CASA BOSSI

UN MERAVIGLIOSO EDIFICIO ANTONELLIANO IN ROVINA

parte prima (ante convegno 27-06-2000)


(disegno F. Bordino)

ASTREA, appurato che lo storico edificio costruito dall'architetto Alessandro Antonelli era in grave stato di conservazione e che le diverse iniziative politiche fino ad allora erano state solo delle intenzioni senza alcun fatto concreto, in data 13 marzo 1997 ha pubblicamente dichiarato l'intenzione di adottare Casa Bossi con un articolo pubblicato dal Corriere di Novara:

  Astrea adotta Casa Bossi

 

L'architetto Gregotti, intervistato da La Stampa, in data 10/03/89 ha dichiarato: "E' inconcepibile che Novara abbia abbandonato in questo modo uno dei suoi palazzi più belli: occorre recuperarlo a tutti i costi, magari anche così com'è, ma bisogna che la città si prenda a cuore la fine di questo scempio"

Sebastiano Vassalli in "Cuore di pietra", edizioni Einaudi, romanzo la cui protagonista è casa Bossi, termina la sua opera con le seguenti parole" La grande casa sui bastioni è sempre là, che guarda la pianura e le montagne lontane con le orbite vuote delle sue finestre, e attende non si sa che cosa. (Nessuno al mondo sa che farne). Nelle notti di luna, capita a volte di vedere un'ombra spostarsi da un salone rovinato ad un altro, da un sottotetto sfondato a un altro sottotetto sfondato. E' un uccello notturno; ma c'è chi dice che sia l'architetto...

CASA BOSSI - un edificio antonelliano a Novara (pubblicazione dell'architetto novarese Franco Bordino uno dei maggiori esperti delle opere di Antonelli) 1984.

