RELAZIONE TECNICA

Il sottoscritto dott. Arch. Franco Bordino, libero professionista iscritto all’Albo dell’Ordine degli architetti della Provincia di Novara e V.C.O. al n°332, con studio in 28100 Novara, via Rivolta n°7, a seguito di specifica richiesta scritta, del 23/10/2000 prot.94/00, formulata dal dott. Piersaverio Ar, nato a Parma il 01/07/1932 e residente a Novara in via Tadini n°20, in qualità di Presidente legale rappresentante di ASTREA, libera associazione dei Cittadini novaresi per la trasparenza e l’efficienza amministrativa, con sede in Novara - casella postale 22 ( tel.0321.623532 – fax 0321.611965 – http://WWW.ASTREA.IT ), redige la presente relazione tecnica.

PREMESSO

che, in data 27 giugno 2000, presso la Sala Est Sesia di via Negroni n°7 a Novara, alle ore 21.00,

- ITALIA NOSTRA, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale,

- ASTREA, libera associazione dei Cittadini novaresi per la trasparenza e l’efficienza amministrativa,

- l’ORDINE degli Architetti delle Province di Novara e V.C.O.,

hanno organizzato e patrocinato il convegno-dibattito aperto al pubblico MONUMENTI ED AMBIENTI TRA RIFACIMENTO E RESTAURO (il caso di Casa Bossi e altre storie),

CONSIDERANDO

che nel corso di tale convegno ho avuto l’onore di essere stato invitato ad intervenire come relatore, con una specifica relazione dal titolo: “Casa Bossi e il suo restauro”, -

MI PREGIO REDIGERE

una sintesi significativa di quanto illustrato in quella sede.

Lo specifico intervento fu organizzato in due parti distinte rispettivamente:

· la prima di tipo storico-culturale, con lo specifico obiettivo di rendere palesi alcune delle più importanti caratteristiche architettoniche che contraddistinguono l’eccezionale valore del bene oggetto di analisi: l’antonelliano edificio di Novara sito all’angolo fra il Baluardo Quintino Sella e la via Pier Lombardo, conosciuto col nome di “Casa Bossi”;

· la seconda, più didascalica, tesa a documentare come gli ultimi lavori effettuati sull’edificio, rappresentino una evidente e spudorata inosservanza delle leggi e normative vigenti in materia di tutela del patrimonio storico-architettonico;

Entrambi i temi sono stati trattati con uno specifico supporto di immagini in diapositiva, proiettate in sequenza e direttamente commentate, per una più immediata, stimolante e proficua comprensione delle problematiche oggetto d’analisi.

Per quanto concerne la prima parte, si fa espresso riferimento e si rimanda a: Franco Bordino, Casa Bossi, un edificio antonelliano a Novara, in: “Novara”, notiziario economico bimestrale della Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Novara, I, 1984, pp.3-25 ed al più completo estratto: Franco Bordino, Casa Bossi, un edificio antonelliano a Novara, supplemento a: “Novara”, Bimestrale edito dalla Camera di Commercio Industria e Artigianato e Agricoltura di Novara, n°1, 1984, Tip. San Gaudenzio, Novara 1984.

Relativamente alla seconda parte appare opportuno, da un lato richiamare i tre riferimenti legislativi fondamentali (vedi Allegato 1) che la informano:

- Comune di Novara PRG80

- Regione Piemonte, L.R. 5/12/77 n°56 “Tutela e uso del suolo”

- Regione Piemonte, Circolare P.G.R. 27/4/84 n°5/SG/URB “Definizione dei tipi di intervento edilizi e urbanistici”

e dall’altro fare riferimento alla documentazione fotografica (vedi Allegato 2).

In particolare risulta che:

- L’edifico oggetto di trattazione viene specificamente identificato dal PRG80 del

Comune di Novara come vincolato ai sensi della L.1089/39

- La Legge Regionale n°56 sancisce che gli edifici, individuati come sopra, sono

soggetti esclusivamente a restauro e risanamento conservativo.

- La Circolare della Regione Piemonte sopraccitata precisa e definisce in dettaglio

quali siano le sole opere ammesse e le relative modalità tecniche di esecuzione.

