Il  progetto  per  Casa Bossi

         Nel corso del dibattito pubblico Oltre il giardino. Dal restauro di Casa Bossi verso un progetto culturale per Novara, tenutosi martedì 29 ottobre 2002 presso l’Auditorium “Fratelli Olivieri” del Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara, l’illustre relatore architetto Vittorio Gregotti dichiarava che …Casa Bossi è un edificio che si giustifica in sé, … come una villa del Palladio … è assolutamente prioritario conservarlo evitando che crolli … a priori.

          Già nel corso di un altro pubblico dibattito La Cupola di San Gaudenzio: la sua storia, lo stato odierno, un monitoraggio molto complesso, tenutosi sabato 24 febbraio 2001 presso l’Auditorium BPN di Novara, l’allora Soprintendente per i Beni Ambientali ed Architettonici del Piemonte architetto Pasquale Bruno Malara sottolineava in uno specifico intervento come risulti sempre più frequente il delinearsi della necessità di rispettare e tutelare beni architettonici diversi anche solo esclusivamente per la loro conservazione.

         Pur rispettando e condividendo teoricamente queste due autorevoli e significative testimonianze si ritiene che il restauro di Casa Bossi possa permettere il conseguimento di obiettivi più concreti delle ipotesi teoretiche espresse, peraltro condivisibili ancorché estremistiche, ed anzi andare ben oltre assolvendo compiti funzionali propri, sia storici sia nuovi ed aggiornati, di reale produzione culturale, naturalmente senza prescindere dalla realtà attuale e dall’assoluta esigenza di compatibilità e pertinenza.

         Le ipotesi di destinazione d’uso individuate nel progetto, pur senza scendere a facili compromessi ed escludendo a priori scelte che non siano qualitativamente corrette ed appropriate, fanno i conti con la realtà anche meramente quantitativa e, senza escludere eventuali altre successive possibili evoluzioni (anzi assumendone strutturalmente le caratteristiche di imprescindibile reversibilità), delineano un quadro complessivo verificabile di appropriata rifunzionalizzazione che valorizza il bene e risulta quindi corretto e sostenibile.

         L’intero progetto di individuazione delle nuove destinazioni d’uso compatibili alla conservazione e valorizzazione del bene trova ispirazione e guida nelle varie connotazioni che legano ogni singola scelta effettuata: queste risultano diverse caso per caso, ma comunque sempre supportate da valenze di specifica connotazione culturale.  

       Alle pagine successive sono riportati gli elaborati che illustrano il progetto nelle sue componenti principali.

       Ogni singolo livello è presentato da una specifica e originale immagine introduttiva che, in diversa misura e utilizzando riferimenti vari, funge da incipit di suggestione per ciascun piano analizzato, rinviando ai successivi elaborati di rappresentazione ed approfondimento: una tavola di sintesi relativa all’individuazione delle destinazioni d’uso ed una specifica relazione descrittiva.

PIANO  CANTINATO

Schizzo  di  studio  per  il  progetto  di  rifunzionalizzazione  del  piano  interrato, individuato  come  nuova ‘Sezione novarese’  della  Biblioteca  Civica.

Pianta piano cantinato - individuazione delle destinazioni d'uso

PIANO  CANTINATO

Il piano interrato sarà il livello con il grado di innovazione più rilevante nel contesto generale della rifunzionalizzazione ipotizzata.

Qui sono infatti previsti spazi quasi interamente riservati ad usi pubblico-culturali che assumono grande valore di totale coinvolgimento per il restauro generale ed il riuso produttivo dell’intera struttura.

La nuova connotazione generale di questo livello ha in sé una particolare specificità: essa diventa il tramite reale in grado effettivamente di trasmettere verso l’esterno la propria produzione di qualità culturale.

La nuova destinazione può essere riassunta sinteticamente nell’individuazione della sede per la “Sezione Novarese della Biblioteca Civica”.

Questo nuovo centro potrebbe raccogliere infatti in un unico spazio omogeneo numerosissimi volumi e documenti relativi alla storia novarese, nelle loro più svariate componenti, ma comunque sempre specificamente legati al territorio, rendendoli disponibili in sistema ed offrendo la possibilità di organizzare finalmente in modo dignitoso ed appropriato le varie biblioteche private, lasciti ed archivi oggi indisponibili perché dimenticati in depositi sperduti ed irraggiungibili,  accogliendone decorosamente almeno le parti di competenza.