 rassegna stampa

Adottare un monumento come Casa Bossi significa chiedere ed ottenere tutte le informazioni in possesso della amministrazione comunale di Novara sull'argomento e, nel pieno rispetto dello statuto di ASTREA, renderle di dominio pubblico. Troppo spesso ai Cittadini è in pratica impedito conoscere come vengono effettivamente spesi i propri denari se non tramite le notizie divulgate dalle amministrazioni e quindi evidentemente di parte. Anche l'amministrazione più seria e corretta può infatti cadere nell'errore di non essere sufficientemente trasparente. ASTREA, tramite i propri tecnici, intende effettuare una puntuale verifica di tutti gli atti e le procedure che l'amministrazione comunale di Novara attuerà al fine di salvare uno dei più belli monumenti novaresi.
Il nostro intervento del 13/03/97 segue di pochi giorni la delibera Consiglio Regionale del Piemonte del 19/02/97 con la quale viene stanziato un miliardo quale contributo per la ristrutturazione di casa Bossi. L'amministrazione comunale, tramite una delibera di Giunta Comunale del 10/03/97 assume una posizione di netto contrasto in pratica rifiutando il contributo della Regione Piemonte preferendo invece indire una gara per l'affidamento dell'immobile a privati. ASTREA, convinta che l'edificio deve rimanere a disposizione dei Cittadini novaresi, in data 10/06/97, invia una lettera al Sindaco ricordando che mancano solo 180 giorni prima di perdere il finanziamento dalla Regione; replica poi con un comunicato stampa in data 30/06/97 con il quale pone fra l'altro l'attenzione al bicentenario della nascita dell'Antonelli che cade nel 1998.
Al fine di ottenere appoggio da chi è certamente favorevole alla salvaguardia dello storico edificio dai contenuti architettonici unici, ASTREA il 28/08/97 invia una lettera all'architetto Gregotti.
L'azione prosegue con una lettera di ASTREA al Sindaco del 04/09/97 alla quale fa seguito la risposta dell'assessore Cardinali in data 12/09/97.
In data 13 Settembre 1997 il Consiglio Comunale alla unanimità approva il progetto preliminare di rifacimento del tetto di casa Bossi usufruendo della somma di lire 1.000.000.000 stanziato dalla Regione Piemonte.
                                  Esattamente quanto ASTREA da mesi stava chiedendo.
La nostra associazione naturalmente continua nella sua opera di tutela dell'edificio adottato verificando tutte le fasi dell'intervento che sarà quindi reso trasparente a tutti i Cittadini novaresi. Passano 4 mesi e nulla pare muoversi, pertanto ASTREA il 27/01/98 chiede di poter prendere visione della pratica "casa Bossi" e di tutti i suoi allegati. I tempi burocratici e - riteniamo - anche una certa lentezza dell'ufficio competente, fanno più volte spazientire il nostro presidente che a volte deve sopperire a difetti di comunicazione fra diversi uffici mediante interventi energici. Quanto segue è una descrizione dettagliata di parte della documentazione reperita nella pratica edilizia inerente l'edificio antonelliano:
Il 20/10/97  la Regione Piemonte comunica al Sindaco di Novara che il progetto inviato dal Comune (a seguito della delibera di C.C.) corrisponde a quanto richiesto e pertanto verrà assunto uno specifico procedimento di contributo.
Si tratta ora di nominare il Coordinatore della Sicurezza per la progettazione ai sensi della L. 494/96. Pertanto il Sindaco in data 3/11/97 sottoscrive un apposito provvedimento a seguito del quale L'Assessore ai LL.PP. avv. Fernando Cardinali ed il coordinatore Unico LL.PP., nonché Capo Area al LL.PP., nonché Capo Servizio Progettazione e D.L. arch. Roberto Guasco, sottoscrivono il 7/11/97 un bando di concorso per la nomina del Coordinatore della Sicurezza. Esso viene inviato con apposita lettera di accompagnamento agli ordini professionali novaresi degli Architetti, Ingegneri, Geometri e Periti industriali. Il termine ultimo per la presentazione dei curricula è fissato per il  giorno 11/12/97. Dopo oltre 50 giorni da detto termine, in data 03/02/98 il Coordinatore Unico dei LL. PP. comunica all'assessore ai LL. PP. di aver scelto, fra 12 richiedenti lo studio professionale al quale affidare l'incarico di coordinatore delle sicurezza, basandosi sulla analisi dei curricula visionati: lo Studio Tecnico Alfa che in data 02/12/97 aveva presentato regolare domanda.
Nel frattempo il Servizio di Progettazione Fabbricati del Comune di Novara, avuto l'incarico a seguito della delibera del C.C. del 13/09/97, in data 06/04/98 da luce al Progetto Definitivo (ai sensi della Legge 216/95), approvato dalla Giunta Comunale con delibera 597 del 20/05/98. ASTREA ha analizzato attentamente tale elaborato, che ha avuto una gravidanza di ben 6 mesi; esso si compone di disegni ed elaborati vari e precisamente:
1 - relazione
2 - capitolato speciale d'appalto con descrizione lavori ed elenco prezzi
3 - computo metrico
4 - tavole di progetto
.La relazione allegata al progetto è così composta:
- pagine 28
- fotografie 26
- relazione completamente copiata (senza citarne la fonte e senza autorizzazione) da quella che ASTREA fin dal gennaio 1997 ha pubblicato sul proprio sito, previa autorizzazione dell'autore architetto Franco Bordino che l'aveva inserita in una sua pubblicazione del 1984.
- 7 righe di conclusioni
- 65 righe di progetto
- una pianta del piano terreno
- un "particolare capriata in legno" del tipo di quelli che si trovano su tutti i manuali tecnici