In specifico riferimento al “PROGETTO DEFINITIVO (ai sensi della L.216/95) CASA BOSSI - Risanamento e restauro copertura”, elaborato da: Comune di Novara – Servizio di Progettazione Fabbricati, a firma dott. arch. Roberto Guasco, e relativamente a quanto lo stesso ha prodotto e determinato, si fa presente che il progetto ricordato:

1) – Non conteneva il rilievo della situazione esistente e la relativa documentazione

inerente lo stato di fatto.

2) – Non conteneva l’analisi del degrado.

3) – Presentava elaborati approssimativi e lacunosi, quando non errati.

4) – Ipotizzava scelte allarmanti e discutibili.

Dalla “copia conforme” del progetto, regolarmente ottenuta da ASTREA a seguito di specifica richiesta al competente ufficio comunale, è possibile verificare con facilità quanto sopra dichiarato.

Relativamente agli ultimi lavori effettuati sull’edificio, conseguenti al progetto sopra ricordato, si ribadisce che gli stessi:

1) – Hanno modificato la forma del tetto e variato le sue dimensioni.

2) – Hanno stravolto la struttura della copertura favorendo la perdita della sua storica

ed ormai rara tecnologia.

3) – Hanno alterato i particolari costruttivi e decorativi dei diversi elementi.

4) – Hanno cambiato i materiali originali senza competenza ed indiscriminatamente.

5) – Hanno compromesso l’architettura dell’edificio.

A titolo di sintetica, ma significativa documentazione, circa quanto affermato nei precedenti cinque punti riassuntivi, si allegano n°18 fotocolor che, della presente relazione costituiscono parte integrante e sostanziale.

La presente relazione tecnica ad evasione dell’incarico di consulenza richiestomi è composta da n°13 cartelle numerate in formato A4, di cui rispettivamente:

n n°2 fogli dattiloscritti: RELAZIONE TECNICA, (pag. 1-2)

n Allegato 1: RIFERIMENTI LEGISLATIVI, (pag.3-4)

n Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA, (pag.5-13)

Novara, 11/11/2000


il tecnico incaricato
arch. Franco Bordino


Allegato 1: RIFERIMENTI LEGISLATIVI

 

In: COMUNE DI NOVARA PRG80
Aree di intervento sul territorio, classificazione e destinazioni

Art.18 – Aree residenziali del Centro Storico
(…) Sugli edifici e sulle aree vincolate o proposte al vincolo, ai sensi della legge 1089/39; espressamente elencati in allegato alle presenti Norme, sono ammesse le sole operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
In ogni caso, ad esclusione dell’ordinaria e straordinaria manutenzione purché non interessanti le facciate degli edifici e le sagome delle coperture, per ogni altro intervento relativo agli edifici ed alle aree vincolati ai sensi delle leggi n.1089/39 e n.1497/39, l’autorizzazione o la concessione edilizia necessaria per eseguire i lavori è subordinata al preventivo nulla osta dell’autorità competente. (…)
Allegato: EDIFICI ED AMBIENTI STORICO-ARTISTICI
25) – Casa Bossi – via Pier Lombardo 4
Ogni intervento edilizio, ad esclusione dell’ordinaria e straordinaria manutenzione, purché non interessanti le facciate degli edifici e le sagome delle coperture, da realizzarsi all’interno della cinta dei Baluardi, sarà sottoposto al preventivo parere della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte; tale parere avrà valore consultivo per gli edifici non sottoposti alla legge 1.6.1939 n.1089, e sarà ovviamente vincolante per gli edifici soggetti ai disposti degli artt.1, 2, 4 e 21 della legge medesima.

In: REGIONE PIEMONTE, Assessorato all’Urbanistica
Testo coordinato della legge regionale 5 dicembre 1977, n.56 “Tutela e uso
del suolo”
e successive modifiche ed integrazioni

Art.24. – Norme generali per i beni culturali ambientali
(…) gli edifici di interesse storico-artistico, compresi negli elenchi di cui alla legge 29 giugno 1979, n.1497, e 1° giugno 1939, n.1089 e quelli individuati come tali negli strumenti urbanistici, sono soggetti esclusivamente a restauro e risanamento conservativo, secondo le prescrizioni di cui al successivo 8° comma; (…)
8. Le operazioni di restauro e risanamento conservativo hanno per obiettivo:
b) il rigoroso restauro statico ed architettonico degli edifici antichi ed il loro adattamento interno per il recupero igienico e funzionale, da attuare nel pieno rispetto delle strutture originarie esterne ed interne, con eliminazione delle successive aggiunte deturpanti e la sostituzione degli elementi strutturali degradati, interni ed esterni, con elementi aventi gli stessi requisiti strutturali di quelli precedenti, senza alcuna modifica né volumetrica né del tipo di copertura;