Tale nuova collocazione oltre a dare efficace e produttiva sistemazione a queste importante risorse, libererebbe altri spazi sanando pluriennali questioni relative ad oneri non solo di tipo economico, svincolando pesanti responsabilità e favorendo in proposito liberatorie definitive.

In uno spazio nuovo, architettonicamente molto suggestivo ed appositamente organizzato per una sua nuova libera fruizione, stimolante e funzionale, viene quindi individuato l’inserimento di un ‘centro di documentazione e ricerca specificamente novarese’ dotato di tutti i servizi relativi.

Tutti gli spazi risultano essere completi di ogni servizio accessorio, opportunamente fruibili, coerentemente accessibili ed in sicurezza, anche tramite la predisposizione organizzata del sistema di scale presenti e l’inserimento di un nuovo ascensore centrale.

La specifica ed originale articolazione dei diversi spazi previsti per il livello interrato e delle funzioni qui presenti dinamicamente interconnesse, si ipotizza possa diventare:

-         il fulcro portante della nuova essenza vitale dell’edificio;

-         la sommatoria della produzione culturale ad esso legata;

-         il tramite per la lettura architettonica della struttura antonelliana.


PIANO  TERRENO

Ipotesi progettuale di base del logo e di alcune sue applicazioni, per una  possibile immagine coordinata relativa  al  ‘Sistema Culturale Casa Bossi’.

Pianta piano terreno - individuazione delle destinazioni d'uso

PIANO  TERRENO

Il piano terreno sarà variamente utilizzato con tutti i diversi ambiti d’uso precedentemente individuati ad esclusione della specifica residenza abitativa.

Troveranno infatti adeguata sistemazione, valorizzando gli ambienti che ospiteranno le nuove funzioni, spazi espositivi per allestimenti temporanei e/o manifestazioni culturali di varia natura, organizzati specificamente con diverse possibilità di utilizzo e fruizione, oltre a tutti i servizi connessi a tali manifestazioni ed alle strutture logistiche di coerente pertinenza.

In particolare troveranno sistemazione al piano terreno tre fondamentali diverse presenze: la portineria, gli spazi espositivi temporanei, i servizi direttamente collegati al supporto delle mostre e manifestazioni presenti.

L’alloggio del custode e la portineria assumono un’importanza fondamentale nel contesto del restauro generale con funzioni di tipo connettivo e strategico. 

Si è ritenuto determinante l’inserimento di queste specifiche destinazioni d’uso funzionali (peraltro già presenti, seppur in forme diverse, durante tutto il corso della vera vita dell’edificio) e si è voluto non considerarle minori individuandone spazi di grande qualità e prestigio.

Il controllo costante e la presenza continuativa rappresentano infatti innegabili aspetti determinanti per il buon funzionamento della gestione complessiva.

Viene infatti così garantito il controllo, la tempestività di intervento, anche solo manutentivo, favorendo inoltre la memoria e la storicizzazione del bene.

E’ quindi stata prevista la riutilizzazione della guardiola posizionata lateralmente all’ingresso dalla via Pier Lombardo, direttamente affacciata sull’androne d’accesso e fornita di locale di servizio a disposizione nel piano superiore ammezzato, utilizzabile tramite  l’esclusivo collegamento garantito dalla scala a chiocciola in ghisa, presente.

Nella parte nord-ovest, precisamente all’angolo compreso fra la scala secondaria e l’androne d’accesso dal Baluardo Quintino Sella, è stato riorganizzato l’alloggio per la famiglia del custode.

Questo dispone di un collegamento interno con i locali di pertinenza al piano superiore ammezzato e rappresenta nelle sue originalissime spazialità una preziosa unità abitativa di grande suggestione e creativa vivibilità.

La parte centrale del piano terreno, direttamente affacciata sul giardino anteriore con il pronao aggettante, e comodamente disimpegnata dai porticati retrostanti verso la corte interna e gli accessi, viene individuata nella sua globalità come sede di allestimenti espositivi temporanei, mostre e manifestazioni diverse.

Questa zona presenta saloni di grandi dimensioni e pregevolissime caratteristiche architettonico-artistiche che possono permettere percorsi di visita articolabili diversamente in relazione alle specifiche esigenze ed assolvere contemporaneamente ad altre importanti funzioni quali la visita antonelliana del monumento, l’utilizzo degli spazi per spettacoli, celebrazioni, eventi di rappresentanza ed altro ancora.