- una pianta del piano terzo
- una seconda pianta del piano terzo in scala minore posta 11 pagine oltre
- una "sezione" di un tetto in coppi del tipo di quelli che si trovano su tutti i manuali tecnici
- una sezione del fabbricato pressoché identica a quella a pag. 23 della pubblicazione dell'architetto Bordino, (quando un tecnico sceglie il punto ove effettuare una sezione difficilmente la esegue esattamente ove altri tecnici l'hanno già eseguita)
- il quadro finanziario identico a quello allegato alla delibera del Consiglio Comunale del 13/09/97
La trasparenza che per ASTREA è uno degli scopi della propria esistenza può quindi essere utilizzata dal lettore che vuole verificare se quanto qui sopra affermato corrisponde a verità; è infatti facilmente confrontabile la relazione allegata al progetto definitivo con la pubblicazione di Bordino al fine di verificarne la copiatura; è altresì possibile farsi una propria valutazione esaminando attentamente tutto il progetto stesso. (nota il progetto preliminare presentato al C.C. consta di 11 pagine e contiene gli stessi elementi della suddetta relazione, copiature comprese)
Se i tempi ed i modi del recupero del monumento "Casa Bossi" sono questi, ASTREA non può che essere seriamente preoccupata del futuro della propria figlia adottiva. E per tale motivo il presidente Giustetto il 15/06/98 invia al Sindaco Correnti una prima serie di osservazioni - negative - relative al progetto definitivo che sono riassumibili in due punti: i tempi che si sono dilatati oltre misura e la perplessità per una cifra di ben 155 milioni stanziati per "lavori di difficile valutazione da eseguirsi in economia" che corrispondono a ben il 20% dell'importo delle opere; trattandosi del semplice rifacimento di una copertura di un fabbricato è intuibile anche ai non addetti che si tratta di una percentuale eccessiva. L'assessore ai LL.PP. Avv. Cardinali risponde con lettera datata 26/06/98 affermando che l'inizio dell'opera potrà avvenire entro la fine del 1998 con possibilità di anticipo all'autunno; egli inoltre ritiene congrua la somma attribuita ai lavori da eseguirsi in economia (20% del totale per lire 155.000.000). Il lettore potrà approfondire l'argomento consultando il computo metrico estimativo ove all'articolo 4 troverà l'oggetto delle perplessità di ASTREA; potrà inoltre visionare l'elenco prezzi di progetto ed il capitolato speciale d'appalto.
Nel frattempo è stato emesso un bando di concorso per l'aggiudicazione dell'appalto del rifacimento della copertura di casa Bossi.
Dicevamo del progetto copiato. Dopo le opportune verifiche il Consiglio Direttivo di ASTREA delibera di denunciare pubblicamente il fatto mediante una lettera inviata in data 21/09/98 al Sindaco avv. Correnti e divulgata alla stampa cittadina. Essa è firmata dal vicepresidente Ar essendo il presidente assente per ferie.
Lo stesso notiziario dell'amministrazione comunale di Novara, IL COMUNE nuovo, nella edizione di Ottobre 1998 a pagina 20 nella rubrica "Lettere al Sindaco" pubblica una interessante lettera di un Cittadino, Mario Borrini, che merita senz'altro una puntuale risposta da parte del Primo Cittadino.
Non avendo avuto risposta alcuna a tale lettera-denuncia, sempre più preoccupata della salute della propria adottata, ASTREA il 13/10/98 lancia un appello all'Ordine degli architetti di Novara.
Dal Sindaco e dall'Assessore ai LL.PP. ancora nessuna risposta nonostante la grande eco che  la lettera-denuncia del 21/09/98 ha avuto nella stampa locale; pertanto ASTREA interviene duramente con un comunicato stampa diramato il 10/11/98.
Ormai di Casa Bossi se ne parla ovunque e l'attenzione dei Cittadini si fa sentire, la signora Maria Angela Mancuso Corsi scrive al Corriere di Novara una lettera-appello pubblicata nella edizione del 23/11/98. Sarà questa lettera, che sottolinea l'incuria delle strutture pubbliche, saranno le ripetute accuse di ASTREA di copiatura di parte del progetto per il rifacimento del tetto; non ci è dato di saperlo. Fatto sta che il Comune convoca una urgente conferenza stampa (con sole 24 ore di preavviso e con due comunicazioni a distanza di 50 minuti essendo la  prima errata, forse per la fretta), per le ore 11,30 del 25/11/98 alla quale prendono parte l'Assessore ai Lavori Pubblici avv. Ferdinardo Cardinali, L'Assessore per la Cultura, prof. Dorino Tuniz, e la Consigliera Regionale d.ssa Giuliana Manica. Il prof. Tuniz illustra l'importanza artistica del monumento antonelliano dimostrando una approfondita conoscenza dell'argomento; egli è uomo di grande cultura ed ha pertanto sinceramente a cuore il salvataggio di Casa Bossi ed a tal proposito rivolge un ringraziamento ad ASTREA, - presente con il Presidente Giustetto, il Vicepresidente Ar, il segretario Grecu ed il consigliere Camaschella - per l'interesse dimostrato. L'avvocato Cardinali illustra l'iter per la esecuzione delle opere che, aggiunge, solo questa amministrazione fra le tante che si sono succedute ha avuto la capacità di iniziare. Ciò va indubbiamente riconosciuto ed infatti il vicepresidente dott. Piersaverio Ar a nome di ASTREA ringrazia la giunta Correnti per l'interesse dimostrato nei confronti di Casa Bossi. Aggiungiamo e ricordiamo che, come più sopra descritto, la precedente amministrazione aveva iniziato l'iter per una gara di appalto per concedere