interdisciplinare a Casa Bossi”.

10 gennaio 2001
Deliberazione della Giunta Comunale n°28 relativa all’affidamento di incarico al “Raggruppamento temporaneo di professionisti” formato dal capogruppo Arch. Paolo Colombo e dai co-progettisti Prof. Ing. Lorenzo Jurina e Prof. Arch. Cesare Feiffer, per “Indagine statica condotta con prove non distruttive ed indagini finali; progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, direzione dei lavori, contabilità, assistenza al collaudo e liquidazione per gli interventi di consolidamento strutturale, in affiancamento e collaborazione alla progettazione architettonica dei lavori “CASA BOSSI: interventi di risanamento strutture e facciate”.

2 aprile 2001
La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Torino, con propria lettera prot.n. 19144-21228-2026/AD avente per oggetto: Novara=D.L.490/99 (Ex Lege 1089/39) - Casa Bossi - Via Pier Lombardo angolo Baluardo Lavori di risanamento e restauro copertura, firmata da Il Soprintendente Pasquale Bruno Malara e L’Incaricato dell’Istruttoria Arch.A.Dondi, comunica a:

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Ufficio Centrale per i Beni A.A.A.E.S. Div.III Sez.II - Roma
Ordine degli Architetti delle Prov. Di Novara e V.C.O.
Sig. Sindaco del Comune di Novara
Astrea, Casella Postale 22, Novara

di aver ricevuto note da codesti enti conseguenti al Convegno organizzato, di aver approvato con nota del 3/9/98 n.8151/AD e 1/2/99 n. 16964/AD, di apprezzare l’impegno di codesti Enti, e di invitare il Comune a verificare periodicamente la situazione.

4 maggio 2001
In esecuzione della deliberazione di G.C. n.28 del 10.01.2001, avviene l’affidamento dell’incarico al raggruppamento temporaneo di professionisti formato da arch. Paolo Colombo di Novara, ing. Lorenzo Jurina di Milano e arch. Cesare Feiffer di Venezia relativo alla “verifica statica dell’immobile ed agli interventi di consolidamento sulle strutture e sulle facciate”.

4 maggio 2001
Lettera del Comune di Novara - Ufficio Tecnico - Servizio Manutenzione Fabbricati,
alla Regione Piemonte - Direzione Regionale ai Beni Culturali - Settore Musei e Patrimonio Culturale, (c.a.Dott. Scio), avente per oggetto: Casa Bossi in Novara. Contributo Regione Piemonte - Settore Musei e patrimonio culturale - di cui alla Determinazione Dirigenziale n°115 del 25.05.1999. Comunicazione dei tempi progettuali.
Dalla data dell’affidamento d’incarico (v.4/5/2001) (…) decorrono pertanto i tempi per la redazione degli atti progettuali, di cui all’art.4 del suddetto disciplinare d’incarico, così individuati:

120 gg dalla sottoscrizione del contratto - consegna della FASE ANALITICA dell’immobile, di cui ai punti a. b. e c. dell’art.3;
75 gg dalla consegna della relazione tecnica di cui al punto c. dell’art.3 - consegna del PROGETTO PRELIMINARE;
15 gg dalla consegna del progetto preliminare (90 gg dalla consegna della relazione tecnica di cui al punto c. dell’art.3) - consegna del PROGETTO DEFINITIVO;
30 gg dall’ottenimento dell’autorizzazione da parte delle Soprintendenze competenti - consegna del PROGETTO ESECUTIVO per l’appalto dei lavori.

Visto lo scadenziario sopra riportato, si ipotizza un tempo per la redazione degli atti progettuali stimato in circa 240 gg esclusi i tempi di approvazione delle diverse fasi progettuali, in particolare per quanto riguarda l’approvazione del progetto definitivo da parte delle competenti Soprintendenze territoriali.
Con la presente si comunica pertanto che le diverse documentazioni progettuali, da Voi richieste nella nota prot. 11620/31.3 del 22.06.1999 e nella successiva nota prot. 1375/31.3 del 18.01.2001, saranno a Voi consegnate appena in ns possesso. Firmato Il Dirigente Servizio Manutenzione Fabbricati Ing. Piero Scroffi, e l’Assessore alle Finanze Patrimonio ed Edilizia Pubblica Luigi Martinoli.

13 maggio 2001
Nel corso dell’ultimo sopralluogo effettuato si rileva come ormai sempre più numerosi, evidenti ed inquietanti risultino gli irreversibili ‘segni’ lasciati dalle indagini che, già dalla fine di marzo e quindi ad incarico non ancora conferito, si stanno effettuando in loco. Testimonianze diffuse documentano purtroppo la qualità invasiva e distruttiva di tali indagini (es. perforazioni nei graniti, tasselli metallici nei parquet, brecce ed incisioni nelle murature, vetri decorati rotti, serramenti divelti,...) Una maggior cautela, attenzione e rispetto era d’obbligo: con questa progressione dove si arriverà?

16 maggio 2001
L’architetto Franco Bordino consegna il “Piano di approccio interdisciplinare a ‘Casa Bossi’ architettura antonelliana di Novara”. L’elaborato consta di un volume di n°167 facciate dattiloscritte in formato A4, comprendenti n°66 immagini e fotografie diverse, n°1 riproduzione grafica in formato A4 e n°7fogli con elaborazioni grafiche in formato A3.

 

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