Di particolare importanza nell’individuazione delle nuove funzioni assegnate risulta essere la posizione, infatti il piano terreno permette di gestire in modo più che soddisfacente l’accessibilità e la sicurezza di questi spazi senza compromettere alcunché delle proprie caratteristiche peculiari.

Per favorire un utilizzo costante del livello terreno anche oltre i periodi dedicati alle mostre ed alle manifestazioni temporanee sopra ricordate, e quindi garantirne una vita propria indipendente e soprattutto attiva, in sintonia col progetto di produzione culturale legato al restauro generale di Casa Bossi, è stato previsto l’inserimento di altre importanti funzioni.

Queste risultano non slegate dalle manifestazioni temporanee ricordate, anzi a loro supporto nei momenti specifici appositamente individuati, ma  in grado di essere assolutamente indipendenti nel corso di altri periodi ed anzi autonome nel loro contributo di produzione culturale specifica.

In quest’ottica si ricorda quindi il ‘bookshop-libreria novarese’, l’ufficio ‘mostre e gestione spazi espositivi comunali’, l’open-space informativo degli avvenimenti culturali, la caffetteria, ecc.

Naturalmente altri spazi trovano precisa definizione come depositi specifici, locali per il personale, servizi tecnici e tecnologici indispensabili al corretto funzionamento di ogni attività prevista.

AMMEZZATO  DEL  PIANO  TERRENO

Stralcio del progetto per il CENTRO STUDI ANTONELLIANI “Arialdo Daverio” che si ipotizza posizionato su questo livello, in ambienti di particolare fascino e suggestione spaziale.

Pianta ammezzato piano terreno - individuazione delle destinazioni d'uso

AMMEZZATO  DEL  PIANO  TERRENO

Il livello ammezzato del piano terreno sarà adibito a servizi accessori dell’intero edificio, sostanzialmente di tipo tecnico e tecnologico, ma avrà anche una precisa ed originale ‘connotazione antonelliana’ grazie ad una nuova specifica destinazione appositamente individuata in una zona particolare di grande suggestione architettonica.

Si ipotizza infatti la predisposizione e l’allestimento di una serie di tre locali, di modeste dimensioni, ma dotati di servizio, disimpegno, e particolare fascino spaziale, per realizzare finalmente a Novara un ‘Centro Studi Antonelliani’.

Ipotesi di specifico logo identificativo del  nuovo centro, realizzato partendo da alcuni schemi grafici originali, che l’ingegnere aveva personalmente elaborato

Il centro studi potrebbe essere significativamente intitolato all’ing. Arialdo Daverio identificandolo così con colui che costituisce e rappresenta il prodromo della riscoperta dell’opera dell’architetto Alessandro Antonelli.

Recuperando il suo archivio (per una parte forse si è ancora in tempo) si inizierebbe a costituire un centro di studi e documentazione che, con la ‘Fabbrica Lapidea di San Gaudenzio’ situata a due passi ed anzi direttamente ad esso collegata, costituirebbe un fulcro di produzione culturale specifica, unico e … probabilmente dovuto.

Si è già accennato precedentemente alla presenza, su questo livello, di un locale al servizio della portineria e del piano superiore dell’alloggio per il custode.

Contemporaneamente troveranno sistemazione strategica, sul piano ammezzato in questione, una serie interconnessa di servizi tecnici e tecnologici, da un lato per la gestione dell’intero fabbricato e dall’altro specificamente individuati per le indispensabili e complesse strutture impiantistiche dei piani sottostante e soprastante, rispettivamente quello terreno e primo, caratterizzati da funzioni particolarmente complesse di tipo pubblico.

PIANO  PRIMO

Michele Cascella,  Baluardo Quintino Sella (Allea di Novara), tempera e pastello su carta, 68 x 100 cm., (1930 circa), appartenente alla Donazione Ettore Bossi, oggi conservato presso la Galleria Giannoni, INV.333.

L’avvocato Ettore Bossi, …collezionista di pittura dell’Ottocento, e non dei minori, aveva fatto stampare nel 1932 il catalogo delle centocinquanta opere raccolte nella casa di famiglia, lo splendido palazzo antonelliano di baluardo Quintino Sella. Emblematicamente, proprio un’opera che prende a soggetto questo angolo di Novara può essere segno del ruolo di Bossi in quel momento di apertura della città all’arte contemporanea: il pastello di Michele Casella, chiamato ad esporre nel 1930 nella prima Galleria privata d’arte, la Cotroney, era stato acquistato dal nostro e subito donato alla Pinacoteca Giannoni.