a privati l'importante monumento; ASTREA si era opposta a tale iniziativa. Infine la consigliera regionale dottoressa Manica conferma l'intenzione della Regione Piemonte e dell'assessore Leo in particolare a finanziare ulteriormente il restauro del monumento. I conferenzieri comunicano inoltre che dopo la sistemazione del tetto sarà effettuata (a spese delle casse comunali) una verifica statica e quindi si procederà al restauro delle facciate iniziando da quella principale. A questo punto due testate giornalistiche, Il Corriere di Novara e Tribuna novarese, chiedono spiegazioni all'assessore Cardinali in merito alla copiatura della relazione allegata al progetto. Risponde, Cardinali affermando che non è stata copiata, bensì trascritta. Più voci intervengono allora a ricordare che è buon uso citare sempre la fonte di ciò che si copia (o trascrive che poi è la stessa cosa). La denuncia di ASTREA è ormai consolidata: la relazione è stata copiata; ciononostante per motivi ignoti ancora la  lettera inviata in data 21/09/98 al Sindaco è ancora priva di risposta. L'architetto Guasco, chiamato dall'avvocato Cardinali a fornire alcune spiegazioni tecniche che giustamente l'assessore non possiede, dichiara fra l'altro   che non esiste un progetto del rifacimento del tetto di Casa Bossi che non sia quello da lui redatto. Ciò è vero, infatti la copiatura denunciata da ASTREA si riferiva alla relazione ed ad alcuni disegni e fra questi senza dubbio la sezione; il fatto è che se per redigere un progetto non viene eseguito un completo rilievo e se dunque parte di esso è stato realizzato anche grazie a contributi provenienti da opere altrui, comunque si tratta di un progetto frutto anche di copiatura. Questi sono i fatti, inconfutabili, denunciati da ASTREA.
ASTREA dunque ha denunciato a più riprese una vistosa copiatura dell'unica opera completa esistente su Casa Bossi. La copiatura è stata effettuata dai tecnici comunali all'insaputa dell'assessore Cardinali, del Sindaco e di qualsiasi componente politica dell'attuale amministrazione comunale; di ciò siamo più che convinti. A differenza delle forze d'opposizione, sia politiche che giornalistiche, ASTREA non si prefigge il compito di demolire la credibilità politica della maggioranza nonché di dimostrare che essa avrebbe fatto di meglio e che pertanto farà di meglio se e quando sarà al governo. ASTREA, non dobbiamo mai dimenticarlo, ha il compito statutario di migliorare la efficienza e la trasparenza e probabilmente anche la correttezza delle pubbliche amministrazioni, unicamente nell'interesse dei Cittadini novaresi. Ma il Cittadino Franco Bordino, l'architetto la cui opera è stata copiata, non ha certo bisogno di ASTREA per difendere il frutto dei suoi studi architettonici; fino a questo punto ha taciuto in quanto, probabilmente, sperava che il torto sarebbe stato riparato almeno mediante il semplice riconoscimento della sua opera e dunque dell'utilizzo non preventivamente autorizzato della stessa. Ciò traspare da un suo breve ma completo comunicato stampa datato 26/11/98. L'eco sui giornali novaresi dell'uscita pubblica dell'autore dei documenti copiati è enorme (vedasi la rassegna stampa).
A questo punto si fa strada fra i componenti di ASTREA il dubbio che l'Ufficio Progettazione Fabbricati del Comune di Novara che ha dovuto copiare opere altrui per meglio presentare i propri elaborati, sia in grado di gestire il restauro di un'opera unica al mondo come Casa Bossi. Si ritiene pertanto di chiedere aiuto agli esperti chiedendo la solidarietà dell'Ordine degli Architetti resa pubblica mediante un comunicato stampa emesso il 10/11/98 al quale fa seguito quello emesso il 02/12/98 ove pubblicamente si chiede la creazione di una Commissione Civica per la trasparenza operativa" integrata da un osservatore di ASTREA. La proposta trova l'approvazione dello stesso assessore ai LL.PP. Cardinali il quale, intervistato da Carlo Bologna de La Stampa afferma: "Purché non aggravi i costi e i tempi dell'opera. Se è di controllo ben venga. Basta che non produca ritardi." Nella stessa intervista l'assessore non prende le difese del tecnico comunale accusato di aver inserito nel progetto del rifacimento del tetto di Casa Bossi parti copiate da un opera dell'architetto Bordino; infatti afferma: " Deciderà l'Ordine degli architetti mettendo  i due professionisti a confronto: quello che ha denunciato la copiatura e l'altro che sostiene di aver preso uno spunto da una relazione conosciuta da tutti"
Ma è nel Consiglio Comunale del 27/01/99 che l'accusa di ASTREA trova la prima conferma ufficiale nelle parole del Primo Cittadino che pubblicamente ammette che l'architetto del Comune di Novara ha copiato parte di un elaborato dell'architetto Bordino. Annuncia per imminente inoltre "un incontro fra il nostro architetto, i funzionari ed il professionista interessato nel quale si cercherà di arrivare ad una composizione amichevole della questione. Qualora servisse, dichiaro fin da ora che l'Amministrazione Comunale è pronta a fare la sua parte"..."è pronta a prendere provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato, per una questione di autotutela". Sono occorsi dei mesi, le lettere di ASTREA all'Amministrazione Comunale sono rimaste senza risposta, nonostante precisi obblighi di Legge, ma finalmente la verità è venuta a galla; resta ora da stabilire se quanto l'architetto del Comune ha percepito extra stipendio per il progetto ed i suoi elaborati sarà stornato, per la sola parte copiata naturalmente.