In: REGIONE PIEMONTE
Circolare del Presidente della Giunta Regionale n.5/SG/URB del 27 aprile 1984
A cura dell’Assessorato Ambiente, Energia e Urbanistica
“Definizione dei tipi di intervento edilizi e urbanistici”
di cui all’art.13 della L.R. 5-12-1977, n.56 e successive modificazioni e
integrazioni, pubblicata sul B.U. della Regione Piemonte n.19 del 9-5-1984

- il restauro conservativo, finalizzato principalmente alla conservazione, al recupero e alla valorizzazione dei caratteri degli edifici di interesse storico-artistico, architettonico o ambientale.
Il restauro conservativo è rivolto essenzialmente alla conservazione dei caratteri tipologici, strutturali, formali e ornamentali dell’opera e all’eliminazione delle aggiunte e superfetazioni che ne snaturano il significato artistico e di testimonianza storica. Di norma tali interventi devono essere eseguiti con l’impiego di materiali originari e di tecniche specifiche di conservazione e di ricostruzione, secondo i principi della scienza e dell’arte del restauro. Si è definito quindi esclusivamente il restauro di tipo conservativo, elencando le opere e gli interventi ammessi in coerenza con tale impostazione (la stessa assunta dall’art.24, relativo alla salvaguardia dei beni culturali e ambientali).
Tipo di intervento: RESTAURO CONSERVATIVO
Elenco analitico delle opere ammesse riferite ai principali elementi costitutivi degli edifici.

A. FINITURE ESTERNE (intonaci, rivestimenti, tinteggiatura, infissi, elementi architettonici e decorativi, pavimentazioni, manto di copertura).

Opere ammesse: Restauro e ripristino di tutte le finiture. Qualora ciò non sia possibile, sono ammessi il rifacimento e la sostituzione delle stesse con l’impiego di materiali e tecniche originarie, o ad esse affini, volti alla valorizzazione dei caratteri dell’edificio. Non è comunque ammesso l’impoverimento dell’apparato decorativo.

B. ELEMENTI STRUTTURALI (fondazioni, strutture portanti verticali e orizzontali, scale e rampe, tetto).

Opere ammesse: Ripristino e consolidamento statico degli elementi strutturali. Qualora ciò non sia possibile a causa delle condizioni di degrado, è ammessa la sostituzione degli stessi limitatamente alle parti degradate, con l’impiego di materiali e tecniche congruenti con i caratteri dell’edifico. (…) Non sono ammesse alterazioni (…) delle quote di imposta e di colmo delle coperture.


Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

(avendo dovuto ridurre il "peso" della immagini per non rallentarne eccessivamente lo scaricamento, esse risultano di qualità non buona; sono comunque a disposizione presso ASTREA gli originali)

1-2 – La copertura di Casa Bossi: confronto tra due viste omologhe, rispettivamente del 23/5/1999 (in fase di allestimento cantiere) e del 22/3/2000 (ad opere ultimate).


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

3-4 – Confronto tra due viste omologhe del prospetto posteriore interno e delle due testate laterali, rispettivamente del giugno 1998 e del marzo 2000.


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

5-6 – Particolari della testata posteriore destra in corso d’opera (foto del 5/10/1999)
e della testata posteriore sinistra a lavori ultimati (immagine del 22/3/2000).


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

 


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

9-10 – Confronto tra due viste omologhe: particolare del lato destro del timpano di facciata e dei camini, rispettivamente del giugno 1998 e del marzo 2000.


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

13-14 – Confronto tra due viste omologhe della copertura, rispettivamente: anteriore al 1980 e del 22/3/2000 (ad opere ultimate).


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

15-16 – Confronto tra viste omologhe di dettaglio della parte centrale del tetto, del 29/7/1999 e del marzo 2000.


segue Allegato 2: DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

17-18 – Vista della copertura con particolari della struttura originaria e suo successivo incondizionato rifacimento non conservativo (immagini del 1/7/1999 e 7/9/1999).

 

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