(Cfr. AA. VV., Dalla raccolta privata alla pubblica galleria, indagine e scoperte nei depositi dei Musei novaresi, Comune di Novara – Assessorato per la Cultura e Musei,  Arengo del Broletto, 15 dicembre 1995 - 14 gennaio 1996, Tip. S.Gaudenzio, Novara, 1995, pp.20-21).

Pianta piano primo - individuazione delle destinazioni d'uso

PIANO  PRIMO

       Il piano nobile accoglierà spazi pubblici di interesse culturale specificamente definiti nelle loro diverse funzioni, tecniche, amministrative, espositive e gestionali.

       Insieme troveranno definitiva sistemazione importanti organismi e sedi di altre diverse attività pertinenti e strettamente collegate.  

Questi nuovi spazi d’organizzazione saranno sia di natura amministrativo-gestionale, quanto tecnica,  di sussidio didattico e di servizio.

Tralasciando di soffermarsi su individuazioni specialistiche e tecnico tecnologiche che necessariamente troveranno i loro spazi essenziali anche in questo livello di particolare complessità impiantistica, il piano nobile sarà sostanzialmente occupato da due diverse, ma coerenti, nuove funzioni.

Il progetto prevede di destinare l’intero livello del piano primo ad opportuni spazi in grado di accogliere  due nuove destinazioni d’uso, particolarmente significative ed importanti, con tutte le strutture logistiche e di servizio loro connesse:

-         l’Assessorato per la Cultura, Musei, Teatro e Spettacoli, del Comune di Novara

-         la Galleria d’Arte Moderna “Paolo e Adele Giannoni”

Attualmente l’Assessorato presenta collocazione ancora provvisoria e tre sedi diverse per dislocazione fisica, competenze ed organizzazione operativa:

-         la ‘Sezione Biblioteca’, diretta dalla dott.ssa Maria Carla Uglietti, con sede in Palazzo Vochieri di corso Cavallotti (che ha recentemente subito uno specifico intervento di ampliamento e ristrutturazione), dove si trovano tutte le strutture organizzative connesse a questa fondamentale attività;

-         la ‘Sezione Musei’, diretta dalla dott.ssa Maria Laura Tomea Gavazzoli, con sede in Palazzo Faraggiana di via Ferrandi (che ha anch’esso da poco subito uno specifico intervento di ristrutturazione), dove oltre alle varie funzioni strutturali del servizio ha sede anche il Museo di Storia Naturale;

-         la ‘Sezione Teatro, Spettacoli ed iniziative Culturali’, diretta dalla dott.ssa Antonella Colella, con sede non ancora stabile e decorosamente definitiva, strutture logistico organizzative insufficienti e localizzazione poco funzionale, determinata anche dalle varie soluzioni di ripiego provvisoriamente adottate.

Casa Bossi potrebbe rappresentare la soluzione ottimale, sotto vari punti di vista, per dare finalmente una sede degna e definitiva all’Assessorato alla Cultura, all’altezza di ciò che questo organismo dovrebbe rappresentare, dando contemporaneamente sistemazione decorosa e funzionale alla sua ‘terza sezione’, attualmente ancora l’unica in precaria situazione.

Così, a suggello dell’investimento culturale complessivo ipotizzato per il recupero di Casa Bossi, l’Assessorato alla Cultura riassumerebbe in sé l’idea fondante del progetto, assolvendo finalmente in modo appropriato compiti istituzionali e di rappresentanza oltre che di reale pratica funzione specifica.

In una parte omogenea dell’edificio, differenziata e separata dalle altre zone dedicate alle specifiche ‘Collezioni Novaresi’, ma ad esse strettamente collegata ed interconnessa, sono infatti previsti specifici ambienti per l’ufficio dell’assessore, la segreteria relativa, gli spazi di accoglienza ed attesa, la direzione della sezione cultura, l’archivio,  l’ufficio teatro e spettacoli, l’ufficio iniziative culturali, la sala riunioni e convegni ed i locali per il personale con i relativi servizi.