E nel frattempo è stata distribuita, verso la fine di gennaio 1999, il numero 9/98 de IL COMUNE nuovo; in prima pagina la solita foto di Casa Bossi con una scritta : Casa Bossi: si parte dal tetto. Di lato la solita citazione di Vassalli. A pagina 2 la solita foto di casa Bossi ed una infelice affermazione uscita dalla conferenza stampa del 25/1/98: "Per Natale vedremo i primi ponteggi". Al momento in cui scriviamo queste righe -18/02/99- il 25 dicembre è trascorso da quasi due mesi e dei ponteggi nemmeno l'ombra, nonostante le condizioni atmosferiche più che buone, con assoluta assenza di pioggia. Alcuni soci di ASTREA hanno prospettato l'ipotesi che essi vi siano, non potremmo vederli solamente in quanto trasparenti, in onore della nostra associazione sorta appunto per il raggiungimento della trasparenza amministrativa. E mentre ci permettiamo di scherzare su una situazione così seria e delicata, mentre i faremo si sprecano ed i abbiamo fatto sono pressoché assenti, a poco a poco perdiamo parte della nostra storia mediante il continuo degrado dei monumenti pubblici, testimonianze di un passato di cui solo a pochi realmente importa conservare un ricordo.
Dicevamo che sono pochi i Cittadini realmente interessati al salvataggio di Casa Bossi. Certamente uno di loro è Gioia Raimondi, presidente del Kiwanis Novara nonché nota giornalista del Corriere di Novara. L'11/2/99 viene divulgato infatti un suo scritto titolato "Un progetto di recupero di Casa Bossi tramite un Centro Culturale ed una Fondazione costituita dai proprietari-azionisti". L'idea è senza dubbio degna d'attenzione. Purtroppo per poterla realizzare occorrerà risolvere il divieto di vendita a privati del monumento, contenuto nel testamento dell'avvocato Ettore Bossi, morto il
10 febbraio 1951 a Novara. Testamento olografo, pubblicato con atto 12 marzo 1951 a rogito Gaetano Bellezza, notaio in Varallo Sesia, iscritto presso il collegio di Novara, (documento conservato all'Archivio Notarile Distrettuale di Novara). L'idea del Kiwanis Novara piace al Senatore Sergio Vedovato che si complimenta con lettera al Corriere di Novara pubblicata il 15/02/99. Anche il parlamentare regionale Mancuso interviene a commentare positivamente l'interessamento del Kiwanis Novara; egli inoltre cita ASTREA riconoscendone i meriti per "aver coraggiosamente contribuito a mantenere alta l'attenzione dei media locali" (lettera al Corriere di Novara del 18/02/99).
Il ritardo nell'inizio dei lavori, tanto pomposamente annunciati mediante una apposita conferenza stampa e l'occupazione delle prime due pagine del Comune Nuovo, ormai ha del grottesco e pertanto ASTREA si sente in dovere di intervenire ancora una volta. Invia quindi a tutte le redazioni dei giornali e delle televisioni locali un comunicato stampa in data 22/02/99.
Improvvisamente, senza alcun annuncio, in sordina - quasi a voler nascondersi per la vergogna - nella giornata di giovedì 25 marzo l'impresa assegnataria dell'appalto inizia la posa di una rete di recinzione ed il giorno seguente appare il cartello di cantiere contenente tutti gli estremi dei lavori che stanno finalmente iniziando (merita di essere visto in quanto riserva delle sorprese). Da "entro Natale" si è giunti a ridosso del 1° aprile; quasi a voler confermare la serietà con la quale le sorti di Casa Bossi vengono gestite dalla pubblica amministrazione. Contemporaneamente con l'inizio dei lavori giunge inaspettato un intervento del noto critico d'arte ed uomo politico Vittorio Sgarbi il quale intervistato da Tribuna Novarese dichiara di voler intervenire al fine del salvataggio dell'importante edificio antonelliano; il giornale titola infatti: "Sgarbi adotta casa Bossi".
A distanza di due mesi dall'ultimo appello, ASTREA ancora una volta esterna le proprie perplessità e nuovamente sollecita l'inizio dei lavori con un ulteriore comunicato stampa emesso in data 26/04/99; lo stesso giorno della diffusione del documento inizia la posa della gru di cantiere... finalmente.
A questo punto occorre attingere a nuovi documenti, indispensabili per controllare l'operato dell' Area Lavori Pubblici Faffricati (non è un errore di stampa, bensì il nuovo nome che si sono dati); pertanto inizia una serie di richieste di documentazione delle quali la prima riguarda il verbale di inizio lavori. Dalla richiesta alla consegna del documento (26/04-18/06) trascorrono ben 53 giorni.... e per ottenere tale semplice fotocopia abbiamo dovuto interessare il Difensore civico in quanto ci veniva negata. Il suddetto verbale contiene due dati importanti: inizio lavori 22/03/99 (e non prima di Natale 1998 come promesso) e fine lavori 16/11/99. Per fine lavori si intende ovviamente la riconsegna del fabbricato libero da qualsiasi struttura di cantiere.
ASTREA, nell'intento di ottenere aiuto autorevole, in data 04/05/99 scrive alla rivista Bella Italia, notoriamente sensibile a problemi inerenti il salvataggio di importanti monumenti.
Poichè esiste un organo dello stato che ha il compito di salvaguardare gli edifici pubblici e privati meritevoli di essere conservati, ASTREA in data 09/05/2000 scrive al Soprintendente arch. Pasquale Bruno Malara chiedendo informazioni in merito al controllo che la Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici del Piemonte avrebbe dovuto effettuare sul restauro del tetto di Casa Bossi.
