Note  conclusive

Casa Bossi rappresenta un valore culturale unico ed irripetibile di eccezionale importanza storica, artistica ed architettonica.

Appare quindi assolutamente indispensabile valutare approfonditamente tale specifica situazione e ricondurre il problema ai principi generali che definiscono e regolano la pratica del ‘restauro conservativo scientifico’, inteso nella sua più moderna ed aggiornata accezione.

         Si tratta allora di approfondire ulteriormente la conoscenza del bene e di evolverne la comprensione, per poi procedere alla conservazione specifica nel rispetto onesto della sua vera autenticità.

Le ipotesi progettuali di individuazione delle nuove destinazioni d’uso per  la rifunzionalizzazione di Casa Bossi, precedentemente descritte, risultano informate ai dettami del ‘restauro conservativo’ e si riconoscono nei suoi portati.

Differentemente dalla pratica del ‘recupero edilizio’ e dalle operazioni di manutenzione-risanamento-ristrutturazione, il ‘restauro’ scaturisce infatti da ragioni di memoria e cultura,  ritrovando nel rispetto, le sue motivazioni più profonde.    Nell’attuazione del progetto queste dovranno determinare i criteri fondamentali della metodologia operativa: risulteranno così particolarmente importanti l’attenzione alle scelte di compatibilità e la cura specifica per la distinguibilità dell’intervento, il cui esito dovrà prioritariamente essere contenuto, essenziale e comunque reversibile.

In questo specifico contesto risulterà determinante riuscire a controllare il senso generale del progetto unitario, operando con un’attenta e costante supervisione culturale, di ‘grande sensibilità architettonica specifica’.

Se appare evidente che operando sull’esistente, quanto più accurate ed approfondite risulteranno essere le analisi sullo stato di fatto per la conoscenza specifica dell’oggetto, tanto più preciso e di qualità potrà essere il progetto per l’intervento relativo e ridotti gli imprevisti ed i rischi per la sua attuazione, a maggior ragione ne consegue che il programma dell’articolazione di ogni specifico intervento e la definizione del suo ordine, non possano che essere precisamente coordinati e relazionati ad un serio progetto complessivo ed alle sue diverse, ma precise fasi di realizzazione.

I risultati del restauro, analizzati e valutati nelle sue più varie e molteplici componenti (di successo, di esattezza dei valori stimati, di rispetto dei giudizi di convenienza ed opportunità, oltre che naturalmente tecnici e culturali), dipenderanno, in grande misura, anche dalla qualità dell’organizzazione.  A titolo esemplificativo si pensi come alcuni interventi di consolidamento strutturale già previsti potrebbero contemporaneamente risolvere, con una medesima operazione sinergica, anche problematiche impiantistiche ed aspetti di rifunzionalizzazione, con evidentissimi vantaggi qualitativi e notevoli risparmi economico-temporali, il tutto essenzialmente a favore dell’esito risultante, finale e complessivo,del progetto culturale che il vero restauro di Casa Bossi reclama.

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