Nella parte centrale del piano primo e per tutta la zona relativa alla facciata principale del palazzo, dove si estendevano gli spazi di rappresentanza del piano nobile dell’edificio nella sua originaria concezione, viene individuato un percorso in successione di stanze e saloni che permette la collocazione stabile e definitiva di alcune importanti collezioni d’arte moderna novaresi che, elemento decisamente non secondario e trascurabile, certamente proprio in questo luogo, hanno avuto i fondamentali contributi originali che ne hanno determinato la genesi.

In particolare si prevede la precisa collocazione di importanti collezioni ottocentesche di tipo museale permanente e specificamente novaresi, identificabili nella raccolta costituita dalla collezione d’Arte Moderna ‘Galleria Giannoni’, ma più precisamente e correttamente individuabili nelle varie altre coeve o successive donazioni che la hanno integrata cospicuamente, come la stessa collezione  dell’ultimo proprietario dell’edificio in questione, avvocato Ettore Bossi, o quella di Emilio Aina, per arrivare alle più recenti di Luigi Marzoni Fecia di Cossato e di Carlo Bechini.

Questa specifica sistemazione, di assoluta compatibilità e pertinenza, potrebbe essere fra l’altro un modo coerente, onesto e significativo, per riconoscere e tramandare l’importante ruolo di attiva promozione culturale che l’avvocato Bossi ha per lungo tempo occupato, in prima persona ed a vario titolo, nel panorama colto novarese della sua epoca.

E’ da notare che attualmente in pratica tutte queste opere non hanno adeguata sede espositiva e risultano, se non pressoché sconosciute, sicuramente sottostimate, non adeguatamente valorizzate e fondamentalmente poco produttive perché non fruibili direttamente nella loro completa originalità.

La nuova sede individuata disporrà di particolari strutture direttamente collegate quali la specifica quadreria (intesa come deposito organizzato e consultabile, centro di studio, restauro, ecc.,) e la sala didattica, mentre evidentemente risulterà garantita la completa ed indistinta accessibilità con una fruibilità già prevista anche per disabili.

Queste specifiche ricollocazioni individuate per il piano primo, insieme all’istituzione di nuove strutture appositamente definite, permetteranno di dare un assetto più funzionale ed efficace all’intero ‘sistema culturale’ di Casa Bossi, mentre contemporaneamente produrranno il decongestionamento di altri importanti e strategici spazi novaresi, favorendone la possibilità di una specifica, necessaria e più attuale ristrutturazione generale.

AMMEZZATO  DEL  PIANO  PRIMO


Suggestivo scorcio verso il Baluardo Quintino Sella, ripreso da una finestrella di un particolarissimo ambiente (attualmente inagibile) posto al livello ammezzato del piano primo, al centro del pronao della facciata principale dell’edificio.

Pianta ammezzato piano primo - individuazione delle destinazioni d'uso

AMMEZZATO  DEL  PIANO  PRIMO

L’ammezzato del piano nobile, servirà quasi in modo esclusivo per locali tecnici e di servizio, sia per le zone pubbliche quanto per le parti riservate agli usi privati.

Anche questo livello, caratterizzato da superfici e spazi quantitativamente nel complesso molto limitati, non mancherà di rappresentare con pertinente originalità le sue nuove funzioni, assolvendo compiti minori, quali il deposito per attrezzature di servizio e manutenzione del palazzo, ma anche specifici di organizzazione complessiva dei locali tecnici comuni o di supporto tecnologico speciale per una particolare sala espositiva sottostante, sulla quale un ambiente del piano si affaccia direttamente. 

PIANO  SECONDO


Significativo esempio di recupero abitativo, di un appartamento della seconda casa Ponzio Vaglia, realizzata da Alessandro Antonelli a Torino nel 1843-44, attraverso il progetto degli architetti Pio Luigi Brusasco e Giovanni Torretta, che dimostra in modo esemplare come sia possibile rifunzionalizzare un’architettura antonelliana, conservandola e valorizzandone le peculiari straordinarie caratteristiche. 

(Cfr. Giovanni Torretta, Torino, Contrada della Rocca. Una casa di Alessandro Antonelli architetto innovatore, in: Abitare, n°258, ottobre 1987, Milano, pp.202-217, fotografia di Daniele Regis, riprodotta direttamente dalla rivista citata).

Pianta piano secondo - individuazione delle destinazioni d'uso

PIANO  SECONDO

Il secondo piano verrà interamente riutilizzato con unica comune destinazione residenziale abitativa.

Le diverse unità immobiliari individuate potranno quindi essere concesse, evidentemente tramite specifiche convenzioni particolari, ad usi privati vincolati.