Mentre i lavori di rifacimento della copertura lentamente proseguono, il 09/06/99, senza pubblicità alcuna la Giunta Comunale assume la delibera numero 585/99 intitolata "Acquisizione del diritto all'utilizzo del prodotto intellettuale dell'architetto Franco Bordino". In tale documento si legge fra l'altro che "il Servizio Progettazione e D.L. aveva impropriamente utilizzato il prodotto intellettuale dell'arch. Franco Bordino, elaborato e pubblicato dallo stesso nel 1984, omettendo di concordarne preventivamente l'utilizzo..... pubblicazione già peraltro impropriamente utilizzata per la redazione del progetto di risanamento del tetto". Ma non era stato risposto in data 25/11/98 durante una interessante conferenza stampa ad ASTREA (che ha scoperto e denunciato fin dal
21/09/98 la spudorata copiatura di relazione e disegni) che non si trattava di una copiatura, bensì di una semplice trascrizione di alcune parti? A questo punto cosa possiamo dire ... in aziende private  si termina il rapporto collaborativo con il dirigente che pone l'amministrazione nelle condizioni di fare una figura meschina come quella che in questo caso, suo malgrado, ha dovuto fare l'Assessore ai LL PP. Nelle pubbliche amministrazioni invece si rischia di essere promossi a gradi superiori. Disperiamo pertanto che i futuri progetti di restauro di Casa Bossi siano coordinati da persone esperte e più adatte a trattare con edifici di tale bellezza ed importanza architettonica, persone che non hanno bisogno di copiare in quanto sono perfettamente in grado di redigere un progetto con tutti i suoi allegati grazie alla loro professionalità. Ma la copiatura effettuata dall'Ufficio Progettazione Fabbricati quanto è costata ai Cittadini novaresi ? Ebbene la bellezza, IVA etc inclusi, di lire 78.077.002. E pensare che è stato previsto un incentivo di copiatura... oops ... di progettazione di lire 7.690.000=.  Speriamo che almeno parte di detta somma venga recuperata onde evitare che al danno si aggiunga anche la beffa. In altri termini contiamo sul fatto che l'amministrazione comunale chieda i danni ai dipendenti responsabili della copiatura.
Naturalmente ASTREA, ancora una volta nel giusto, in data 05/07/99 denuncia pubblicamente i fatti con una lettera aperta inviata al Sindaco e per conoscenza a tutta la stampa cittadina nonché al Presidente del Consiglio Comunale ed ai capigruppo. Ancora una volta pone delle precise domande al Sindaco sperando che finalmente giungano risposte ai quesiti.
E finalmente ci giunge una risposta, sia pure in forma indiretta. Veniamo a sapere che la Giunta Comunale ha deciso di sollevare dall'incarico il responsabile della copiatura del progetto affidandogli altro incarico in altro ufficio. Fatto inaudito nelle amministrazioni pubbliche italiane dove spesso sono stati premiati non i meritevoli bensì i furbi e quindi mai puniti i secondi; che sia finalmente una inversione di rotta ? Bene, speriamo che i prossimi interventi sugli edifici pubblici novaresi siano sempre diretti da funzionari capaci, onesti e trasparenti nel loro fare. 
Ed intanto i lavori di rifacimento del tetto proseguono anche se un po' a rilento; infatti, come temuto, la data del 16/11/99 non viene rispettata ed i lavori terminano ad aprile 2000. Ma ad ASTREA non è sufficiente che le opere siano giunte al termine ed il ritardo nella consegna passa in secondo piano rispetto alla buona esecuzione dei lavori. Ebbene questa triste vicenda di malagestione e di sperpero del pubblico denaro ancora una volta trova nella nostra associazione l'unica voce che ha il coraggio di denunciare per prima la verità. Siamo purtroppo stati facili profeti quando, prevedendo che la pessima gestione del progetto e della esecuzione dei lavori avrebbe potuto nuocere alla nostra figlia adottiva, abbiamo pubblicamente chiesto il 2/12/98 la formazione di una
Commissione Civica per la trasparenza operativa" integrata da un osservatore di ASTREA e composta da esperti che possono essere indicati dall’Ordine degli Architetti i quali affianchino il controllo espresso dai Tecnici comunali. La nostra proposta è caduta nel vuoto, nel pieno disinteresse della amministrazione comunale che ora viene chiamata a rendere conto dell'esito dei lavori. I nostri timori peggiori si sono avverati: lo scempio è stato compiuto; l'opera dell'Antonelli è stata stravolta in modo irrimediabile. La pubblica denuncia ha la data del 05/05/2000 e la forma di una richiesta di intervento dell'Ordine degli Architetti di Novara e della locale sezione di Italia Nostra. Chiunque può agevolmente verificare le differenza dell'aspetto estetico del monumento fra prima e dopo il dissacrante intervento, ad esempio pluviali che prima viaggiavano nascosti - per volontà dell'Antonelli -  e che ora sono in piena vista.
Una prima risposta alla nostra sollecitazione ci è inviata dall'Ordine degli Architetti di Novara, con lettera del 31/05/2000 con la quale vengono riconosciuti i meriti di ASTREA, e confermate le preoccupazioni da noi esternate. L'ordine propone un pubblico confronto al quale la nostra associazione sarà lieta di intervenire. ASTREA ed Italia Nostra rispondono con entusiasmo alla richiesta dell'Ordine ed insieme promuovono un Convegno per il 27/06/2000.

