Giovedì 23 Novembre 2000

E la Soprintendenza ammette: «Nessuna verifica durante i lavori»
Casa Bossi, esposto in Procura
Presentato da Astrea per i restauri del tetto

NOVARA
Chi ha verificato i cantieri di Casa Bossi durante i restauri del tetto? Nessuno. E’ la sconcertante ammissione del soprintendente Pasquale Bruno Malara all’associazione Astrea che tre anni fa ha «adottato» l’edificio antonelliano. Astrea chiedeva di conoscere i nomi dei verificatori incaricati di vigilare su quel restauro più volte additato come disastroso anche dai massimi esperti e conoscitori dell’opera dell’architetto ghemmese. «Questa amministrazione - scrive il soprintendente ai Beni ambientali e architettonici del Piemonte - non ha conferito alcun incarico per verificare il cantiere». I soci dell’associazione per la trasparenza amministrativa sono esterrefatti: «Se si fosse trattato di una qualsiasi casa privata i controlli ci sarebbero stati, eccome». Tanto più che agli «agghiaccianti interventi» compiuti per risanare l’edificio è stato dedicato anche un convegno. Qualche esempio? Camini aumentati di numero, pluviali prima nascosti ed ora in bella vista, vecchie travi ed inferriate eliminate. E proprio poiché a lavori ultimati «si sono riscontrate evidenti alterazioni degradanti le linee originali» Astrea nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Procura invitandola ad accertare eventuali violazioni penali. Del caso si sta occupando il pm Daniela Isaia. «Vedremo se qualcosa si muove - dicono i soci dell’associazione presieduta da Piersaverio Ar - e di certo la nostra battaglia non finisce con questo esposto».

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