In particolare, nel pieno rispetto della struttura architettonica originale, anzi valorizzandone alcune peculiari caratteristiche, sono state individuate sei distinte unità abitative diverse.

Ogni appartamento, oltre che dalle ampie, comode e luminose scale antonelliane, è servito da nuovi ascensori appositamente studiati ed ubicati in modo funzionale, ma non invasivo o visibile, nel pieno rispetto dell’esistente. In particolare due alloggi dispongono di collegamento verticale meccanizzato, di tipo riservato esclusivo.

Per ogni unità abitativa è stata prevista la specifica realizzazione di tutti i servizi necessari alla completa rifunzionalizzazione, senza alterare l’impianto murario originale, ma garantendo una attuale e moderna fruibilità degli spazi esistenti che sono stati riorganizzati considerando i numerosi elementi di pregio ovunque presenti.

Un arredo particolarmente attento e specificamente progettato permetterebbe infine di ottimizzare anche gli ambienti che, ad una prima visione, potrebbero apparire dimensionalmente quasi eccessivi in questa iniziale rappresentazione che risulta necessariamente scarna ed incompleta.

Le diverse unità presentano ognuna specifiche ed originali connotazioni dimensionali, di orientamento e di taglio compositivo, che le rendono comunque uniche, prestigiose ed indistintamente speciali.

Da una prima generale quantificazione fisica delle diverse Superfici Lorde complessive di Pavimento, le stesse risultano:
- Unità abitativa 2.1 di mq. 112 circa di s.l.p. 
- Unità abitativa 2.2 di mq. 153 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 2.3 di mq. 150 circa di s.l.p. 
- Unità abitativa 2.4 di mq. 169 circa di s.l.p. 
- Unità abitativa 2.5 di mq. 154 circa di s.l.p. 
- Unità abitativa 2.6 di mq. 213 circa di s.l.p. 

In questa prima sommaria quantificazione planimetrica non risultano evidentemente computati i vari spazi comuni e le eventuali pertinenze, così come terrazze, balconi, portici, sottotetti e volumi tecnici quali vani scale, ascensori, ecc.

PIANO  TERZO

Vista di un particolare ambiente del piano terzo, posto dietro il timpano della facciata principale del palazzo.

Se da un lato l’immagine (scattata nel maggio 2001) evidenzia lo stato di profondo degrado in cui si trova l’edificio, dall’altro, osservando ad esempio solo la grande complessità delle diverse aperture qui presenti, appare evidente come estremamente stimolante possa risultare la percezione di questi ambienti caratterizzati da una singolare ed originalissima spazialità.

Pianta piano terzo - individuazione delle destinazioni d'uso

TERZO  PIANO

Per il terzo piano è stato previsto l’utilizzo della parte abitabile, quella posizionata sul fronte principale dell’edifico con l’affaccio sul Baluardo Quintino Sella, con specifica destinazione residenziale mentre, nella zona retrostante parzialmente di sottotetto, è stato precisamente individuato anche un nuovo percorso.

Questo, oltre ad assolvere compiti di distribuzione funzionale diversi, (si pensi solo alla possibilità di dare compiuta continuità ai collegamenti verticali esistenti senza limitarne univocamente ed a senso unico il loro utilizzo), permette la realizzazione di un nuovo specifico percorso per la visita architettonico-antonelliana dell’edificio, che garantisce una fruibilità di particolare interesse specifico e grande suggestione generale.

Tale nuova connessione non comporta interferenze o compromessi con le altre diverse funzioni individuate sul medesimo piano, anzi risulta essere autonoma ed indipendente.

Le tre diverse unità abitative individuate su questo ultimo livello dell’edificio risultano avere le medesime caratteristiche già ricordate per le stesse del piano sottostante, ma godere di una vista ininterrotta sul panorama delle Alpi ancora più entusiasmante ed unica.

Da una prima generale quantificazione fisica delle diverse Superfici Lorde complessive di Pavimento, le stesse risultano:
- Unità abitativa 3.1 di mq. 158 circa di s.l.p.  
- Unità abitativa 3.2 di mq. 173 circa di s.l.p. 
- Unità abitativa 3.3 di mq. 214 circa di s.l.p. 

In questa prima sommaria quantificazione planimetrica non risultano evidentemente computati i vari spazi comuni e le eventuali pertinenze, così come terrazze, balconi, portici, sottotetti e volumi tecnici quali vani scale, ascensori, ecc.

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