  foto E.C.

parte seconda (post convegno 27-06-2000)

Il Convegno
   
La sala conferenze della Est Sesia non tarda a riempirsi e non pochi dovranno assistere in piedi alla lunga serata. L'argomento ed i relatori sono riusciti a smuovere anche i Cittadini più pigri, ma fra il pubblico molti sono gli esperti nel settore che non vogliono perdere una serata che si preannuncia ricca di contenuti e di novità. Tutti i relatori annunciati sono presenti, solo il moderatore don Tino Temporelli ha avuto un impedimento che non gli ha permesso di partecipare; il Vicepresidente di Italia Nostra nonché membro della Giunta esecutiva ed ex presidente di ASTREA, dott. Antonio Vercesi  viene chiamato a sostituirlo.Scelta che si rivela subito idonea ed opportuna per le capacità del personaggio che apre il convegno con una applaudita introduzione.

L'esposto alla Procura
   
I dati emersi durante il convegno hanno convinto ASTREA della necessità di informare la Procura della Repubblica di Novara dei fatti che oggettivamente sono di interesse delle Autorità inquirenti in quanto sarebbero state ignorate delle Leggi e dei Regolamenti in materia di salvaguardia di beni architettonici. Ciò avviene con un esposto presentato in data 26/07/2000.

L'Illustrato del Corriere di Novara
   
Il bisettimanale novarese "Corriere di Novara", ci ha dedicato la copertina del numero di novembre 2000. All'interno un interessante e completo servizio giornalistico a firma di Lalla Negri e Gianni Trovati.

La relazione tecnica dell'architetto Bordino
   
Quanto è emerso durante il convegno ed in particolare a seguito della relazione di Bordino, richiede di essere perfezionato con un documento cartaceo più facilmente consultabile di una videocassetta; pertanto in data 23/10/2000 ASTREA chiede all'architetto una trascrizione di quanto relazionato. Quanto richiesto viene consegnato il 13/11/2000.  Si tratta di una Relazione tecnica di grande interesse dalla quale emergono tutti gli errori commessi durante il restauro (rifacimento ??) del tetto di Casa Bossi.

L'assenza della Soprintendenza
   
Più sopra abbiamo riferito in merito ad una lettera inviata in data 09/05/2000 alla Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici del Piemonte. La risposta ci giunge datata 26/10/200. Alla domanda su chi fossero stati i verificatori del cantiere incaricati dalla Soprintendenza nonché sulle date delle verifiche e sugli esiti delle stesse ...... il Soprintendente ci risponde che "... questa amministrazione non ha conferito alcun incarico per verificare il cantiere." Sic!
Come dire che Casa Bossi, un gioiello architettonico unico, è stata rovinata da un intervento incompetente anche grazie al disinteresse della massima autorità deputata alla sua salvaguardia. Infatti se fossero stati eseguiti gli opportuni controlli sia preventivi che durante la esecuzione dei lavori, senza dubbio non sarebbero state inflitte le gravi ferite che ora Casa Bossi dovrà portare per sempre. Non dobbiamo inoltre dimenticare che casa Bossi ha subito un grande intervento come quello del restauro dell'intero tetto senza l'intervento della Commissione edilizia in quanto essendo edificio di proprietà comunale non ha obbligo di seguire tale trafile, e senza un controllo da parte della Soprintendenza. I lavori sono stati progettati e fatti eseguire sotto la direzione di un solo architetto del Comune di Novara.
    Poiché con la lettera del 26/10/2000 il Soprintendente chiede ad ASTREA informazioni in merito al convegno, la nostra associazione provvede ad inviare in data 28/11/2000 una serie di documenti con una lettera accompagnatoria
La Stampa, il 23/11/2000, a firma di Carlo Bologna interviene sull'argomento con un articolo intitolato: "Casa Bossi, esposto in Procura presentato da ASTREA per il restauro del tetto. E la Soprintendenza ammette: Nessuna verifica durante i lavori."
Tribuna Novarese il 24/11/2000, nella rubrica - La finestra sul cortile di Rinaldo Canna - interviene con "Casa Bossi: la confusione regna sovrana"

La IIIC del Duca D'Aosta adotta Casa Bossi
Un gruppo di alunni della 3C della scuola media Duca d'Aosta (www.ducadaosta.ws) è rimasto molto colpito dal pessimo stato di conservazione di casa Bossi, ammirata durante una visita guidata alla città e ha deciso di non abbandonare il monumento, ma di prendersene cura "adottandolo". ASTREA non può che essere lieta di tale iniziativa e ringrazia la professoressa Freri per la lodevole iniziativa ed i "ragazzi/e della 3C" per l'abilità dimostrata nella redazione di un documento molto ben fatto. L'elaborato, di taglio giornalistico, viene di diritto, e con piacere, ospitato sul nostro sito.

Restauro o rifacimento ?
   
Ma, oltre alle evidenti modifiche estetiche esterne apportate al monumento adottato da ASTREA, cos'altro non si sarebbe potuto fare ? Rimandiamo il lettore ad un documento di grande interesse, redatto dall'architetto Franco Bordino per conto del Comune di Novara. Purtroppo questo che si può definire lo scritto più completo esistente sul nostro monumento, é stato richiesto dopo che i buoi erano scappati dalla stalla. Pur amareggiati da quanto abbiamo potuto leggere nel Piano di approccio interdisciplinare a Casa Bossi, confidiamo che, avendo finalmente acquisito questa documentazione, ora l'amministrazione comunale potrà (e dovrà) eseguire i prossimi interventi di restauro senza alcun danno per il monumento.

Consolidamento delle strutture e delle facciate di CASA BOSSI
  
La Regione Piemonte ha stanziato una seconda somma a favore del restauro di Casa Bossi. Pertanto l'amministrazione comunale ha deliberato di procedere ad un consolidamento statico del  monumento; questo é un passo necessario per poter procedere al restauro e quindi al riutilizzo di Casa Bossi. Siamo in grado di fornire la documentazione tecnica relativa

Consulenza preliminare alla redazione dello studio di fattibilità per il restauro ed il riuso di CASA BOSSI
 
  In data 13/08/02 l'Amministrazione comunale  interpella nuovamente l'architetto Franco Bordino, per affidargli una consulenza, avente per oggetto lo studio di fattibilità per il restauro ed il riuso di Casa Bossi. Anche in questo caso ASTREA mette a disposizione sul proprio sito il documento, affinché venga letto anche da chi non é un "addetto ai lavori". Speriamo inoltre che tutti i Consiglieri Comunali, (gli addetti ai lavori, appunto) abbiano il tempo e la voglia di leggerlo prima di votare una delibera in merito al futuro utilizzo del monumento.

Asta facciate CASA BOSSI
  
I primi di agosto 2003 l'ufficio stampa del comune rende noto che é stato emesso il bando di concorso per l'Asta per il consolidamento delle facciate e delle strutture portanti di Casa Bossi. Si tratta di un bando che prevede un tempo di risposta molto breve ed in un periodo poco adatto; inoltre é prevista la possibilità di assegnazione anche in presenza di una sola offerta. Tutto regolare ed alla luce del sole, ma ci si permetta di affermare che un tempo più lungo, ed un periodo più adatto sarebbero stati auspicabili. I primi di febbraio 2004 la ditta vincitrice inizia i lavori di consolidamento di Casa Bossi. Avevamo chiesto ed ottenuto dall'Assessore ai LLPP di poter avere un nostro esperto che sorvegliasse le opere. Ancora una volta ASTREA deve ringraziare l'architetto Franco Bordino per la disponibilità ad assumere a titolo gratuito tale incarico. Egli non é un socio di ASTREA tuttavia é un Cittadino che ama la propria città e che dedica  molto tempo a tal fine.
Ma ancora una volta troviamo degli intoppi; il dirigente responsabile del procedimento sembrerebbe non propenso a permettere al nostro tecnico l'ingresso al cantiere, affermando che se vi sono delle irregolarità ASTREA non deve far altro che rivolgersi alla Procura della Repubblica. Verrebbe da sorridere se non fosse per il fatto che l'oggetto del nostro interessamento é uno dei  monumenti italiani più belli. Alla Procura abbiamo già inviato un esposto per lo scempio del restauro del tetto, che non é certamente servito a riportare il monumento a prima dei  fatti disastrosi. Se avessimo potuto accedere al cantiere durante il rifacimento del tetto, avremmo denunciato pubblicamente tutte le irregolarità, in tempo per impedire il danno, ormai irreparabile. Ora intendiamo prevenire, e ci viene impedito. Non resta altro che inviare una protesta al Sindaco, sperando che abbia la capacità di ordinare al dirigente di rispettare gli accordi e le autorizzazioni. In caso contrario, non ci resterebbe altra via che una pubblica denuncia. La nostra protesta ottiene quantomeno il risultato di un incontro con l'assessore ai Lavori Pubblici, il dirigente incaricato del procedimento, ed un rappresentante della ditta che ha avuto l'incarico di eseguire le opere. Si usa dire "muro di gomma" quando le richieste vengono completamente disattese. Ed un muro di gomma abbiamo incontrato. Il responsabile della ditta ci nega l'ingresso in cantiere, adducendo scuse che facilmente siamo in grado di contrastare; allora esce con la seguente affermazione: "Se avessi saputo che i lavori sarebbero stati seguiti da un osservatore di ASTREA, avrei diversamente proposto l'offerta, magari rinunciando". Non occorre alcun commento, il lettore é in grado di farsi una propria opinione. Ancora una volta un importante intervento su un importante edificio avviene in modo poco trasparente. Una piccola chicca. Ad un mese dall'inizio dei lavori ancora non é stato installato il cartello di cantiere di cui é obbligatoria la posa prima di iniziare ad avvitare una sola vite. L'impresa a tale contestazione risponde candidamente affermando che esso é troppo grosso !! Poveri noi. Povera Casa Bossi !!

10 anni ed ancora nulla, anzi solo il nulla
13 marzo 1997 - 13 marzo 2007 Terenzio Giustetto, il Presidente di ASTREA che ha stabilito di adottare Casa Bossi, non é più con noi. Egli credeva di poter vedere finalmente la riconsegna del monumento alla città ed ai Cittadini, ma il destino e piccoli uomini l'hanno impedito. Chissà quanti fra noi che abbiamo creduto per tutti questi anni di poter vedere la conclusione avranno la fortuna di essere accontentati.
Un grido di dolore, e forse anche di rabbia, ci sale dalla gola. Novara in questi due lustri ha subito tanti cambiamenti; opere pubbliche importanti sono sorte dal nulla, vedi ad esempio il castello, ma Casa Bossi proprio non riesce ad entrare nell'interesse dei pubblici amministratori, piccoli uomini appunto.
Ed allora una piccola associazione come la nostra, che non ha e non chiede sovvenzioni pubbliche o private, che si basa sul disinteressato aiuto dei suoi soci, riesce ad organizzare un secondo convegno sul tema Casa Bossi. Esso é organizzato presso la sede sociale in via dei Cattaneo 6, per le ore 16 del 17 di Marzo 2007 (X dalla adozione)

 

segue........
Questa pagina è in continua evoluzione, quasi in tempo reale e pertanto non possiede una conclusione, ..... per il momento.

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